Modifiche al Codice della Strada: le istanze dell’Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti al Governo.
La mobilità in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione tecnica, burocratica e organizzativa. Tra nuove infrastrutture di pedaggio e l’ipotesi di una sempre maggiore digitalizzazione dei servizi automobilistici, il dibattito sulle ultime riforme resta particolarmente acceso.
In questo scenario si inserisce con fermezza la voce dei cittadini e dei viaggiatori: l’Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti (ANCC), guidata dalla Presidente Isabella Cocolo, ha inviato una dettagliata serie di istanze formali ai vertici del Governo e ai Ministri competenti.
L’obiettivo principale è tutelare i diritti di automobilisti e turisti itineranti, evidenziando le criticità operative legate alle recenti modifiche al Codice della Strada e proponendo soluzioni concrete per evitare inutili rincari, disagi procedurali e discriminazioni.
Forte di oltre quarant’anni di attività sul campo e supportata da un’ampia giurisprudenza amministrativa che ne riconosce la piena legittimazione, l’ANCC rappresenta da decenni un punto di riferimento fondamentale per la difesa della libertà di circolazione e della sicurezza stradale.
Il documento trasmesso alle istituzioni analizza quattro nodi cruciali: la gestione delle autostrade Free Flow, la gratuità dei parcheggi presso i luoghi di cura, la valutazione delle capacità di guida degli automobilisti anziani e l’imposizione degli obblighi di domiciliazione digitale tramite PEC.
Autostrade Free Flow: barriere rimosse ma burocrazia in aumento?
Una delle novità più rilevanti riguarda l’introduzione progressiva del sistema di esazione autostradale denominato Free Flow. Questo modello elimina fisicamente i caselli con sbarre e le cabine di pagamento per contanti o carte, sostituendoli con portali dotati di telecamere capaci di leggere le targhe dei veicoli in transito e calcolare l’importo dovuto. Attualmente operativo su tratte strategiche come la A36 Pedemontana Lombarda, la A33 Asti-Cuneo e diverse tangenziali del Nord Italia, il sistema punta a fluidificare il traffico eliminando le code in uscita.
Tuttavia, l’Associazione evidenzia le forti criticità che questo meccanismo scarica sull’utente occasionale. Se da un lato il gestore autostradale risparmia sui costi di personale e sulle infrastrutture fisse, dall’altro l’automobilista si ritrova gravato da un nuovo adempimento entro un termine rigido di 15 giorni solari dal transito. Per saldare il pedaggio è necessario accedere a piattaforme online, app dedicate o sportelli abilitati, affrontando spesso commissioni di incasso aggiuntive (come i costi legati ai circuiti di pagamento elettronico o PagoPA).
Per chi non possiede già un apparato di telepedaggio privato come il Telepass, il rischio di una dimenticanza o di un semplice ritardo è elevato.
Allo scadere dei 15 giorni scattano procedure di recupero crediti con l’invio di raccomandate e sanzioni amministrative che possono variare da decine a centinaia di euro, oltre alla decurtazione di punti dalla patente. L’ANCC sottolinea inoltre come la segnaletica “Free Flow” in lingua inglese possa indurre in errore i conducenti, portandoli a scambiare il passaggio per un’uscita libera da pedaggio in caso di traffico Intenso.
Per far fronte a questi disagi, le richieste rivolte al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono chiare:
* Mantenere in rete caselli tradizionali abilitati al pagamento immediato in contanti o carta.
* Installare una segnaletica stradale chiara, completa e in lingua italiana che spieghi adeguatamente il funzionamento del sistema e le modalità di saldo prima di accedere ai portali.
Sosta e sanità: basta tasse sulla salute nei parcheggi ospedalieri.
Un altro tema di forte impatto sociale affrontato nell’istanza riguarda la sosta a pagamento nelle aree adiacenti alle strutture sanitarie. Raggiungere un ospedale o un centro diagnostico rappresenta quasi sempre un’esigenza di primaria necessità e non una libera scelta di svago.
In moltissime realtà territoriali, la carenza o l’inefficienza del trasporto pubblico locale costringe i cittadini a muoversi con il proprio veicolo privato per sottoporsi a visite, terapie o per assistere familiari ricoverati.
Dover pagare la sosta stradale o il parcheggio all’interno e nei pressi degli ospedali si traduce in una vera e propria tassa aggiuntiva sulla salute, che colpisce in modo indistinto tutti i cittadini senza considerare la loro capacità contributiva o la loro condizione di fragilità.
Sfruttando l’opportunità offerta dal processo di revisione delle norme sulla circolazione, l’ANCC chiede di modificare puntualmente gli articoli 6 e 7 del Codice della Strada. L’obiettivo è introdurre un principio inderogabile: la sosta deve essere garantita a titolo completamente gratuito all’interno e nelle immediate vicinanze di ospedali, cliniche e luoghi dedicati all’erogazione di prestazioni sanitarie.
