Esame del sangue Alzheimer: il biomarcatore circRna può prevedere i sintomi prima che compaiano

Un esame del sangue Alzheimer potrebbe cambiare il modo in cui affrontiamo la malattia. Un nuovo studio finanziato dai National Institutes of Health americani ha individuato un biomarcatore che anticipa la comparsa dei sintomi. Si chiama circRna ed è un piccolo anello di materiale genetico. Secondo i ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis, questo esame del sangue Alzheimer è più efficace di altri test nel prevedere chi svilupperà demenza nei prossimi anni.

Per le famiglie che vivono nell’ansia del “chissà se toccherà a noi”, l’esame del sangue Alzheimer basato su circRna apre una porta. Non è una cura, ma è tempo. Tempo per organizzarsi, per pianificare, per accedere prima alle terapie che rallentano il declino.

Cos’è l’esame del sangue Alzheimer con circRna e perché è diverso

L’esame del sangue Alzheimer studiato a St. Louis cerca i circRna, cioè Rna circolari. Sono frammenti di codice genetico che si chiudono ad anello. A differenza dell’Rna lineare, i circRna sono molto stabili nel sangue. Resistono agli enzimi, non si degradano in fretta e quindi si misurano meglio.

I ricercatori hanno confrontato i livelli di circRna nel sangue di persone sane, persone con lieve declino cognitivo e pazienti con Alzheimer conclamato. Il risultato è netto. Alcuni circRna specifici aumentano anni prima che compaiano perdita di memoria, disorientamento o difficoltà di linguaggio. L’esame del sangue Alzheimer basato su circRna ha superato, in accuratezza predittiva, altri marcatori già noti come le proteine beta-amiloide e tau.

Lo studio NIH della Washington University: come hanno scoperto il legame tra circRna e Alzheimer

Lo studio sull’esame del sangue Alzheimer è stato finanziato dai National Institutes of Health e pubblicato nel 2026. Il team della Washington University School of Medicine ha analizzato campioni di sangue di oltre 600 partecipanti seguiti per più di 10 anni. Ogni anno i volontari facevano test cognitivi, risonanze e prelievi.

Incrociando i dati, gli scienziati hanno visto che un gruppo di circRna iniziava a crescere nel sangue da 5 a 7 anni prima della diagnosi clinica di Alzheimer. In pratica, il corpo lancia un segnale quando il cervello è ancora apparentemente sano. L’esame del sangue Alzheimer intercetta quel segnale.

Secondo gli NIH, “i circRna potrebbero essere forti indicatori dell’imminente comparsa dei sintomi dell’Alzheimer”. Non parliamo di certezza al 100 percento. Parliamo di probabilità alta, molto più alta di quella che abbiamo oggi con i test standard.

Perché l’esame del sangue Alzheimer con circRna è una svolta per pazienti e famiglie

Oggi per sapere se hai l’Alzheimer servono test costosi e invasivi. La PET per l’amiloide costa migliaia di euro. La puntura lombare per misurare tau e beta-amiloide nel liquor fa paura a molti. E spesso si arriva a questi esami quando i sintomi sono già evidenti.

Un esame del sangue Alzheimer cambia tutto per tre motivi. Primo: è semplice. Un prelievo al centro prelievi, come per il colesterolo. Secondo: è economico. Se confermato su larga scala, potrebbe costare quanto un normale pannello ematico. Terzo: è precoce. Ti dice che qualcosa si sta muovendo nel cervello quando hai ancora tempo per agire.

Per un figlio che assiste un genitore, sapere con 5 anni di anticipo significa poter scegliere. Significa iniziare subito dieta mediterranea, esercizio fisico, stimolazione cognitiva e farmaci anti-amiloide come lecanemab o donanemab, che funzionano meglio nelle fasi iniziali. L’esame del sangue Alzheimer non toglie la malattia, ma restituisce margine.

Come funziona il test: cosa misurano i circRna nel sangue

I circRna sono come briciole che il cervello lascia cadere nel sangue quando le cellule iniziano a soffrire. Nel caso dell’Alzheimer, alcuni circuiti neuronali si danneggiano in silenzio. Le cellule producono più circRna per cercare di ripararsi o per segnalare stress. Questi anelli finiscono nel circolo sanguigno.

