Bova, comune dell'area grecanica

la presentazione di Bova da parte del sindaco Santo Casile

Bova, comune dell'area grecanica
Bova (RC)
Bova, comune dell'area grecanica
chesini garden
chesini garden
chesini garden

Palazzo mesiani  18 gennaio 2021

 

AgapimènI fìli, ena chlìo cherètisma  OLO’,  CE

calosìrtete stin palèa Chòra tu Vùa, èna an da palèa chorìa plen pìzila tis Italìa, ti ène i cardìa ti mMèria grèca ti cCalavrìa, ce sìmero ène mèsa sta sinòria ti mMitropolitikì Chòra tu Righìu, mèsa sto perìmetro tu Pàrcu Ethnicù tu Aspromùnti.

Egò ìmme o Dìmarcho ’zze tùndin Chòra ce cràzome Santo Casile.

 

 CARISSIMI AMICI,    UN CALOROSO  SALUTO  A TUTTI  e

BENVENUTI   - NELL’ANTICA CITTA’ DI BOVA, UNO DEI BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA NEL CUORE DELL’AREA GRECANICA, IN TERRITORIO APPARTENENTE  LA CITTA’ METROPOLITANA DI REGGIO CALABRIA,  E ALL’INTERNO  DEL PERIMETRO     DEL PARCO NAZIONALE DELL’ASPROMONTE,

SONO IL SINDACO DI QUESTA CITTA’ E MI CHIAMO SANTO CASILE.

foto tratta dal sito https://www.e-borghi.com/

I palèe rìze ti cChòra tu Vùa, ène martirimène an ta parapoddhà palèa pràmata ti efànissa sto choràfi condà tu normandikù càstru, ti ène an do kerò neolitikò.

O Vùa ène acomì sìmero i protinì chòra ti ccultùra ton ELLINICA’  ti cCalavrìa, i merìa pu i àthropi i plen palèi sicònnusi tin parapoddhì palèa Glòssa Grèka tis Bovesìa, ecìndin progonichi’glòssa ti eplàteggue o piitis Omìro.

 

LE ANTICHE ORIGINI DELLA CITTA’ DI BOVA SONO TESTIMONIATE DAI NUMEROSI RITROVAMENTI ARCHEOLOGIGI RINVENUTI IN PROSSIMITA’ DEL CASTELLO NORMANNO RISALENTI AL PERIODO NEOLITICO.

BOVA E’ ANCORA OGGI LA CAPITALE CULTURALE  CIVILE E MORALE DEI GRECI DI CALABRIA, IN CUI LE FASCE GENERAZIONALI DEI  PIU’ ANZIANI CONSERVANO L’ANTICHISSIMO IDIOMA DELLA ANCESTRALE LINGUA GRECA DELLA BOVESIA, RISALENTE AI TEMPI DEL POETA OMERO.

Cèrta ène ti    CUNDURIGLOSSA  ti acomì sìmero platègguete sta chorìa-ellenofona ma ène i plen poddhì palèa tis mesoghiakì thàlassa, ti sicònni acomì agronimìe, sine’rtìmata ce palèe dulìe ghenamè ne me ta chèria, ti martirìzusi sto kerò poddhù epifàniu politismù, i protinì àzze òlu, ecìno ti mMegàli Ellàda ce ecìno Vizantinò.

CERTAMENTE LA LINGUA  MINORITARIA CHE ANCORA OGGI SI PARLA NEI NOSTRI PAESI grecofoni  È LA PIÙ ANTICA DEL BACINO DEL MEDITERRANEO, CHE PRESERVA ANCORA SAPERI, TRADIZIONI E MESTIERI, CHE TESTIMONIANO LA PRESENZA NEL TEMPO DI IMPORTANTI CIVILTA’, PRIMA DI TUTTE QUELLA DELLA MAGNA GRECIA E BIZANTINA.

Egregio  presidente gentili

  OSPITI

IL DOVERE ISTITUZIONALE MI CHIAMA A PRESENTARE A TUTTI VOI  IL SALUTO DELL’AC DI QUESTA ANTICA CITTA’ HO L’OBBLIGO GRADITISSIMO DI MANIFESTARE GRANDE SODDISFAZIONE  PER questa importante cerimonia  oggi il comune di bova concede    in comodato d'uso gratuito all’ente pna  un edificio pubblico palazzo mesiani  una delle attrazioni turistiche calabresi presenti in questo Comune  

Tale scelta approvata  in consiglio comunale  ha l’obiettivo di creare  buone pratiche di sostenibilità  e di promuovere l’economia locale legata al turismo. e  consentirà al  Parco dell’aspromonte   di offrire al  territorio un'unica ed irripetibile opportunità di crescita culturale e sociale.

