Riforme per diminuire la dipendenza dal petrolio alla luce dei rincari: proposte concrete per presente e futuro
Riforme per diminuire la dipendenza dal petrolio alla luce dei rincari non sono più un tema ideologico, ma una necessità economica che condiziona il presente e il futuro di famiglie e imprese. Le merci viaggiano sui camion, i prezzi alla pompa si scaricano su ogni prodotto, gli spostamenti privati costano sempre di più e intere filiere restano ostaggio del costo del gasolio. Invece di continuare a investire in armamenti, servono scelte diverse, pratiche e immediatamente applicabili, che riducano i consumi di petrolio senza bloccare il Paese. Ecco alcuni accorgimenti che possono diventare vere riforme strutturali.
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Le merci viaggiano sui camion, bisogna spingere sul treno
Oggi in Italia oltre l’85 percento delle merci viaggia su gomma. Significa che ogni aumento del gasolio diventa automaticamente un aumento del pane, della frutta, dei pezzi di ricambio. Il trasporto su camion è flessibile, ma è anche il più energivoro e inquinante per tonnellata trasportata. La prima riforma vera è spostare il baricentro sul ferro.
Non serve inventare nulla, serve rendere conveniente ciò che già esiste. Potenziare gli interporti, creare collegamenti diretti tra porti, mercati ortofrutticoli e centri logistici con treni merci a composizione bloccata, introdurre incentivi fiscali per chi sceglie il ferro-gomma invece del tutto gomma. Una azienda che spedisce da Foggia a Milano dovrebbe pagare meno se usa il treno fino a Verona e poi l’ultimo miglio in camion elettrico, non di più. In altri Paesi europei il trasporto ferroviario merci è sostenuto con il ferrobonus, in Italia va reso stabile e semplice, con un credito d’imposta automatico, senza bandi complicati.
Spingere sul treno significa anche ridurre l’usura delle strade, gli incidenti, il traffico. Un treno merci toglie dalla strada fino a 40 camion. Meno camion significa meno gasolio bruciato, meno manutenzione autostradale e meno dipendenza dal prezzo del barile.
Diminuire gli spostamenti privati aumentando trasporto pubblico locale e bus collettivi
La seconda riforma riguarda gli spostamenti quotidiani. Il costo del carburante colpisce soprattutto chi è costretto a usare l’auto privata per andare al lavoro perché non ha alternative. Aumentare il trasporto pubblico locale non significa solo mettere più autobus, significa ripensare orari, frequenze e integrazione.
Servono bus collettivi piccoli e frequenti che colleghino le periferie, le zone industriali e i paesi limitrofi, non solo le grandi linee cittadine. Un operaio che inizia alle 6 del mattino deve poter prendere un mezzo alle 5.15, non alle 7. Servono abbonamenti unici che valgano per bus, treno regionale e metropolitana, con un prezzo mensile inferiore a due pieni di carburante. In molte aree della Sicilia e del sud, un abbonamento costa quasi quanto 100 euro di benzina, così la gente sceglie l’auto.
Un incentivo forte potrebbe essere la detraibilità totale dell’abbonamento al trasporto pubblico per lavoratori dipendenti e studenti, e la possibilità per le aziende di pagare l’abbonamento al posto del buono carburante, con decontribuzione totale. Ogni persona che lascia l’auto a casa per 20 giorni al mese fa risparmiare circa 80 litri di carburante.
Spingere sui mercati rionali che si approvvigionano a livello locale
Un pomodoro che viaggia 800 chilometri in camion refrigerato consuma più gasolio del suo valore. I mercati rionali che si approvvigionano a livello locale sono una delle riforme più semplici ed efficaci per diminuire gli spostamenti e avvantaggiare i produttori locali.
Se un mercato di quartiere a Partinico, Palermo o Milano compra da agricoltori entro 30 chilometri, si eliminano passaggi, celle frigorifere, imballaggi e trasporti lunghi. Il prezzo finale può scendere e il produttore guadagna di più. Per farlo servono tre cose: spazi comunali gratuiti o a canone simbolico per i mercati contadini, una logistica leggera per il ritiro, e l’obbligo per la grande distribuzione di indicare in etichetta i chilometri percorsi dal prodotto fresco, non solo l’origine.
Incentivare i mercati rionali significa anche ridurre il bisogno di andare al centro commerciale fuori città con l’auto. Un mercato raggiungibile a piedi o in bicicletta fa risparmiare carburante e tiene vivi i quartieri.
