TARI 2026: È giusto che paghino tutti, anche chi differenzia correttamente?

Con l’approvazione delle nuove tariffe da parte del Consiglio comunale, la questione della TARI 2026 è diventata centrale nel dibattito pubblico. L’aumento di quasi 68.000 euro della quota fissa, a fronte di una diminuzione della quota variabile di circa 64.000 euro, solleva interrogativi importanti. Questo cambiamento impatterà le famiglie e le attività commerciali, rendendo necessario un approfondimento sul sistema di tariffazione e sull’equità del servizio.

Aumenti e aree di critica

Un esempio concreto è rappresentato da una famiglia di 4 persone che vive in una casa di 100 metri quadrati, la quale si troverà a pagare circa 11 euro in più sulla sola quota fissa. Analogamente, un ristorante o un’attività commerciale di 200 metri quadrati dovrà affrontare un incremento di circa 194 euro. Mentre da un lato il conferimento degli ingombranti all’isola ecologica è stato reso gratuito per chi li porta, dall’altro i costi di smaltimento rimangono a carico della collettività.

Il dilemma cruciale è se sia giusto chiedere un contributo maggiore a chi differenzia i rifiuti e produce pochi scarti. Infatti, aumentando la quota fissa, si rischia di penalizzare coloro che si impegnano nella raccolta differenziata e che magari non conferiscono mai ingombranti. Questo porta a una riflessione su un sistema di tariffazione che dovrebbe premiare i comportamenti virtuosi.

Il Sistema di tariffazione Precedente

In passato, sotto la nostra amministrazione, il principio era chiaro: “più riciclavi, meno pagavi”. Chi separava plastica, carta, vetro, ferro e alluminio riceveva uno sconto sulla TARI, mentre chi produceva più rifiuti indifferenziati pagava una tariffa più alta. Questo modello incentivava la cittadinanza a impegnarsi nella raccolta differenziata e a diminuire la produzione di rifiuti.

Oggi, invece, si corre il rischio che il messaggio diventi: “fai pure lo sporcone, tanto paga pantalone”. Questa situazione potrebbe demotivare i cittadini a differenziare e a comportarsi in modo responsabile, minando gli sforzi di sensibilizzazione e educazione ambientale. È fondamentale ripristinare un sistema che premi i comportamenti corretti e responsabilizzi i cittadini.

Costi e Risultati: cosa è cambiato?

Un altro aspetto da considerare è l’aumento dei costi legati al servizio di spazzamento e lavaggio delle strade, che è passato da circa 31.700 euro a oltre 107.000 euro. Questo incremento del 239% solleva interrogativi sulla gestione delle risorse e sull’efficacia dei servizi. I cittadini si chiedono: “Abbiamo visto Adro diventare tre volte più pulita?”.

È essenziale che gli aumenti di spesa siano giustificati da miglioramenti tangibili nel servizio. Se i cittadini non percepiscono un beneficio concreto, è difficile giustificare l’aumento delle tariffe. Un sistema di monitoraggio e rendicontazione chiaro potrebbe aiutare a dimostrare l’efficacia degli interventi e a mantenere alta la fiducia nella gestione comunale.

Fonte: Danilo Oscar Lancini

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