sono davvero grato   DELLA PRESENZA DEL PRESIDENTE DELL’ ENTE  PNA avv  LEO AUTELITANO A CUI DOBBIAMO LA NOSTRA RICONOSCENZA per la notevole  capacità di ragionare in termini innovativi e positivi in un territorio difficile come quello del pna   UN COMPITO PREZIOSO DI VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL TERRITORIO aspromontano, che sta portando avanti sin dal suo primo mandato di presidente dell’ente parco  2007- 2012     Sempre nell'ottica della CORDIALE COMUNE collaborazione istituzionale siamo riusciti  AD INNESCARE  PROCESSi DI SVILUPPO LOCALE Per UNA NUOVA NARRAZIONE DEL TERRITORIO in AMBITO TURISTICO E CULTURALE  

SONO RICONOSCENTE DELLA PARTECIPAZIONE DEL ten colonnello  DEI CARABINIERI FORESTALI  DR. PIETRO MARCHETTA  COORDINAtore   all’interno dell’Area Protetta del pna della  tutela  e   biodiversità, e impegnato assieme ai militari del corpo forestale dello stato a prevenire  e contrastare  i reati contro il patrimonio naturale”.

Un doveroso grazie per la loro presenza alle professionalita della struttura dell’ente parco nazionale dell’aspromonte

La DOTTSSA SILVIA LOTTE’RO la dottssa chiara parisi la dottssa sabrina santagati  dottssa sabrina scalera,  ringrazio anche l’addetto stampa   Vincenzo ielacqua assieme a giorgio cotroneo

Assieme a  loro

nei   5 anni   quale  componente del consiglio direttivo del parco ho cercato sempre di coniugare  gli aspetti legati alla tutela dell’Area Protetta con progetti di valorizzazione sostenibile, compatibili con le vocazioni naturali del territorio. 

Gentili ospiti  Il Comune di Bova con propria Nota n. 4478/del 14 dicembre 2020 ha espresso la propria disponibilità a concedere in comodato d’uso gratuito l’edificio storico di prestigio denominato Palazzo Mesiani sito in Via San Costantino per realizzare la sede istituzionale del Geoparco Aspromonte(rete mondiale UNESCO Global Geoparks) in quanto attrattore culturale unico per il target turistico nazionale ed internazionale che si riverserà a Bova,  attratto dalla rete degli UNESCO Global Geoparks;

 

L’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte con Nota  n.4974 del 17.12.2020 ha accolto favorevolmente la proposta   del Comune di Bova  Pertanto  Il Consiglio Comunale  

nella seduta del 29.12.2020 ha deliberato favorevolmente LA Concessione in comodato gratuito dell’immobile Palazzo Mesiani all’Ente P.N.A.”

 

Proprio per questo ritengo  che la sede a Bova possa essere un luogo divulgativo idoneo allo scopo. Infatti il percorso di sviluppo locale intrapreso a Bova a partire dagli anni ’90, nonché la storia, la cultura, l’identità dei Greci di Calabria e la “filoxenìa”  il valore sacro dell'ospitalità, sono uno degli aspetti importanti che hanno interessato i Commissari dell’Unesco durante la loro visita.nel 2018    I quali Nell’incontro svoltosi a Palazzo Tuscano, Centro visita del Parco, hanno cercato di  comprendere proprio le potenzialità delle comunità e la visione delle stesse sul Geoparco, in quanto realtà fondamentali per portare a buon fine il processo di riconoscimento. Sappiamo che I siti e i paesaggi di valore geologico internazionale appartenenti all’UNESCO Global Geoparks vengono infatti gestiti secondo un concetto olistico di protezione, educazione, sviluppo sostenibile sia a livello globale, sia a livello locale.

Inutile evidenziare come i servizi turistici già presenti a Bova (ricettività, ristorazione, servizi di guida/trekking) stiano sempre di più diventando di qualità e quindi potranno sempre di più rispondere alle esigenze del target turistico geo-naturalistico che visiterà l’Aspromonte. Inoltre il “landscape Area Grecanica” è facilmente raggiungibile da Bova: infatti dai Campi di Bova si raggiungono gli importanti monoliti della Rocca del Drago e delle Caldaie del Latte, Roghudi Vecchio, la Fiumara dell’Amendolea, Roccaforte del Greco,  la Frana Colella, nonché gli altri borghi grecanici e non solo.

