14 Aprile 2026 15:18
Incentivo posticipo pensione: come funziona il Bonus Maroni per l’aumento in busta paga.
L’incentivo posticipo pensione, meglio conosciuto come “Bonus Maroni” (dal nome della misura originaria riproposta dal Ministro Giorgetti), è tornato al centro del dibattito previdenziale italiano. Si tratta di una misura pensata per i lavoratori che, pur avendo maturato i requisiti per la pensione anticipata (come Quota 103), scelgono di restare in servizio.
Ma in cosa consiste esattamente questo vantaggio?
In sostanza, chi decide di usufruire dell’incentivo posticipo pensione ottiene un immediato aumento in busta paga. Questo accade perché la quota di contributi previdenziali a carico del lavoratore (pari al 9,19% della retribuzione imponibile) non viene più versata all’INPS, ma viene corrisposta direttamente dal datore di lavoro al dipendente. In questo articolo vedremo nel dettaglio chi può richiederlo, come presentare domanda e quali sono i pro e i contro di questa scelta.
Che cos’è il Bonus Maroni e chi ne ha diritto
L’incentivo per chi resta al lavoro è una facoltà concessa ai lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato, che raggiungono i requisiti per la cosiddetta pensione anticipata flessibile. Per l’anno in corso, il riferimento principale è Quota 103, che richiede il compimento di 62 anni di età e 41 anni di contributi.
Invece di lasciare il posto di lavoro, il dipendente può optare per la rinuncia all’accredito dei contributi previdenziali a proprio carico. Il risultato è un incremento netto dello stipendio mensile. È importante sottolineare che questa scelta è volontaria e deve essere comunicata formalmente sia all’INPS che al proprio datore di lavoro.
Come si calcola l’aumento in busta paga
Il calcolo dell’aumento è relativamente semplice ma dipende dalla retribuzione lorda del lavoratore. La percentuale che “torna” nelle tasche del dipendente è il 9,19% (per il settore privato) o l’aliquota specifica prevista per il settore pubblico.
* Esempio pratico: Se un lavoratore ha una retribuzione lorda mensile di 2.500 euro, l’esonero contributivo si traduce in circa 230 euro lordi in più al mese.
* Attenzione al fisco: Bisogna ricordare che queste somme, non essendo più contributi (che sono deducibili), diventano reddito imponibile a fini IRPEF. Di conseguenza, l’aumento netto sarà leggermente inferiore al 9,19% lordo a causa della tassazione ordinaria.
Requisiti necessari per accedere all’incentivo
Per poter richiedere l’incentivo posticipo pensione, non basta “voler restare”. È necessario aver cristallizzato il diritto a un trattamento pensionistico anticipato. Attualmente, le condizioni principali includono:
* Aver maturato 41 anni di contributi.
* Aver compiuto almeno 62 anni di età.
* Essere lavoratori dipendenti (il bonus non si applica, con le stesse modalità, ai lavoratori autonomi o alla gestione separata).
La procedura per presentare la domanda all’INPS
La domanda per l’ottenimento del bonus non è automatica. Il lavoratore deve inviare una comunicazione telematica attraverso il portale dell’INPS. Una volta verificati i requisiti, l’Istituto invia una certificazione al lavoratore e al datore di lavoro.
Solo dopo questa comunicazione il datore di lavoro potrà cessare il versamento della quota contributiva a carico del dipendente e iniziare a erogare la somma direttamente in busta paga. La decorrenza del bonus solitamente scatta dal mese successivo a quello della certificazione o del raggiungimento dei requisiti.
I vantaggi di restare al lavoro con il bonus
Scegliere l’incentivo posticipo pensione offre benefici immediati e a lungo termine:
* Liquidità immediata: Più soldi ogni mese per far fronte al costo della vita o per spese personali.
* Mantenimento dello stipendio pieno: Rispetto alla pensione, che spesso è calcolata con il sistema contributivo e può risultare più bassa dell’ultima busta paga, il lavoratore continua a percepire il 100% della sua retribuzione più il bonus.
* Carriera: Restare in azienda può permettere di concludere progetti o beneficiare di eventuali scatti di anzianità o premi produzione.
Gli svantaggi: l’impatto sulla pensione futura
Questa è la parte più delicata del Bonus Maroni. Rinunciare al versamento dei contributi del 9,19% significa che quei soldi non andranno ad alimentare il “montante contributivo” per il periodo di proroga.
In parole semplici: la pensione futura sarà leggermente più bassa rispetto a quella che si otterrebbe continuando a versare regolarmente i contributi. Tuttavia, la quota a carico del datore di lavoro (circa il 23-24%) continua a essere versata regolarmente, limitando così “l’erosione” dell’assegno previdenziale finale.
Confronto tra Quota 103 e Bonus Posticipo
Molti lavoratori si chiedono se convenga uscire subito con Quota 103 o restare con l’incentivo. Con Quota 103, la pensione è soggetta a un tetto massimo (non può superare circa 2.300-2.500 euro netti al mese fino al compimento dei 67 anni).
Scegliendo l’incentivo posticipo pensione, non si subiscono tetti alla retribuzione e si incassa il bonus, rendendo questa opzione molto appetibile per chi ha stipendi medio-alti e non ha fretta di smettere di lavorare.
Cosa succede se si cambia idea?
L’adesione all’incentivo non è un vincolo eterno. Il lavoratore può decidere in qualsiasi momento di interrompere il rapporto di lavoro e accedere alla pensione (avendo già maturato i requisiti precedentemente). Allo stesso modo, è possibile chiedere la revoca dell’incentivo per tornare a versare i contributi pieni, anche se questa è una casistica meno frequente nella pratica.
Conclusioni: conviene davvero?
L’incentivo posticipo pensione è uno strumento di flessibilità molto potente. Conviene a chi gode di buona salute, ha un lavoro non eccessivamente logorante e desidera massimizzare le proprie entrate correnti. Al contrario, chi punta ad avere la pensione più alta possibile a ogni costo, o chi sente la necessità fisica di ritirarsi, troverà più vantaggiosa l’uscita immediata.
La decisione dipende sempre dalla situazione finanziaria personale e dagli obiettivi di vita. In un periodo di inflazione elevata, avere un 9% extra in busta paga ogni mese può fare una differenza sostanziale nel bilancio familiare.
Desideri che approfondisca il calcolo esatto del bonus in base a una specifica fascia di reddito o che ti aiuti a scrivere una bozza di comunicazione per il datore di lavoro?







