9 Dicembre 2025 22:33
Autovelox non omologato? Stop Multe e Punti Patente
Autovelox non omologato: la Cassazione stoppa le multe. Un nuovo orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte mette un freno all’utilizzo indiscriminato degli autovelox.
Le multe e la decurtazione dei punti patente elevate con autovelox non omologato sono da considerarsi illegittime.
La sentenza riguarda i casi in cui l’autovelox sia stato approvato ma non omologato. La Cassazione ha chiarito che approvazione e omologazione sono due procedure distinte e necessarie. La sola taratura annuale, pur obbligatoria, non sana la mancanza di omologazione.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 113 del 18/06/2015, aveva reso obbligatoria la taratura annuale degli autovelox. Tuttavia, la Cassazione ha ora ribadito che l’omologazione è un requisito fondamentale. Essa verifica che il prototipo dell’apparecchio rispetti le caratteristiche previste dal Codice della Strada.
Non conta la circolare del Ministero dell’Interno n. 995 del 23/01/2025. Questa circolare equiparava approvazione e omologazione, uniformandosi al parere dell’Avvocatura dello Stato. La Cassazione ha sottolineato che un atto amministrativo non può superare quanto stabilito da fonti primarie, ovvero dalla legge.
L’ordinanza 12924/2025, pubblicata il 14 maggio 2025 dalla seconda sezione civile della Cassazione, accoglie il ricorso di un automobilista. I verbali per un totale di 1.600 euro e la decurtazione dei punti patente sono stati annullati.
La Cassazione ha respinto l’argomentazione dei giudici di merito. Secondo questi, la taratura periodica sarebbe sufficiente a garantire l’efficienza e la precisione dell’autovelox. La Suprema Corte ha invece confermato la sentenza n. 10505 del 18/04/2024. Questa sentenza aveva già stabilito che l’omologazione è indispensabile per la legittimità degli accertamenti di velocità.
L’esistenza della taratura passa in secondo piano rispetto alla mancanza di omologazione. Questo non costituisce un “nuovo argomento” rispetto alla precedente sentenza, come sostenuto dal Comune ricorrente.
La circolare del Viminale invitava i comuni a predisporre un modello di difesa basato sull’equivalenza tra approvazione e omologazione. Tuttavia, per la Cassazione, le circolari ministeriali non possono prevalere sull’interpretazione basata su “fonti normative primarie”. Le circolari sono atti interni all’amministrazione e non contengono norme di diritto.
Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha commentato la sentenza. Ha ricordato che, secondo i dati del Ministero dei Trasporti (Mit), il 59,4% degli autovelox fissi in Italia non è in regola con l’omologazione. Questo dato ha bloccato l’emanazione di un decreto ministeriale per regolamentare gli strumenti di misurazione elettronica della velocità.
Per D’Agata, l’importante non è solo fare multe, ma garantire la sicurezza stradale, la certezza delle rilevazioni e il diritto di difesa dei cittadini. L’utilizzo di autovelox non omologato mina questi principi.
La decisione della Cassazione rappresenta un importante passo avanti per la tutela dei diritti degli automobilisti. Molti cittadini si sono visti recapitare multe salate e hanno subito la decurtazione dei punti patente a causa di autovelox non omologato.
Questa sentenza apre la strada a numerosi ricorsi. Gli automobilisti che hanno ricevuto sanzioni da autovelox non omologato potranno contestare le multe e chiedere l’annullamento dei provvedimenti.
È fondamentale che le amministrazioni locali prendano atto di questo nuovo orientamento giurisprudenziale. L’utilizzo di autovelox non omologato per fare cassa è illegittimo e lede i diritti dei cittadini.
La sicurezza stradale è un obiettivo primario, ma deve essere perseguito nel rispetto della legge. L’utilizzo di strumenti di rilevazione della velocità non conformi alle normative non garantisce la certezza delle misurazioni.
La taratura periodica è importante per verificare il corretto funzionamento degli autovelox. Tuttavia, non può sostituire la verifica iniziale di conformità del prototipo, che è l’omologazione.