I’ac  di Bova  è sempre stata partecipe ed interessata al virtuoso percorso intrapreso per la candidatura ad Unesco Global Geopark  e proprio in questo senso,  ha partecipato al Bando Borghi promosso dalla Regione Calabria con il progetto “Bova borgo della filoxenia” (le cui risorse si sono pochi giorni fa finalmente sbloccate) ricordo di aver   sottoscritto con l’Ente Parco una convenzione finalizzata proprio a impiegare delle risorse che gli sarebbero state assegnate per valorizzare nella fruizione del Borgo di Bova  il valore della geodiversità narrandolo attraverso la realizzazione di pannelli didattici e artistici che avrebbero contribuito non solo alla conoscenza del Geoparco ma anche al decoro urbano, nella convinzione che il Geoparco Nazionale dell’Aspromonte  non potesse prescindere dai valori della comunità come quello dell’accoglienza, delle comunità Greche di Calabria.

La sede del Geoparco a Bova, capoluogo culturale dell’Area grecanica e Comunità del Parco Nazionale dell’Aspromonte, darebbe quindi continuità alla fiducia che l’Ente Parco, fin DALLA META’ degli anni ’90  ha riposto in Bova, realizzando a Palazzo Tuscano il Centro visita del Parco dedicato alle minoranza linguistica dei Greci di Calabria, finanziando  il  Museo di Paleontologia e Scienze naturali dell’Aspromonte,  l’allestimento museale del Museo della lingua greco calabra “Gerhard Rohlfs”, l’illuminazione pubblica a basso impatto luminoso e affiancando l’Amministrazione nella presentazione della candidatura a Bandiera Arancione del TCI.

 

Il Parco Nazionale dell’ aspromonte  oltre a svolgere la nobile missione di protezione e di tutela della biodiversità, di valorizzazione del territorio e delle sue attività economiche  rappresenta la più esaltante sfida che lo Stato, e per esso il Ministero dell'Ambiente ha lanciato su questa parte del territorio: difendere e proteggere la montagna bianca  con la sua storia millenaria,  e la cultura che parla ancora la lingua antica dei greci di Calabria  il nostro  parco,  attraverso la valorizzazione delle sue identità, delle sue tradizioni e tipicità deve partecipare, nel rispetto della natura e dell'ambiente, allo sviluppo, sociale, culturale ed economico dell'intero territorio dell’aspromonte  che per troppi anni è stato mortificato da chi non ha saputo cogliere il significato della sua naturale vocazione. Concludo Quindi, affermando che  il Parco Nazionale dell’aspromonte è da ritenersi il punto di partenza per una nuova cultura del territorio

Con l’avvio della Fase II della  Carta Europea per il Turismo Sostenibile gli operatori turistici, le aziende, le associazioni, diventeranno protagonisti potendo ambire a ricevere il riconoscimento, entrando a far parte del processo virtuoso della CETS e contribuendo ad una programmazione omogenea ed efficace delle attività, nell’ottica dello sviluppo del turismo sostenibile del territorio dell’Area Protetta.  

 

 

 

 

.   Un importante riconoscimento, quello di Europarc Federation, che attesta il processo partecipativo di un parco da sempre attento all'ambiente e alla sua tutela.

