9 Agosto 2026 09:52
Bici truccata, Senago: famiglia con bimba fermata e multata per 6000 euro dalla Polizia Locale
Una bici truccata Senago è costata cara a una famiglia sorpresa in pieno centro con una bambina di appena un anno e mezzo a bordo. Padre, madre e figlia viaggiavano in tre sullo stesso mezzo, senza casco e su quella che sembrava una semplice bicicletta a pedalata assistita. In realtà, come hanno scoperto gli agenti della Polizia Locale di Senago, il veicolo era stato modificato al punto da diventare a tutti gli effetti uno scooter, capace di superare i 50 km/h con il solo acceleratore. Il risultato: sequestro del mezzo e sanzioni per circa 6000 euro.
L’episodio riaccende i riflettori sul fenomeno delle bici elettriche manomesse e sulla sicurezza stradale, tema sempre più urgente nei centri urbani dove questi mezzi si diffondono rapidamente.
Cosa è successo a Senago: la dinamica dell’intervento
Durante un normale servizio di pattuglia in moto, il Comandante della Polizia Locale di Senago, Alessandro Colucci, insieme a un agente, ha notato una scena che ha subito destato attenzione. In pieno centro cittadino, una coppia si muoveva su quella che appariva come una bici elettrica. Con loro, però, c’era una bimba di appena 18 mesi. Tutti e tre viaggiavano sullo stesso mezzo, senza alcun casco protettivo.
Il dettaglio che ha fatto scattare l’intervento è stato il modo in cui il veicolo si muoveva. Non c’era traccia di pedalata: il conducente procedeva azionando solo l’acceleratore, come su un ciclomotore. Una situazione di pericolo evidente, soprattutto per la presenza della bambina.
Gli agenti hanno quindi fermato immediatamente il mezzo e disposto il sequestro amministrativo. L’obiettivo era chiaro: sottoporre la cosiddetta “bicicletta” ad accertamenti tecnici per capire se rispettasse i limiti previsti dal Codice della Strada.
Bici truccata o scooter abusivo: cosa hanno scoperto i controlli
Dopo il sequestro, il veicolo è stato portato in un’officina per le verifiche. L’esito ha confermato i sospetti della Polizia Locale. Quella che il proprietario definiva una bicicletta a pedalata assistita era in realtà un vero e proprio scooter a due ruote.
Per legge, una e-bike per essere considerata bicicletta deve rispettare tre condizioni fondamentali: il motore deve avere potenza massima di 250W, l’assistenza deve interrompersi al raggiungimento dei 25 km/h e deve attivarsi solo pedalando. In questo caso, nessuna delle tre regole era rispettata.
Il mezzo montava un acceleratore autonomo, non richiedeva la pedalata per muoversi e raggiungeva velocità superiori ai 50 km/h. Di fatto, si trattava di un ciclomotore non omologato, privo di targa, assicurazione e senza casco obbligatorio. Una modifica che trasforma una bici in un veicolo a motore, con tutti gli obblighi che ne conseguono.
Le sanzioni: perché la multa è arrivata a 6000 euro
Il conducente della bici truccata Senago è stato sanzionato per una lunga serie di violazioni. Quando una bici elettrica viene manomessa fino a diventare un ciclomotore, scattano automaticamente tutte le infrazioni previste per chi guida un mezzo non in regola.
Nel caso di Senago, le contestazioni hanno riguardato: circolazione con veicolo non omologato, mancanza di targa, assenza di copertura assicurativa, mancato uso del casco, trasporto di passeggero su veicolo non predisposto e guida di ciclomotore senza patente. A queste si aggiunge la violazione delle norme sulla sicurezza dei minori, visto che la bimba di un anno e mezzo viaggiava senza alcuna protezione.
Sommando tutte le sanzioni, l’importo complessivo ha raggiunto circa 6000 euro. Una cifra che fa capire quanto sia rischioso sottovalutare le modifiche ai mezzi elettrici. Oltre alla multa, il veicolo resta sotto sequestro amministrativo e potrà essere confiscato.