L’approvazione attesta che un determinato modello di autovelox è conforme a specifiche tecniche. L’omologazione, invece, verifica che il prototipo possieda le caratteristiche fondamentali richieste dal Codice della Strada e dal relativo regolamento di esecuzione.
Queste due procedure hanno finalità distinte e sono entrambe necessarie per garantire la legittimità dell’utilizzo degli autovelox.
La sentenza della Cassazione chiarisce un aspetto controverso e fornisce un’interpretazione univoca della normativa. Questo contribuirà a ridurre il contenzioso e a garantire maggiore certezza del diritto in materia di sanzioni per eccesso di velocità.
Gli automobilisti che intendono contestare multe elevate con autovelox non omologato dovranno fare riferimento a questa nuova ordinanza della Cassazione. Sarà necessario verificare attentamente la documentazione relativa all’apparecchio utilizzato per la rilevazione della velocità.
Le amministrazioni locali dovranno adeguare le proprie procedure all’orientamento della Suprema Corte. L’utilizzo di autovelox non omologato per elevare sanzioni non è più sostenibile.
È auspicabile che il Ministero dell’Interno prenda atto della decisione della Cassazione e fornisca indicazioni chiare e vincolanti agli enti locali. Questo eviterebbe ulteriori contenziosi e garantirebbe un’applicazione uniforme della legge su tutto il territorio nazionale.
La questione degli autovelox è da tempo al centro del dibattito. Molti automobilisti ritengono che questi strumenti siano utilizzati principalmente per fare cassa, piuttosto che per migliorare la sicurezza stradale.
La trasparenza sull’utilizzo degli autovelox è fondamentale. I cittadini hanno il diritto di sapere se gli strumenti utilizzati per sanzionare le infrazioni sono conformi alla legge e correttamente funzionanti.
La sentenza della Cassazione rappresenta un’occasione per fare chiarezza e per ristabilire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni in materia di controllo della velocità.
È importante che le sanzioni per eccesso di velocità siano giuste e legittime. L’utilizzo di autovelox non omologato mina la credibilità del sistema sanzionatorio.
Le amministrazioni locali dovrebbero concentrarsi sull’utilizzo di autovelox omologati e correttamente segnalati, con l’obiettivo primario di prevenire gli incidenti stradali.
L’installazione di autovelox dovrebbe essere preceduta da un’attenta analisi dei punti più pericolosi della rete stradale. L’obiettivo non deve essere quello di “fare cassa”, ma di tutelare la sicurezza degli utenti della strada.
La manutenzione e la taratura periodica degli autovelox sono essenziali per garantirne la precisione. Tuttavia, la mancanza di omologazione è un vizio originario che non può essere sanato.
La Cassazione ha chiarito che l’omologazione è un requisito di validità dell’accertamento della velocità. In mancanza di omologazione, la multa è illegittima.
Questo nuovo orientamento giurisprudenziale avrà un impatto significativo sul contenzioso in materia di multe per eccesso di velocità. Molti automobilisti potranno ottenere l’annullamento delle sanzioni ricevute da autovelox non omologato.
È consigliabile che gli automobilisti che hanno ricevuto multe da autovelox verifichino attentamente la documentazione relativa all’apparecchio. In caso di mancata omologazione, sussistono validi motivi per presentare ricorso.
Le associazioni dei consumatori e gli studi legali specializzati in diritto della circolazione stradale potranno fornire assistenza agli automobilisti che intendono contestare le multe.
La sentenza della Cassazione rappresenta una vittoria per i diritti degli automobilisti e un freno all’utilizzo indiscriminato degli autovelox non omologato.
Si auspica che le amministrazioni locali si adeguino rapidamente a questo nuovo orientamento giurisprudenziale, nell’interesse della legalità e della trasparenza.
La sicurezza stradale è un obiettivo condiviso, ma deve essere perseguito nel rispetto delle regole e dei diritti dei cittadini. L’utilizzo di strumenti non conformi alla legge non contribuisce a raggiungere questo obiettivo.
La Cassazione ha ristabilito un principio fondamentale: le sanzioni amministrative devono basarsi su accertamenti legittimi e strumenti conformi alla legge. L’omologazione degli autovelox è un requisito essenziale per garantire la validità delle multe per eccesso di velocità.
Altre notizie