Un patto tra il Parco dell’Aspromonte e gli Operatori turistici che intendono impegnarsi in un percorso orientato al turismo sostenibile. E’ questo lo spirito della fase 2 della CETS del Parco Nazionale dell’Aspromonte, che ha preso il via oggi attraverso il forum organizzato sulla piattaforma Zoom. Numerosa la partecipazione al Forum che ha visto gli interventi del Presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Leo Autelitano, del Presidente Nazionale di Federparchi Giampiero Sammuri, del Presidente delle guide ufficiali del Parco, Luca Lombardi, del referente CETS di Federparchi Giuseppe Dodaro, moderato da Chiara Parisi Responsabile Comunicazione del Parco Aspromonte, che nella sua introduzione ha spiegato come “dopo la certificazione CETS ottenuta dall’Aspromonte, si apre adesso una fase nuova, differente, successiva, in cui gli operatori turistici diventeranno protagonisti in un contenitore più ampio che punta ai principi di sostenibilità turistica e valorizzazione del territorio”. Secondo il Presidente del Parco dell’Aspromonte, Leo Autelitano, l’avvio della fase due “rappresenta un momento importante poiché coniuga la sostenibilità ambientale alle attività economiche compatibili. La Cets  – ha spiegato Autelitano – è l’insieme di buone pratiche che ci consentirà di effettuare un’azione incisiva nell’Area protetta, con l’obiettivo di migliorare il rapporto con l’ambiente e con la popolazione residente. Prende avvio la Fase II della Carta Europea del turismo sostenibile con la firma della convenzione operativa tra Federparchi- Europarc Italia ed Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte. L’obiettivo è coinvolgere in modo sempre più diretto, operatori, imprese, aziende, associazioni del territorio, nello sviluppo sostenibile e nella gestione del turismo nell’Area protetta. L’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte ha conseguito il riconoscimento CETS fase 1 nell’anno 2017 ed è stato l’unico Parco individuato per il 2020 a beneficiare di un importante finanziamento del Ministero dell’Ambiente per lo sviluppo della nuova fase, in stretta collaborazione con Federparchi. Nella fase 2  la certificazione CETS può essere rilasciata alle strutture turistiche presenti nei Parchi certificati, che possiedono requisiti di base definiti dalla Carta e che si impegnano ad applicare i principi del turismo sostenibile, con la sottoscrizione di un Piano delle Azioni per la propria attività. Per la realizzazione partecipata del percorso di adesione alla CETS saranno organizzati eventi di formazione specifici indirizzati alle aziende locali, nel quale verranno illustrate le azioni promosse, alle quali seguiranno processi di condivisione, attuazione e monitoraggio. La CETS, che ha consentito, ad oggi, al Parco Nazionale dell’Aspromonte di raggiungere importanti obiettivi in termini di azioni relative ad attività legate al turismo sostenibile, è un riconoscimento conferito da EUROPARC Federation e si basa su un impegno e un accordo volontario tra gli attori coinvolti nel settore turistico, al fine di mettere in pratica una strategia locale condivisa nel processo di sviluppo e di gestione del turismo. Con l’avvio della Fase II della CETS nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, gli operatori turistici, le aziende, le associazioni, diventeranno protagonisti potendo ambire a ricevere il riconoscimento, entrando a far parte del processo virtuoso della CETS e contribuendo ad una programmazione omogenea ed efficace delle attività, nell’ottica dello sviluppo del turismo sostenibile del territorio dell’Area Protetta.    La Carta Europea per il Turismo Sostenibile (CETS) nelle aree protette è sostenuta, dall’anno 1995, dalla Federazione EUROPARC (www.europarc.org), una rete per la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale dell'Europa che promuove la corretta pratica della conservazione della natura e dello sviluppo sostenibile e il miglioramento nella gestione delle aree protette. Con la Carta, come precisato nel documento “Sustainable Tourism in Protected Areas; good for Parks, good for People”, di EUROPARC (ed. 2016), si vuole proteggere il patrimonio naturale e culturale e migliorare il turismo nelle aree protette, a favore dell’ambiente, delle imprese e della popolazione locale, dei visitatori. La “visione” della Carta è per un turismo sostenibile nelle aree protette che “fornisce un’esperienza significativa di qualità, salvaguarda i valori naturali e culturali, sostiene l’economia e la qualità della vita locale ed è economicamente realizzabile”. In verità, l’Ente, già nel 2006, con il Piano di Sviluppo Economico e Sociale, tra le attività di supporto alle strategie dello sviluppo locale sostenibile, con lungimiranza, prevedeva di promuovere l’eco-turismo e indicava, quale azione da sviluppare, “la carta del turismo sostenibile”. Il Piano del Parco, come definito all’articolo 1 delle Norme di Attuazione dello stesso Piano, “ha lo scopo di assicurare la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione del patrimonio di valori naturalistici, ambientali, nonché storici, culturali ed antropologici presenti nel territorio del Parco”, “persegue gli obiettivi di valorizzazione delle risorse del Parco attraverso forme di fruizione culturale, educativa, ricreativa e turistica, compatibili con i superiori obiettivi di salvaguardia e tutela”

 

La CETS, che ha consentito, ad oggi, al Parco Nazionale dell’Aspromonte di raggiungere importanti obiettivi in termini di azioni relative ad attività legate al turismo sostenibile, è un riconoscimento conferito da EUROPARC Federation e si basa su un impegno e un accordo volontario tra gli attori coinvolti nel settore turistico, al fine di mettere in pratica una strategia locale condivisa nel processo di sviluppo e di gestione del turismo.

Con l’avvio della Fase II della CETS nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, gli operatori turistici, le aziende, le associazioni, diventeranno protagonisti potendo ambire a ricevere il riconoscimento, entrando a far parte del processo virtuoso della CETS e contribuendo ad una programmazione omogenea ed efficace delle attività, nell’ottica dello sviluppo del turismo sostenibile del territorio dell’Area Protetta.

 

 

 

 

 

 

 

 

ANCHE il PARCO NA dell’ aspromonte ente candidato alla rete dei geoparchi mondiali unesco  HA contribuito  AL COMPLETAMENTO DEL MUSEO  della lingua con  ALL’ALLESTIMENTO  di  un percorso che si muove su due direttrici in una si restituiscono importanti documenti sulla figura e sull’opera del  rolfs  nell’altra si presenta un’ampia documentazione etnografica relativa alla vita delle comunita’ grecanica e bovese.

