Bonus Sicurezza 2026: come dimezzare la Spesa per Allarme e Videosorveglianza

 

Se stai pensando di mettere in sicurezza la tua casa, c’è una notizia che pochi conoscono davvero: puoi recuperare metà di quello che spendi, pensa al Bonus.

 

Il *Bonus Sicurezza 2026* è stato confermato per tutto il 2026 e rappresenta oggi l’opportunità più concreta per installare un sistema di protezione professionale senza affrontare l’intero costo. Non è un bando, non serve fare domande complicate e non devi ristrutturare casa. È una detrazione fiscale diretta che ti permette di tagliare del 50% la spesa se parliamo di prima casa.

 

In questa guida ti spiego in modo semplice come funziona il Bonus, cosa puoi comprare, chi può richiederlo e come non perdere l’agevolazione per un errore di pagamento.

 

Cos’è il Bonus Sicurezza 2026 e perché è diverso dagli altri incentivi

 

Chiariamo subito un punto fondamentale: il cosiddetto Bonus Sicurezza non è un bonus autonomo. Tecnicamente rientra nella detrazione IRPEF per il recupero del patrimonio edilizio, art. 16-bis del D.P.R. 917/1986.

 

La differenza che conta per te è questa: a differenza di molti altri bonus, *è un incentivo indipendente*. Non richiede lavori di ristrutturazione o riqualificazione edilizia per essere ottenuto. Puoi accedere all’agevolazione solo per le spese legate alla sicurezza.

 

Per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 le aliquote confermate sono:

– *50% per l’abitazione principale* (prima casa)

– *36% per gli altri immobili*, come seconde case, case vacanze o immobili ereditati 7d83

 

Il tetto massimo di spesa agevolabile è di *96.000 euro per unità immobiliare*. Questo significa che sulla prima casa puoi arrivare fino a 48.000 euro di detrazione totale. La detrazione viene poi ripartita in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.

 

 

Esempio pratico: installi un allarme da 2.000 € sulla prima casa nel 2026, recuperi 1.000 € in totale, cioè 100 € all’anno per 10 anni.

 

Attenzione: il 2026 è l’ultimo anno così vantaggioso. Dal 2027 l’aliquota scenderà al 36% anche per la prima casa e al 30% per le seconde case. Se ci stai pensando, questo è il momento giusto.

 

Cosa puoi acquistare con il Bonus Sicurezza

 

Il Bonus copre tutti gli interventi che hanno come obiettivo la prevenzione di atti illeciti. L’Agenzia delle Entrate è molto chiara su questo.

 

Rientrano nelle spese ammissibili:

 

*Sistemi di protezione attiva:*

– Apparecchi antifurto e relative centraline

– Fotocamere e videocamere di sorveglianza collegate con centri di vigilanza privati, sia interne che esterne

– Installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti

– Sistemi di allarme, sirene e sensori che rilevano le intrusioni

 

*Sistemi di protezione passiva:*

– Porte blindate e cancelli elettrici, compreso il rinforzamento di serramenti esistenti

– Inferriate, grate di sicurezza e tapparelle antieffrazione

– Vetri antisfondamento

– Casseforti a muro

– Videocitofoni evoluti

 

Sono detraibili non solo l’acquisto dei dispositivi, ma anche le spese connesse: installazione, manodopera professionale, progettazione e perizie tecniche, oltre all’IVA se documentata.

 

Cosa NON rientra nel Bonus

 

È importante non fare confusione, perché ci sono costi che vengono spesso esclusi durante i controlli:

 

Non sono ammessi i contratti di vigilanza. Quindi canoni periodici per vigilanza privata, abbonamenti a centrali operative o servizi di monitoraggio remoto non sono detraibili. Puoi detrarre la telecamera che è collegata al centro di vigilanza, ma non il canone mensile che paghi alla vigilanza.

 

Esclusa anche la manutenzione ordinaria non legata a una nuova installazione.

 

Chi può richiedere il Bonus Sicurezza 2026

 

Una delle cose più belle di questo Bonus è che è aperto a tutti i contribuenti IRPEF. Non serve essere solo proprietari.

 

Possono richiederlo:

– Proprietari dell’immobile

– Usufruttuari e nudi proprietari

– Inquilini in affitto, purché abbiano il consenso del proprietario per eseguire i lavori

– Comodatari

– Familiari conviventi che sostengono la spesa

 

L’unica regola inderogabile è che *fatture e bonifici devono essere intestati alla stessa persona che richiederà la detrazione*. Se paga l’inquilino, la fattura deve essere intestata all’inquilino, non al proprietario.

 

Vale per immobili residenziali già esistenti e per le loro pertinenze, come box e cantine collegate funzionalmente. Non si applica alle nuove costruzioni. 2563

 

Come funziona e come richiedere il Bonus senza sbagliare

 

Per usufruire della detrazione non devi presentare alcuna domanda preventiva all’ENEA o al Comune. La procedura è fiscale, ma va fatta con precisione.

 

Ecco i 3 passaggi corretti:

 

*1. Paga solo con bonifico parlante*

È l’errore che costa più caro. Devi effettuare il pagamento tramite bonifico bancario o postale parlante, quello dedicato alle ristrutturazioni edilizie. Deve contenere obbligatoriamente:

– Causale del versamento: “Bonifico ai sensi dell’art. 16-bis D.P.R. 917/1986”

– Codice fiscale del beneficiario della detrazione

– Partita IVA o codice fiscale dell’impresa installatrice o del fornitore 8ae1

 

Fa fede la data del bonifico, non quella della fattura o dell’installazione. Se il bonifico è del 2 gennaio 2027, la spesa ricade nel 2027 e rischi di perdere il 50%.

 

*2. Conserva tutta la documentazione*

Tieni fatture di acquisto, ricevute del bonifico, dichiarazioni di conformità degli impianti installati e ricevute di transazione. Tutta la documentazione va conservata per almeno 10 anni, cioè per tutto il periodo di ripartizione della detrazione. e7f4

 

*3. Inserisci la spesa in dichiarazione dei redditi*

Se paghi nel 2026, indicherai la spesa nella dichiarazione del 2027 (Modello 730/2027 o Redditi PF 2027). Il tuo commercialista o CAF saprà inserire il codice corretto.

 

Quanto conviene davvero?

 

Oltre al risparmio immediato, c’è un valore che non si vede in detrazione.

 

Installare un sistema di sicurezza con il Bonus Sicurezza 2026 significa aumentare il valore di mercato dell’immobile, ridurre il rischio di furti e spesso ottenere uno sconto sulla polizza assicurativa per la casa. È un investimento che si ripaga due volte: una volta con la detrazione IRPEF e una volta con la tranquillità quotidiana.

 

Considerando che dal 2027 le percentuali si abbasseranno, concludere l’intervento entro il 15 dicembre 2026 è la scelta più prudente per avere un margine in caso di problemi bancari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In sintesi, se la tua casa ha bisogno di una porta blindata, di inferriate o di un sistema di videosorveglianza moderno, non aspettare. Il Bonus Sicurezza 2026 è l’unico strumento che ti permette di trasformare una spesa necessaria in un risparmio fiscale concreto e duraturo.

 

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