Assemblea degli Avvocati per il Sì

Assemblea degli Avvocati per il Sì

Venerdì 20 febbraio 2026, dalle ore 14.00 alle ore 19.00, presso la Biblioteca “Alfredo De Marsico” – Castel Capuano, Napoli, si terrà la Assemblea degli Avvocati per il Sì.

Il confronto è promosso con le Associazioni forensi e i Comitati referendari “Uniti si vince”, impegnati nel sostegno alla riforma della giustizia approvata dal Governo Meloni.

L’iniziativa rappresenta un momento di confronto pubblico tra avvocatura, accademia e rappresentanze associative, oltre ai comitati referendari, con l’obiettivo di approfondire i contenuti della riforma e le sue ricadute sul sistema giustizia.

Interventi alla Assemblea degli Avvocati per il Sì

Assemblea degli Avvocati per il SìAd aprire i lavori saranno gli indirizzi di saluto istituzionali dell’avv. Carmine Foreste, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, e dell’avv. Luca Zanchini, Presidente della Biblioteca “Alfredo De Marsico”.

La relazione introduttiva sarà affidata all’avv. Francesco Picca (socio fondatore del Comitato Mario Pagano per il Sì) e ideatore dell’evento. Modererà il dibattito il dott. Errico Novi, vicedirettore de Il Dubbio.

Tra i numerosi interventi in programma, particolare rilievo avrà la partecipazione del Movimento Forense, con l’intervento dell’avv. Elisa Demma, Presidente nazionale, che illustrerà la posizione del Movimento a sostegno della riforma e le ragioni dell’impegno dell’avvocatura associata in questo passaggio decisivo per il sistema giustizia.

Il confronto vedrà la presenza di esponenti del mondo accademico, delle Camere Penali, dell’associazionismo forense e dei comitati referendari, in un’ottica di dialogo ampio e pluralista.

Referendum confermativo 2026

Il referendum sulla giustizia in Italia si terrà domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. Si tratta di un referendum costituzionale confermativo, richiesto perché la riforma non è stata approvata dal Parlamento con la maggioranza dei due terzi.

Cosa prevede la riforma

Nel referendum giustizia 2026 gli elettori sono chiamati a pronunciarsi su una revisione della Costituzione già approvata dal Parlamento, che introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti.

La riforma non incide sull’autonomia e indipendenza della magistratura, ma interviene sulla sua organizzazione interna e sui meccanismi di autogoverno.

Il voto riguarda la modifica di alcuni articoli della Costituzione per riorganizzare la magistratura:

  • Separazione delle carriere: distinzione netta tra magistrati giudicanti (i giudici) e magistrati requirenti (i pubblici ministeri).
  • Due CSM: istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura, uno per ciascuna carriera.
  • Sorteggio dei componenti: i membri dei due CSM saranno scelti tramite estrazione a sorte.
  • Alta Corte disciplinare: creazione di un organo specifico per giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati ordinari.

Come si vota

Il referendum giustizia 2026 sulla separazione delle carriere si svolgerà nelle giornate di domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedi 23 marzo dalle 7 alle 15.

Senza Quorum: Trattandosi di un referendum costituzionale (Art. 138), non è richiesto un numero minimo di votanti per la validità del risultato; vince chi ottiene più voti tra il SÌ e il NO.

  • Il : conferma la riforma approvata dal Parlamento.
  • Il NO: respinge la riforma, mantenendo l’attuale assetto costituzionale della magistratura.

Referendum sulla giustizia: le ragioni di chi vota SÌ

Nel referendum sulla separazione delle carriere, le posizioni favorevoli alla riforma si fondano principalmente sull’esigenza di rendere più netta la distinzione tra chi esercita la funzione giudicante e chi svolge la funzione requirente.

Secondo questa impostazione, la separazione dei percorsi professionali e degli organi di autogoverno contribuisce a rafforzare la percezione di imparzialità del giudice, rendendo più chiaro il suo ruolo di soggetto terzo rispetto all’accusa.

Un ulteriore argomento a sostegno del voto favorevole riguarda l’organizzazione interna della magistratura. La previsione di Consigli Superiori separati è vista come una soluzione idonea a garantire una maggiore autonomia reciproca tra le due carriere, evitando interferenze e sovrapposizioni nella gestione delle nomine e delle progressioni professionali. In questa prospettiva, la riforma non viene letta come una limitazione dell’indipendenza della magistratura, ma come una sua riorganizzazione, coerente con i principi costituzionali.

Particolare rilievo assume anche il tema del sorteggio. Chi sostiene il SÌ ritiene che questo meccanismo possa contribuire a ridurre il peso delle dinamiche associative e a rafforzare la fiducia nel sistema di autogoverno. Il sorteggio viene quindi interpretato come uno strumento di riequilibrio, volto a rendere le decisioni meno condizionate da appartenenze organizzate e più orientate a criteri di neutralità.

Nel complesso, le ragioni del voto favorevole si concentrano sull’idea che la riforma possa rendere il sistema giudiziario più chiaro nella distribuzione dei ruoli e più trasparente nei meccanismi di governo interno.

 

Condividi sui social