MENTRE    l’ente PNA PRESSO IL CENTRO VISITA   ubicato nell’antico palazzo tuscano  nel centro storico DI BOVA  E nelLA PIAZZA roma DI QUESTA ANTICA CITTA’  A   seguito   del  PROGETTO CULTURALE DAL TITOLO SGUARDI NUOVI PER VECCHI SENTIERI UNICO IN ITALIA PER INNOVATIVITA’ ED IMPATTO TERRITORIALE ha voluto raccontare sapientemente il viaggio di lir veicolato attraverso 9 totem concepiti per racchiudere un’esperienza interattiva e multiculturale in varie lingue l’inglese l’arabo e il grecanico il progetto ha avuto  IL COINVOLGIMENTO DELL’UNIVERSITA’ MEDITERRANEA DI RC IL LICEO SCIENTIFICO LEON DA VINCI DI RC IL GAL AREA GRECANICA E L’UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E IPOVEDENTI //UN CHIARO ESEMPIO DI SINERGIA E DI RETE NEL NOSTRO TERRITORIO.

 

a costante presenza dello Stato nell’area aspromontana si rivela fondamentale per affermare gli irrinunciabili principi di legalità e giustizia che stanno alla base dello sviluppo socio-economico di un territorio a cui l’Ente Parco riserva sempre maggiore attenzione. va esteso ai Carabinieri Forestali coordinati dal Capitano Pietro Marchetta,

Parco d'Aspromonte, Autelitano è il neo presidente dell'Ente

vorrei dedicare un pensiero all’intera struttura del Parco.

Persone di grande professionalità e capacità che non si risparmiano mai, che lontane dai riflettori mediatici operano con certosina abnegazione, creano e producono progetti di carattere nazionale ed internazionale che spesso si rivelano vincenti ottenendo finanziamenti fondamentali per lo sviluppo del territorio. Sono la vera anima del Parco e a Loro voglio dire semplicemente grazie augurando loro le migliori fortune umane e professionali". Parco d'Aspromonte, Autelitano è il neo presidente dell'Ente
„E' stato un onore per me servire le comunità aspromontane - ha scritto Creazzo, neo consigliere regionale su Facebook - e ringrazio i sindaci per avermi voluto indicare nel 2015 prima componente del Consiglio direttivo“

Parco d'Aspromonte, Autelitano è il neo presidente dell'Ente

Abbiamo fatto tanto in questi anni per il Parco dell’Aspromonte ed i risultati, con tutti i nostri limiti, mi pare siano sotto gli occhi di tutti.

I numerosi progetti di respiro internazionale, l’ottimo lavoro svolto in termini di marketing e comunicazione che ha permesso all’Aspromonte di costruirsi un’immagine differente e positiva, la programmazione e l’attuazione di azioni di tutela e salvaguardia della biodiversità, oggi, ci permettono di guardare con fiducia al domani che attende il territorio montano della nostra Città metropolitana".

Creazzo ha sempre sostenuto "che la nostra sia una montagna diversa dalle altre perché è una montagna che ha anche il suo mare. Stiamo riuscendo finalmente a realizzare un sogno inseguito per decenni, collegando la montagna al mare attraverso percorsi escursionistici, culturali, naturalistici, archeologici, storici ed enogastronomici. Una fusione di natura, che da un lato ci vede impegnati nella realizzazione di infrastrutture (sentieri e ciclovie) in chiave mobilità sostenibile, dall’altro nella realizzazione di eventi e attività di sensibilizzazione e di promozione turistica.

Continueremo a ragionare con un approccio di sistema, perché questa è la strada obbligata che dobbiamo percorrere insie

me se vogliamo costruire processi di sviluppo desiderabili per i nostri territori” 

“nonostante sia da poco tempo alla guida del Parco dell’Aspromonte, si è fatto notare per la capacità di ragionare in termini innovativi e positivi in un territorio difficile come quello che Presiede”.




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prot. n. 4778del 14.12.2020

Trasmessa a:

PEC: [email protected]

 

 

Egregio Presidente

Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte

                                                                                     Avv. Leo Autelitano

 

 

Oggetto: proposta di concessione in comodato d’uso gratuito di Palazzo Mesiani ai fini della realizzazione della sede del Geoparco a Bova.