Capacità di guida e sicurezza: la valutazione deve rimanere oggettiva.
Il documento affronta poi il delicato tema delle limitazioni alla guida legate all’età anagrafica degli automobilisti. In seguito alle indiscrezioni giornalistiche che ipotizzavano l’introduzione di divieti specifici per gli over 85 — come il divieto di accesso in autostrada, il limite di velocità ridotto a 100 km/h e la tolleranza azzerata sul tasso alcolemico — l’Associazione ha ribadito la necessità di mantenere un approccio rigoroso e scientifico basato sulle reali condizioni di salute del singolo individuo.
L’attuale normativa italiana ed europea prevede già visite mediche periodiche a cadenza ravvicinata per il rinnovo della patente B a partire dai 50 anni, fino a diventare biennali superati gli 80 anni. Durante questi controlli, il medico o la Commissione Medica Locale verificano parametri fondamentali:
* Efficienza visiva (acutezza, campo visivo e reazione alla luce).
* Capacità uditiva.
* Funzionalità motoria e coordinazione degli arti.
* Assenza di patologie croniche o invalidanti (come problemi cardiovascolari gravi, diabete non compensato o sindrome delle apnee notturne).
* Requisiti psicologici e assenza di dipendenze da alcol o sostanze.
Stabilire limitazioni a priori basandosi unicamente sull’età anagrafica rappresenta una violazione dei diritti del cittadino, poiché un guidatore dichiarato idoneo da una visita medica ufficiale possiede tutte le capacità necessarie per circolare in piena sicurezza.
L’ANCC esprime soddisfazione per le prese di posizione del Ministero dei Trasporti volte a smentire tali ipotesi restrittive, auspicando che la sicurezza sia sempre tutelata attraverso controlli medici accurati e non con divieti discriminatori.
Digitalizzazione forzata: i pericoli dell’obbligo di PEC per auto e patente
Un punto di forte contestazione riguarda la paventata misura di rendere obbligatoria la Posta Elettronica Certificata (PEC) o le comunicazioni esclusivamente digitali per le pratiche automobilistiche, come le revisioni, la vendita dei veicoli o la gestione della patente.
Sebbene l’innovazione tecnologica rappresenti un’opportunità di semplificazione, la sua imposizione indiscriminata rischia di generare profonde disuguaglianze e ostacoli insormontabili per ampie fasce di popolazione. Le motivazioni evidenziate dall’ANCC sono molteplici:
* Oneri economici indiretti: L’attivazione e il mantenimento di un domicilio digitale privato comportano costi fissi che vanno a beneficio di società commerciali gestrici dei servizi PEC.
* Costi di dotazione informatica: I cittadini sono costretti ad acquistare e mantenere dispositivi aggiornati (computer o smartphone con connessione dati) per poter interagire con la Pubblica Amministrazione.
* Divario digitale e infrastrutturale: In molte zone d’Italia la copertura della rete Internet è ancora instabile o del tutto assente, rendendo impossibile una gestione telematica tempestiva ed efficiente.
* Esclusione sociale degli over 65: Una percentuale significativa di cittadini anziani presenta bassi livelli di alfabetizzazione informatica, con il rischio concreto di subire sanzioni o perdere termini di legge a causa della mancata familiarità con le procedure digitali.
L’Associazione accoglie con favore il recente dietrofront del Governo su questa norma, sottolineando che la digitalizzazione deve rimanere uno strumento al servizio del cittadino e non trasformarsi in un fattore di esclusione sociale o in un inutile appesantimento burocratico.
Le conseguenze della mancata accoglienza delle istanze
A conclusione del documento trasmesso a ministri e parlamentari, l’Associazione Coordinamento Camperisti mette in guardia le istituzioni sui rischi legati a scelte legislative poco ponderate. Rigettare queste richieste finirebbe per gravare enormemente sul sistema giudiziario italiano: migliaia di cittadini sarebbero costretti a ricorrere al Giudice di Pace o al TAR per contestare sanzioni o disservizi, intasando ulteriormente i tribunali.
Oltre ai costi economici e di tempo, il continuo stress psicofisico causato da un rapporto farraginoso e punitivo con la Pubblica Amministrazione danneggia la salute e il benessere generale della popolazione.
Per queste ragioni, l’ANCC invita le istituzioni e le forze politiche a fare proprie queste osservazioni, ricordando che il consenso elettorale futuro dipenderà in modo diretto dalla capacità degli eletti di proteggere i diritti fondamentali e la qualità della vita di tutti i cittadini.
Altre notizie su http://www.varesepress.info



