IL MALE IN COMUNE: RAPPORTO DI AVVISO PUBBLICO SULLE INFILTRAZIONI MAFIOSE NEGLI ENTI LOCALI

DATI ALLARMANTI PRESENTATI A ROMA
ROMA, 2 dicembre 2025. AVVISO PUBBLICO ha presentato il rapporto “Il male in Comune”.

Il dossier analizza l’estensione e l’evoluzione delle infiltrazioni mafiose negli enti locali italiani.

Dal 1991 al 30 settembre 2025 sono stati sciolti 402 comuni per infiltrazioni mafiose.


UN COMUNE SCIOLTO OGNI MESE
Il trend medio è di un comune sciolto al mese negli ultimi 34 anni.

Un dato che conferma la persistenza del fenomeno.

La mafia continua a condizionare la vita democratica locale.


LE REGIONI PIÙ COLPITE da infiltrazioni mafiose
L’89% degli scioglimenti si è verificato in CALABRIA, CAMPANIA e SICILIA.

La percentuale sale al 96% includendo anche la PUGLIA.

Quattro regioni concentrano quasi tutti i casi.


PICCOLI COMUNI PIÙ VULNERABILI per infiltrazioni mafiose
Il 72% dei comuni sciolti ha meno di 20.000 abitanti.

Il 34% ha meno di 5.000 abitanti.

Le realtà più piccole risultano più esposte alle infiltrazioni.


ENTI SCIOLTI PIÙ VOLTE per infiltrazioni mafiose
Sono 83 gli enti sciolti più di una volta.

Su 374 comuni tornati al voto, 31 sindaci rimossi sono stati rieletti.

Un segnale di fragilità democratica e di continuità del problema.


IL CASO DELLE AZIENDE SANITARIE PROVINCIALI 
Il rapporto evidenzia anche la situazione delle ASP calabresi.

Negli ultimi nove anni ci sono stati sei scioglimenti.

Coinvolte ASP di REGGIO CALABRIA, VIBO VALENTIA e CATANZARO.


CAUSE DEGLI SCIOLGIMENTI DELLE ASP
Gli scioglimenti sono legati a inchieste giudiziarie.

Appalti irregolari, personale infiltrato e controlli insufficienti.

La sanità si conferma settore ad alto rischio.


FRAGILITÀ DELLA DEMOCRAZIA LOCALE, per infiltrazioni mafiose
Il ritorno di sindaci già rimossi dimostra la difficoltà di cambiamento.

La mafia mantiene consenso e influenza.

La democrazia locale appare vulnerabile.


PROPOSTE DI AVVISO PUBBLICO
Il dossier propone una revisione della legge sugli scioglimenti.

Tre punti principali:

  • Commissari esperti.
  • Monitoraggio post-elettorale.
  • Una “terza via” per enti parzialmente contaminati.

COMMISSARI ESPERTI
La gestione commissariale deve essere affidata a figure competenti.

Esperti capaci di garantire trasparenza e legalità.

Un passo necessario per ricostruire fiducia.


MONITORAGGIO POST-ELETTORALE
Dopo il ritorno al voto serve un controllo costante.

Verificare che non si ripetano le stesse dinamiche.

Evitare nuove infiltrazioni subito dopo le elezioni.


UNA TERZA VIA
Per gli enti parzialmente contaminati si propone una soluzione intermedia.

Non lo scioglimento totale, ma interventi mirati.

Un modello più sostenibile e meno traumatico.


IL RUOLO DELLA SOCIETÀ CIVILE
Il rapporto sottolinea l’importanza della società civile.

Associazioni, cittadini e istituzioni devono collaborare.

La lotta alla mafia è responsabilità collettiva.


IL MALE IN COMUNE: UN TITOLO SIGNIFICATIVO
Il titolo del dossier richiama la radice del problema.

La mafia si insinua nelle istituzioni locali.

Il male diventa parte della vita amministrativa.


ROMA, PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO
La presentazione a ROMA ha visto la partecipazione di esperti e istituzioni.

Un momento di confronto sui dati e sulle proposte.

Un appello alla politica per intervenire.


UN PROBLEMA CHE NON SI ESTINGUE
Dal 1991 a oggi il fenomeno non si è ridotto.

Gli scioglimenti continuano con regolarità.

La mafia si adatta e trova nuove strade.


CONCLUSIONI: IL MALE IN COMUNE È ANCORA PRESENTE
Il rapporto di AVVISO PUBBLICO dimostra che le infiltrazioni mafiose negli enti locali restano un problema grave.

402 scioglimenti in 34 anni, con prevalenza nelle regioni del Sud.

Piccoli comuni più vulnerabili, ASP coinvolte, sindaci rieletti dopo la rimozione.

La proposta di revisione della legge sugli scioglimenti è un passo necessario.

La lotta alla mafia richiede strumenti più efficaci, commissari esperti e monitoraggio costante.

Il male in Comune continua a minacciare la democrazia locale.


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