 

Gentilissimo, l’Ente che rappresento, nel congratularsi per la notizia appresa dai media che a breve il Parco Nazionale dell’Aspromonte entrerà ufficialmente insieme alla Maiella a far parte dell’UNESCO Global Geoparks, rete di aree geografiche in cui la protezione della geodiversità viene combinata con lo sviluppo sostenibile attraverso il coinvolgimento delle comunità locali e delle loro storie, in modo da  aumentare la conoscenza e la consapevolezza del ruolo e del valore della geodiversità e promuovere dal basso le migliori pratiche di conservazione, educazione, divulgazione e fruizione turistica del patrimonio geologico e non solo,

con la presente intende comunicare la propria volontà a ospitare a Bova la sede del Geoparco concedendo, qualora ne ricorresse l’esigenza, in comodato d’uso gratuito l’immobile di proprietà pubblica “Palazzo Mesiani”, affinchè venga valorizzato in sintonia con le proprie potenzialità, per gli usi finalizzati allo scopo e richiesti dall’UNESCO Global Geoparks, privilegiando il potenziamento delle collezioni museali e quanto  l’Ente Parco volesse perseguire.

I siti e i paesaggi di valore geologico internazionale appartenenti all’UNESCO Global Geoparks vengono infatti gestiti secondo un concetto olistico di protezione, educazione, sviluppo sostenibile sia a livello globale, sia a livello locale. Proprio per questo si ritiene che la sede a Bova possa essere un luogo divulgativo idoneo allo scopo. Infatti il percorso di sviluppo locale intrapreso a Bova a partire dagli anni ’90, nonché la storia, la cultura, l’identità dei Greci di Calabria e la “filoxenìa” sono uno degli aspetti importanti che hanno interessato i Commissari dell’Unesco durante la loro visita.   Nell’incontro svoltosi a Palazzo Tuscano, Centro visita del Parco, hanno cercato di  comprendere proprio le potenzialità delle comunità e la visione delle stesse sul Geoparco, in quanto realtà fondamentali per portare a buon fine il processo di riconoscimento.

Inutile evidenziare come i servizi turistici già presenti a Bova (ricettività, ristorazione, servizi di guida/trekking) stiano sempre di più diventando di qualità e quindi potranno sempre di più rispondere alle esigenze del target turistico geo-naturalistico che visiterà l’Aspromonte. Inoltre il “landscape Area Grecanica” è facilmente raggiungibile da Bova: infatti dai Campi di Bova si raggiungono gli importanti monoliti della Rocca del Drago e delle Caldaie del Latte, Roghudi Vecchio, la Fiumara dell’Amendolea, Roccaforte del Greco,  la Frana Colella, nonché gli altri borghi grecanici e non solo.

Il Comune di Bova  è sempre stato partecipe ed interessato al virtuoso percorso intrapreso per la candidatura ad Unesco Global Geopark  e proprio in questo senso, quando nel 2018 ha partecipato al Bando Borghi promosso dalla Regione Calabria con il progetto “Bova borgo della filoxenia” (le cui risorse si sono pochi giorni fa finalmente sbloccate) aveva sottoscritto con l’Ente Parco una convenzione finalizzata proprio a impiegare delle risorse che gli sarebbero state assegnate per valorizzare nella fruizione del Borgo di Bova  il valore della geodiversità narrandolo attraverso la realizzazione di pannelli didattici e artistici che avrebbero contribuito non solo alla conoscenza del Geoparco ma anche al decoro urbano, nella convinzione che il Geoparco Nazionale dell’Aspromonte  non potesse prescindere dai valori della comunità come quello dell’accoglienza, la “filoxenia”, delle comunità Greche di Calabria.

La sede del Geoparco a Bova, capoluogo culturale dell’Area grecanica e Comunità del Parco Nazionale dell’Aspromonte, darebbe quindi continuità alla fiducia che l’Ente Parco, fin dagli anni ’90  ha riposto in Bova, realizzando a Palazzo Tuscano il Centro visita del Parco dedicato alle minoranza linguistica dei Greci di Calabria, finanziando  il  Museo di Paleontologia e Scienze naturali dell’Aspromonte,  l’allestimento museale del Museo della lingua greco calabra “Gerhard Rohlfs”, l’illuminazione pubblica a basso impatto luminoso e affiancando l’Amministrazione nella presentazione della candidatura a Bandiera Arancione del TCI.

 

delibera di concessione in comodato d’uso gratuito dell’immobile di proprietà “Palazzo Mesiani” sito in Via San Costantino all’Ente Parco per realizzare la sede istituzionale del Geoparco Aspromonte aderente alla rete mondiale “UNESCO Global Geoparks”  e contestuale  approvazione dell’atto di concessione.

                   

                 LA GIUNTA COMUNALE

                    PREMESSO CHE

Il Comune di Bova è una delle 37 comunità del Parco Nazionale dell’Aspromonte

L’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte il 2 marzo 2017  ha inviato la propria candidatura all’UNESCO Global Geoparks (Rete mondiale dei Geoparchi UNESCO).