Il commento del Sindaco Magda Beretta: sicurezza prima di tutto
Dopo l’operazione, è intervenuta anche il Sindaco di Senago, Magda Beretta, che ha sottolineato l’importanza dei controlli sul territorio. «I controlli a tappeto sul territorio continuano grazie all’operatività del nostro Comando. La sicurezza stradale deve essere un obiettivo primario per tutti», ha dichiarato.
Parole che ribadiscono la linea dell’amministrazione comunale: tolleranza zero verso comportamenti che mettono a rischio pedoni, ciclisti e gli stessi conducenti. La presenza costante della Polizia Locale in strada, anche con pattuglie in moto, serve proprio a intercettare situazioni pericolose prima che si trasformino in incidenti.
Il caso della famiglia in tre sulla bici truccata è emblematico. Senza l’intervento degli agenti, quel mezzo avrebbe continuato a circolare nel traffico cittadino, con una bambina esposta a rischi altissimi in caso di caduta o impatto.
Bici elettriche truccate: un fenomeno in crescita in Italia
L’episodio di Senago non è isolato. In tutta Italia si moltiplicano i casi di e-bike modificate per aumentare velocità e potenza. Il meccanismo è spesso semplice: si sblocca il limitatore di velocità via software, si monta un acceleratore a manopola o si sostituisce il motore con uno più potente.
Il problema è che così il mezzo perde la qualifica di velocipede e diventa, per legge, un ciclomotore. Questo significa obbligo di targa, bollo, assicurazione, casco omologato e patente AM per guidarlo. Trasportare un passeggero, poi, è vietato se il mezzo non è omologato per due persone.
Molti utenti scelgono la modifica per “fare prima” o per non faticare in salita. Non sempre c’è malafede, ma spesso c’è scarsa informazione. Il risultato però non cambia: si circola con un veicolo illegale e, in caso di incidente, l’assicurazione non risponde. I danni si pagano di tasca propria.
Quali sono i rischi reali per chi trucca una e-bike
Chi pensa che truccare una bici elettrica sia una “furberia” senza conseguenze dovrebbe considerare tre aspetti fondamentali.
1. Sanzioni amministrative pesanti. Come visto a Senago, le multe possono arrivare a diverse migliaia di euro. Si sommano infatti più violazioni: da 420 a 1.697 euro per la mancanza di assicurazione, da 158 a 638 euro per guida senza casco, da 84 a 335 euro per mancanza di targa, oltre alle sanzioni per guida senza patente e trasporto di passeggero non consentito.
2. Sequestro e confisca del mezzo. La bici truccata viene sequestrata subito e, dopo gli accertamenti, può essere confiscata definitivamente. Il proprietario perde quindi il mezzo, oltre a dover pagare le multe.
3. Responsabilità penale e civile. Se con una bici truccata si causa un incidente, le conseguenze diventano penali. Lesioni o peggio vengono contestate come se si fosse alla guida di un ciclomotore senza requisiti. E senza assicurazione, tutti i danni a persone o cose sono a carico del conducente.
Come riconoscere una bici elettrica a norma
Per evitare problemi, è importante sapere quando una e-bike è davvero in regola. Il Codice della Strada è chiaro: la bicicletta a pedalata assistita ha un motore che funziona solo se si pedala e smette di spingere a 25 km/h. La potenza nominale continua non deve superare 0,25 kW, cioè 250 watt.
Non deve esserci un acceleratore che fa muovere il mezzo da solo. Se c’è, il veicolo è già classificato come ciclomotore. Stesso discorso se il motore continua a spingere oltre i 25 km/h: serve omologazione, targa e tutto il resto.
Quando acquisti una e-bike, verifica sempre la scheda tecnica e chiedi al rivenditore una dichiarazione di conformità. Diffida da chi ti propone “sblocchi” o centraline aggiuntive: sono illegali su strada pubblica. L’uso è consentito solo in aree private chiuse al traffico.
Bambini in bici: le regole per trasportarli in sicurezza
L’altro grande tema emerso dal caso di bici truccata Senago riguarda il trasporto dei bambini. La legge consente di portare minori in bicicletta, ma con regole precise.
