Bari, pagando un magistrato si aggiustavano le carte

vi siano state anche diverse fughe di notizie da parte di persone che avevano accesso a banche dati riservati e alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia ancora segrete

Bari, pagando un magistrato si aggiustavano le carte
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Il caso Bari scuote la magistratura: versando soldi al giudice De Benedictis, tramite alcuni avvocati baresi, era possibile ottenere provvedimenti giudiziari favorevoli, in particolare l'alleggerimento di misure cautelari. L'inchiesta e' nata dalle segnalazioni delle procure di Bari e Trani di possibili illeciti commessi da magistrati, alla Procura di Lecce, competente a indagare.

"La magistratura ha gli anticorpi necessari per individuare al suo interno le criticità e colpire i comportamenti devianti" ha dichiarato il procuratore salentino Leonardo Leone de Castris, che ha coordinato le indagini insieme alla pm Roberta Licci (AGI).

Accordi tra giudice ed avvocato, ma gli inquirenti con pedinamenti e intercettazioni,  di cui tante volte si è parlato e che si dimostrano fondamentali, inchiodano e fanno affiorare responsabilità pesanti: si tratta di due magistrati corrotti, Michele Nardi e Antonio Savasta, già in servizio a Trani e oggi condannati e fuoriusciti dalla magistratura.

De Benedictis, il magistrato di cui si parla nell'inchiesta, incontrava l’avvocato Chiariello, e  in casa sua ha consentito di scoprire, occultate in diverse prese elettriche, altre somme di denaro, per un totale di 60mila euro.

Precisiamo che dopo la perquisizione del 9 aprile ha presentato richiesta di lasciare anticipatamente la magistratura.

In carcere sono finiti in 12 oltre a lui dopo le indagini dalla Procura di Lecce, tra le quali altri tre avvocati, un carabiniere della sezione di polizia giudiziaria di Bari, altri tre esponenti della criminalità organizzata e due favoreggiatori.