Ritorno al telelavoro per i lavori d’ufficio e per i lavori tecnologici
Durante la pandemia abbiamo scoperto che molti lavori d’ufficio tradizionali, ma anche lavori in cui serve la tecnologia, possono essere svolti da casa senza perdita di produttività. Il ritorno forzato in ufficio tutti i giorni ha rimesso in moto milioni di auto.
La riforma è rendere il telelavoro strutturale, non emergenziale. Due o tre giorni a settimana di lavoro da casa per impiegati, progettisti, programmatori, consulenti, operatori di call center e servizi amministrativi possono tagliare fino al 40 percento degli spostamenti casa lavoro. Non è una concessione, è una misura di risparmio energetico.
Per le aziende, si può prevedere una riduzione dell’Irap proporzionale ai giorni di telelavoro attivati e ai kilowattora non consumati per riscaldamento e spostamenti. Per i lavoratori, connessione internet detraibile e buono energia per chi lavora da casa. Per lo Stato, un risparmio immediato sui consumi di carburante e sulla congestione urbana.
Uso delle consegne a casa con scooter e droni e tecnologia per ridurre i consumi
Le consegne a casa, se organizzate bene, consumano meno di dieci persone che prendono l’auto per andare singolarmente a comprare. L’uso di scooter elettrici per l’ultimo miglio e, dove possibile, di droni per documenti, farmaci e piccoli colli, può ridurre ulteriormente il consumo di mezzi pesanti.
La tecnologia recentissima permette di ottimizzare i giri di consegna, evitare viaggi a vuoto e raggruppare gli ordini per quartiere. Un algoritmo che consegna 30 pacchi in un solo giro in un quartiere consuma un decimo rispetto a 30 auto private che vanno al negozio. Serve però una regolamentazione che favorisca i mezzi elettrici leggeri, con stazioni di ricarica nei centri di smistamento e corsie preferenziali per le consegne sostenibili.
Lo stesso vale per la consegna di energia. Oggi sprechiamo molto per trasportare energia con mezzi che consumano a loro volta energia. Micro-reti locali, fotovoltaico sui tetti dei mercati e dei capannoni, comunità energetiche che producono e consumano nello stesso quartiere riducono la necessità di trasportare carburante e corrente su lunghe distanze.
Riorganizzazione degli uffici pubblici con servizi via internet e teleconferenza
Una delle riforme più urgenti riguarda gli uffici pubblici. Ancora oggi per un certificato, una visura o una pratica si costringono cittadini e professionisti a spostamenti in auto per decine di chilometri. Utilizzare servizi via internet con teleconferenza significa risparmiare carburante, tempo e personale.
Ogni Comune dovrebbe garantire almeno l’80 percento delle pratiche ordinarie online, con sportello video su appuntamento. Non un portale complicato, ma una videochiamata con operatore che verifica i documenti e rilascia l’atto con firma digitale. Gli incentivi forti per i Comuni che digitalizzano davvero, misurati sul numero di accessi fisici evitati, sarebbero più utili di molti investimenti in infrastrutture stradali.
La teleconferenza va estesa anche a riunioni tra enti, commissioni, consigli e corsi di formazione per dipendenti pubblici. Meno auto blu, meno missioni, più lavoro effettivo. Il risparmio di gasolio diventa automaticamente un risparmio di spesa pubblica.
Perché investire meno in armamenti e più in autonomia energetica
Continuare a investire in armamenti mentre la dipendenza dal petrolio rende il Paese vulnerabile a ogni rincaro è una scelta miope. Ogni euro speso per ridurre i consumi di petrolio è un euro che resta in Italia, che crea lavoro locale, che abbassa i prezzi.
Le riforme elencate non sono utopia. Sono scelte già applicate in parte in alcune regioni europee, con risultati misurabili. Meno camion e più treno, più bus collettivi, mercati rionali a filiera corta, telelavoro strutturato, consegne intelligenti con scooter elettrici e droni, uffici pubblici digitali e accessibili via internet. Sono accorgimenti che insieme possono ridurre dal 20 al 30 percento la dipendenza diretta dal petrolio per i trasporti leggeri e la logistica quotidiana.
Il presente condizionato dai rincari può diventare l’occasione per un futuro più sobrio e più autonomo. Non serve aspettare il prossimo aumento del barile per agire.
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