L’esame del sangue Alzheimer usa tecniche di sequenziamento avanzato per contare quanti circRna specifici ci sono in un millilitro di sangue. Se superano una certa soglia, il rischio di sviluppare sintomi entro 5 anni sale in modo significativo. Non è un sì o no secco. È un semaforo. Verde se i livelli sono bassi, giallo se salgono, rosso se sono alti e stabili nel tempo.

Esame del sangue Alzheimer vs PET e puntura lombare: vantaggi e limiti

Mettiamo a confronto gli strumenti. La PET vede le placche di amiloide nel cervello. È precisa, ma costa, richiede radiofarmaci e non è disponibile ovunque. La puntura lombare misura amiloide e tau nel liquor. È accurata, ma invasiva. Molti la rimandano per anni.

L’esame del sangue Alzheimer con circRna è meno invasivo e potenzialmente più precoce. Il limite è che oggi è ancora in fase di studio. Serve validarlo su popolazioni diverse: europee, asiatiche, africane. Serve capire se altre malattie infiammatorie o neurologiche possono alzare gli stessi circRna e dare falsi positivi.

Gli scienziati di St. Louis sono chiari. L’esame del sangue Alzheimer non sostituisce la diagnosi clinica. La affianca. Un valore alto di circRna ti manda dal neurologo prima, non ti mette un’etichetta addosso.

Quando sarà disponibile l’esame del sangue Alzheimer per tutti

I tempi non saranno brevissimi. Dopo lo studio NIH del 2026, partono ora le validazioni su larga scala. Altri centri negli Stati Uniti, in Europa e in Asia stanno replicando i test. Se i dati reggono, entro 3-4 anni potremmo avere i primi kit certificati per i laboratori ospedalieri.

In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità e l’AIFA dovranno valutare l’esame del sangue Alzheimer prima di inserirlo nei Livelli Essenziali di Assistenza. La speranza dei ricercatori è che diventi uno screening per chi ha più di 65 anni con familiarità, proprio come si fa con la glicemia per il diabete.

Chi dovrebbe fare l’esame del sangue Alzheimer: familiarità, età e primi campanelli d’allarme

Non serve che tutti corrano a farlo. L’esame del sangue Alzheimer avrà senso per chi ha fattori di rischio. Primo: età sopra i 60 anni. Secondo: un genitore o un fratello con Alzheimer. Terzo: piccoli segnali come dimenticare appuntamenti, perdere il filo del discorso, faticare a gestire soldi o medicine.

Anche chi è portatore del gene APOE4, che aumenta il rischio, potrebbe beneficiarne. L’esame del sangue Alzheimer in questi casi diventa uno strumento di monitoraggio. Lo ripeti ogni 12-18 mesi e vedi se i circRna salgono. Se salgono, inizi subito prevenzione e controlli neurologici mirati.

Prevenzione e prossimi passi: cosa fare se l’esame del sangue Alzheimer è positivo

Un risultato alterato all’esame del sangue Alzheimer non è una condanna. È un avviso. La ricerca dice che stile di vita conta moltissimo. Attività fisica aerobica 150 minuti a settimana, dieta ricca di pesce azzurro, verdure e olio d’oliva, sonno regolare, controllo di pressione e diabete, vita sociale attiva e allenamento cognitivo riducono il rischio di conversione da lieve declino a demenza.

In più, oggi ci sono farmaci monoclonali che rimuovono l’amiloide. Funzionano solo se presi presto. Ecco perché l’esame del sangue Alzheimer con circRna è strategico. Ti porta alla terapia quando il cervello ha ancora riserve.

I prossimi passi della ricerca sono chiari. Primo: capire quali circRna sono più specifici per l’Alzheimer e quali per altre demenze. Secondo: creare un test rapido, da fare in ambulatorio. Terzo: associare l’esame del sangue Alzheimer ad altri marcatori, come p-tau217, per avere una foto ancora più precisa.

Esame del sangue Alzheimer: la ricerca NIH accende la speranza

Per decenni l’Alzheimer è stato un muro. Lo scoprivi quando i ricordi erano già andati. L’esame del sangue Alzheimer basato su circRna prova a fare un buco in quel muro. Non è la soluzione finale, ma è la prima volta che un prelievo può dirti: “Attento, tra qualche anno potrebbe iniziare. Preparati ora”.

La scienza va avanti a piccoli passi. Questo è un passo grande. E per milioni di famiglie, anche solo sapere in anticipo fa la differenza tra subire e scegliere.

 

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