La ricetta in Basilicata, Ticket di 2,50 euro:

 la rabbia di Potenza e l’appello di De Pierro per fermare la gabella

Ticket 2,50 euro a ricetta in Basilicata: cosa sta succedendo dal 26 settembre

Il ticket di 2,50 euro a ricetta in Basilicata è diventato il simbolo di un malcontento che attraversa tutta la regione. Dopo dieci giorni trascorsi a percorrere in lungo e in largo il territorio lucano, il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro lancia un attacco frontale alla giunta Bardi e all’assessore Cosimo Latronico per la quota di compartecipazione voluta sulla spesa farmaceutica.

La misura, difesa dalla Regione come riequilibrio dei conti sanitari, è definita dal leader del movimento come una gabella ingiusta che fa cassa sulla pelle dei cittadini. Un balzello che colpisce un bene primario come la salute.

A Potenza, il 26 settembre 2026, De Pierro ha raccolto testimonianze di famiglie monoreddito, anziani e lavoratori che faticano ad arrivare a fine mese. Persone non coperte da esenzioni formali, schiacciate da un carovita insostenibile.

La nostra posizione è di netta e intransigente opposizione, e pretendiamo il ritiro immediato di questo provvedimento assurdo, ha detto De Pierro. Parole che riassumono dieci giorni di incontri con cittadini, famiglie e amministratori locali nelle aree interne.

Perché l’Italia dei Diritti parla di gabella ingiusta sul ticket farmaceutico

Per Antonello De Pierro non si può far cassa sulla salute. Il ragionamento della Regione è che le categorie più fragili sono esentate. Per il presidente dell’Italia dei Diritti questa è una scusa ipocrita per indorare la pillola.

Esistono centinaia di famiglie che non rientrano nelle esenzioni ma che vivono con un solo stipendio. Per loro 2,50 euro a ricetta rappresentano un salasso vero e proprio. Non è una cifra simbolica quando devi prendere tre o quattro farmaci al mese.

Parliamo di persone costrette a stringere i denti e a tagliare persino sui generi alimentari pur di riuscire a comprare le medicine necessarie, ha raccontato De Pierro. È una misura iniqua e antisociale.

Il tema è delicato perché tocca il diritto alla cura. La Costituzione parla chiaro. La salute è un diritto fondamentale.

Giunta Bardi e assessore Latronico: le ragioni del ticket da 2,50 euro

La giunta guidata da Vito Bardi, su impulso dell’assessore alla salute Cosimo Latronico, difende il provvedimento come necessario per tenere in equilibrio i conti sanitari. La Basilicata, come molte regioni del sud, deve fare i conti con un disavanzo che si trascina da anni.

La spesa farmaceutica è una delle voci più pesanti. La Regione sostiene che la compartecipazione serve a responsabilizzare e a evitare sprechi. Un argomento che De Pierro respinge al mittente.

Non si razionalizza colpendo i malati, replica il presidente dell’Italia dei Diritti. Si razionalizza tagliando gli sprechi veri, le consulenze inutili, gli appalti gonfiati.

A Matera come a Melfi, a Policoro e a Lagonegro, il malcontento è palpabile. Il ticket si somma ad altre difficoltà quotidiane.

Sanità nelle aree interne: il vero nodo della Basilicata

La polemica non si ferma al solo ticket farmaceutico. De Pierro collega il provvedimento a una situazione di profondo disagio strutturale. La sanità nelle aree interne è in sofferenza da decenni.

Medici di base che mancano, guardie mediche scoperte, tempi di attesa infiniti per una visita specialistica. Molti cittadini del Pollino, dell’Alta Val d’Agri e del Vulture devono spostarsi fino a Potenza o fuori regione per una prestazione.

Se a questo aggiungi un ticket su ogni ricetta, il messaggio che passa è che curarsi diventa un lusso.

Carovita e famiglie lucane: quanto pesa davvero 2,50 euro a ricetta

Due euro e cinquanta sembrano pochi. Ma facciamo due conti. Una famiglia con due genitori anziani che assumono quattro farmaci cronici a testa, più un figlio con terapia continuativa. Sono dieci ricette al mese. Sono 25 euro al mese. Sono 300 euro all’anno.

Per chi ha una pensione minima o un reddito da 1.200 euro al mese, 300 euro sono una bolletta, una spesa, i libri di scuola.

De Pierro ha incontrato a Pisticci e a Bernalda famiglie che già scelgono quali farmaci comprare. Una pratica pericolosa che i medici chiamano aderenza terapeutica ridotta.

Sfruttamento energetico e politiche inique: la Basilicata che produce e non incassa

Un altro punto toccato da De Pierro riguarda lo sfruttamento energetico.

La Basilicata è la prima regione in Italia per estrazione di petrolio su terraferma. Produce energia per il Paese, ma i lucani non ne vedono i benefici in servizi.

Da anni si parla di compensazioni, di royalties, di bonus. Ma nelle tasche dei cittadini arrivano ticket, non ristori.

Le politiche inique, secondo l’Italia dei Diritti, si sommano. Spopolamento, mancanza di lavoro per i giovani, sanità debole. Il ticket è solo l’ultimo tassello.

Cosa chiede l’Italia dei Diritti: ritiro immediato del ticket

La richiesta è chiara. Ritiro immediato del provvedimento. De Pierro non chiede una rimodulazione o una fascia di esenzione in più. Chiede che la misura venga cancellata.

La proposta alternativa è una revisione seria della spesa sanitaria. Lotta agli sprechi, centralizzazione degli acquisti, potenziamento della medicina territoriale.

Non si può chiedere un sacrificio ulteriore a chi è già in ginocchio, ha ribadito il presidente.

Ticket sanitario in Basilicata: cosa devono sapere i cittadini ora

Al momento il ticket di 2,50 euro a ricetta è in vigore. Si paga in farmacia al momento del ritiro del farmaco. Restano valide le esenzioni per patologia, per reddito e per invalidità previste dalla normativa nazionale.

Chi ha dubbi sulla propria esenzione deve rivolgersi al proprio medico di base o all’Asl di competenza, Asp di Potenza e Asm di Matera.

Conservate sempre le ricevute. In caso di ricorso o di modifica della norma, potrebbero servire per eventuali rimborsi.

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