Fino a 8 anni, il bambino deve viaggiare su un seggiolino omologato, con cinture e poggiapiedi. Il conducente deve essere maggiorenne. Il casco non è obbligatorio per legge per i ciclisti, ma è fortemente consigliato, soprattutto per i più piccoli. Portare un bimbo di 18 mesi in tre su un mezzo, senza seggiolino e senza casco, è una violazione grave del principio di prudenza.
Se il mezzo è truccato e diventa un ciclomotore, le regole cambiano: serve un casco omologato da moto per tutti, e il trasporto di minori è regolato dalle norme sui motocicli. In ogni caso, mettere a rischio un bambino per risparmiare tempo non è mai una scelta accettabile.
Controlli della Polizia Locale: come funzionano i posti di blocco per le e-bike
Dopo i numerosi incidenti e le segnalazioni, molte Polizie Locali hanno iniziato a dotarsi di strumenti per verificare le bici elettriche. Gli agenti possono fermare il mezzo e fare un controllo visivo: presenza dell’acceleratore, potenza del motore, comportamento su strada.
In caso di sospetto, scatta il sequestro per l’invio in officina. Lì, un tecnico verifica velocità massima, potenza e modalità di attivazione del motore. Se il mezzo supera i 25 km/h o funziona senza pedalare, viene classificato come ciclomotore abusivo.
A Senago, il Comandante Colucci e il suo team stanno intensificando proprio questi controlli mirati. L’uso delle moto permette agli agenti di affiancare i ciclisti e verificare subito se pedalano o usano l’acceleratore. Un metodo efficace per stanare i furbi.
Cosa fare se hai comprato una bici elettrica già modificata
Può capitare di acquistare un’usato o una bici online e scoprire dopo che è stata truccata. In quel caso, hai due strade. La prima è riportare il mezzo alle condizioni originali: rimuovi l’acceleratore, ripristina il limitatore a 25 km/h e verifica che il motore sia da 250W.
La seconda, se vuoi mantenere le prestazioni, è omologare il mezzo come ciclomotore. Serve però rivolgersi alla Motorizzazione, montare targa, luci, frecce, specchietti e fare la revisione. Poi dovrai assicurarlo e guidarlo con casco e patente. È una procedura lunga e costosa, ma è l’unica legale per circolare.
Circolare sperando di non essere fermati non è una strategia: i controlli aumentano e le sanzioni, come dimostra il caso di Senago, sono salatissime.
Senago e la sicurezza stradale: un impegno costante
Il Comune di Senago è da tempo in prima linea sul tema della sicurezza stradale. I controlli della Polizia Locale non riguardano solo le bici truccate, ma anche monopattini modificati, auto con revisioni scadute e rispetto dei limiti di velocità.
L’obiettivo dichiarato dal Sindaco Beretta è rendere le strade più sicure per tutti: pedoni, ciclisti, automobilisti e famiglie. Episodi come quello della bici truccata Senago servono anche da deterrente. Sapere che le pattuglie sono attive e che le sanzioni sono reali spinge molti a pensarci due volte prima di modificare un mezzo.
La sicurezza non è solo repressione. Passa anche da campagne informative, incontri nelle scuole e collaborazione con i rivenditori per spiegare bene cosa dice la legge. Perché spesso, dietro una bici truccata, c’è solo poca informazione.
Conclusioni: le regole ci sono per proteggere tutti
La vicenda della famiglia fermata a Senago lascia l’amaro in bocca per la presenza di una bimba così piccola, esposta a un rischio enorme. Ma è anche un esempio utile. Dimostra che le regole sulle e-bike non sono burocrazia, ma servono a evitare tragedie.
Una bici che va a 50 km/h senza che il conducente pedali non è più una bici. È un motorino senza freni adeguati, senza casco, senza assicurazione. In città, in mezzo alle auto e ai pedoni, può diventare un pericolo per tutti.
Se hai una bici elettrica, usala per quello che è: un mezzo ecologico che ti aiuta a pedalare, non a sostituire lo scooter. Se ti serve più velocità, valuta un ciclomotore vero, con tutte le protezioni del caso. La multa da 6000 euro comminata a Senago è un promemoria costoso, ma chiaro: sulla sicurezza non si scherza.
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