La rete  mondiale dei Geoparchi Unesco che conta ad oggi 161 parchi in 44 paesi. valorizza il patrimonio geologico locale, in stretta connessione con il patrimonio naturale e culturale presente nella medesima area,  attraverso un processo che coinvolge tutte le autorità locali e regionali e gli attori del territorio per costruire una più ampia strategia di sviluppo sostenibile, promuovere e proteggere le risorse geologiche e realizzare, al contempo, un’attenta conservazione della natura e condizioni favorevoli per la nascita di imprese locali e di nuovi posti di lavoro.

I Geoparchi italiani riconosciuti nelle rete mondiale Unesco ad oggi sono 9: Madonie (2004), Rocca di Cerere (2004), Beigua (2005), Adamello-Brenta (2008), Cilento Vallo di Diano e Alburni (2010), Colline metallifere toscane (2010), Alpi Apuane (2011), Sesia-Val Grande (2013) e Pollino (2015).

Il quinto Consiglio dei Geoparchi Unesco, l'organo tecnico di valutazione composto da esperti geologi provenienti da tutto il mondo, a dicembre 2020 ha espresso parere favorevole in accordo con il Ministero dell’Ambiente, all’iscrizione del Parco Nazionale dell’Aspromonte nella Rete mondiale dei Geoparchi UNESCO

Nella primavera del 2021 l’Executive Board dell’Unesco sarà chiamato a confermare le valutazioni tecniche a favore dei nuovi siti italiani e internazionali proposti, tra cui appunto il Geoparco Aspromonte

 

CONSIDERATO CHE

 

Il Comune di Bova  crede nelle potenzialità del progetto Aspromonte Geopark: Terre Migranti, «ovvero la geologia come profezia dei territori determinati dagli eventi, svincolati da confini stabili, immateriali, capaci di proiettarsi nel futuro in chiave antropologica, cultura,e sociale, filosofica, ambientale, umana; il geoparco non più contenuto in un perimetro fisico ma libero e aperto alle esperienze e al confronto dei popoli. È un sogno, un obiettivo, una responsabilità collettiva»,

I siti e i paesaggi di valore geologico internazionale appartenenti all’UNESCO Global Geoparks vengono gestiti secondo un concetto olistico di protezione, educazione, sviluppo sostenibile sia a livello globale, sia a livello locale. Tale approccio concorda con  il percorso di sviluppo locale intrapreso a Bova a partire dagli anni ’90, nonché con la storia, la cultura, l’identità dei Greci di Calabria e l’ospitalità nei confronti dello staniero detta “filoxenìa”.

I Commissari dell’Unesco durante la loro visita a Bova nel  2018 e nel forum svoltosi a Palazzo Tuscano, Centro visita del Parco, sono rimasti particolarmente impressionati dalla cultura e dall’identità  del  “andscape Area Grecanica” e dai diversi attori sociali intervenuti

i servizi turistici già presenti a Bova (ricettività, ristorazione, servizi di guida/trekking) stanno sempre di più diventando di qualità e quindi potranno sempre di più rispondere alle esigenze del target turistico geo-naturalistico che visiterà l’Aspromonte. Inoltre il “landscape Area Grecanica” è facilmente raggiungibile da Bova: infatti dai Campi di Bova si raggiungono gli importanti monoliti della Rocca del Drago e delle Caldaie del Latte, Roghudi Vecchio, la Fiumara dell’Amendolea, Roccaforte del Greco,  la Frana Colella, nonché gli altri borghi grecanici e non solo.

 

 

VISTO CHE

 

Il Comune di Bova con propria Nota n. 4478/del 14 dicembre 2020 ha espresso la propria disponibilità a concedere in comodato d’uso gratuito l’edificio storico di prestigio Palazzo Mesiani sito in Via San Costantino per realizzare la sede istituzionale del Geoparco Aspromonte(rete mondiale UNESCO Global Geoparks) in quanto attrattore culturale unico per il target turistico nazionale ed internazionale che si riverserà a Bova,  attratto dalla rete degli UNESCO Global Geoparks;

 

L’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte con Nota n.4974 del 29.12.2020 ha accolto favorevolmente la proposta del Comune di Bova ed ha trasmesso allo stesso la bozza di convenzione

 

Il Consiglio Comunale di Bova nella seduta del 29.12.2020 ha deliberato favorevolmente in merito al punto all’OdG “ Concessione in comodato gratuito dell’immobile Palazzo Mesiani all’Ente P.N.A.”

 

                                                          Con voti unanimi,

DELIBERA

  • di dare atto che le premesse sono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
  • di dare in concessione a titolo gratuito Palazzo Mesiani all’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte
  • di approvare l’atto di concessione allegato e di trasmetterlo all’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte

 

Borghi come presepi un viaggio nella copia originale d’Italia per riscoprire valori identità e cultura

Carissimo vice presidente La cultura rende le persone libere perché possono fare delle scelte in modo autonomo.

L’identità culturale rende le persone una comunità che si riconosce in una storia e insieme cerca di costruire un presente ed un futuro, orgogliosa del proprio passato.

Bova è la capitale culturale civile e morale dei Greci di Calabria e per essere tale ha perseguito e deve perseguire la cultura e valorizzare, rafforzare ed attualizzare la propria identità culturale.

L’identità culturale di una comunità, come quella di Bova e dei Greci di Calabria, è una ricchezza per tutta la Calabria e per tutta l’Italia, perché racconta la storia di un patrimonio culturale, territoriale ed  è fatta di persone che hanno sofferto, che sono state private della loro libertà linguistica e a volte della loro terra (come a Roghudi e Africo), ma che hanno saputo andare avanti.

Vi voglio raccontare la storia degli ultimi decenni di Bova in cui si è innestato un processo di sviluppo locale che ha portato a raggiungere diversi riconoscimenti

I processi di sviluppo locale non si fanno mai da soli e in quello di Bova oltre ad aver partecipato tutta la comunità che non ha abbandonato il proprio paese  ma è rimasta a viverci ed ha ristrutturato le case e ha aperto delle attività imprenditoriali, un prezioso aiuto è stato dato dal Parco Nazionale dell’Aspromonte nella persona dell’attuale presidente e anche negli anni del suo primo mandato   ha sempre creduto nelle potenzialità di Bova e l’ha accompagnata passo dopo passo nel percorso di riconoscimento e assegnazione da parte del tci  della Bandiera Arancione .

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Negli anni ’90 una serie di circostanze fortunate riportano l’attenzione sulla Calabria Greca. Attenzione che permette di aiutare le comunità a riappropriarsi della loro storia e quindi della loro terra ma soprattutto della fiducia in sé stessi. 

Nel 1994 nasce il Parco Nazionale dell’Aspromonte e negli anni alla Montagna dei Greci di Calabria viene restituita la sua bellezza (nel 2017 gli è riconosciuta la CETS- Carta Europea del Turismo sostenibile, ed attualmente sta aspettando il verdetto finale sulla candidatura all’Unesco Global Geopark). Si parla di Parco e non più di luogo di sequestri e di morte. Il percorso di riappacificazione della gente con la propria montagna da cui era stata allontanata riinizia, ma si delinea  tutto in salita e irto come il suo territorio, che però poi si affaccia sul mare, su vallate e fiumare, e incanta chi inizia ad avere il coraggio di percorrerlo.

Nel 1997 a Bova viene fondato con il Programma comunitario Leader il GAL Area grecanica, un Gruppo di Azione Locale che intuisce che il primo intervento da fare è quello di aiutare le comunità a recuperare la propria identità culturale e la propria storia, e a ritornare ad esserne orgogliosi. Grazie ai finanziamenti dei diversi programmi dell’Approccio Leader negli anni si inizia un percorso di sviluppo locale che permette alla gente di prendere coscienza della propria ricchezza materiale ed immateriale, ma anche a far sì che  la Calabria Greca sia riconosciuta come un’area ben definita a livello regionale, e ogni Programmazione aggiunge un prezioso tassello a questo percorso.

Nel 1999 lo Stato italiano finalmente vara la L. 482/99 dando uno strumento per attuare pienamente l’art. 6 della Costituzione italiana in base al quale l'Italia tutela le minoranze linguistiche intese anche come minoranze etniche culturali, sia diffuse in modo minore in tutto il territorio che insediate in specifiche realtà territoriali, e così viene espressamente riconosciuta la dignità linguistica anche alle comunità Greche di Calabria.

Nel 2003 La Regione Calabria con la L.R. 15/2003 recepisce la L. 482/99 tutelando le parlate della popolazione albanese, grecanica e occitanica della Calabria e promuovendo la valorizzazione e la divulgazione del loro patrimonio linguistico, culturale e materiale. 

In questo fermento degli anni ’90 a Bova, la capitale culturale dei Greci di Calabria, un gruppo di giovani decide di rimanere e di non emigrare. Fonda una cooperativa, la San Leo ed  iniziano a lavorare nell’ambito del turismo naturalistico, preparando  pranzi ai primi turisti che si avventurano a scoprire l’Aspromonte con il CAI di Reggio e la società di trekking Nuove frontiere. Il terreno è fertile e così i giovani di Bova diversificano l’attività e oltre alla ristorazione offrono guide per il trekking e ricettività in ospitalità diffusa. Bova a poco a poco rinasce. Sagge politiche pubbliche supportate dall’assistenza tecnica del GAL, dall’interesse del Parco Nazionale dell’Aspromonte per un’area a forte vocazione culturale, e dalle opportunità offerte dai Fondi statali ed Europei, permettono di recuperare in modo conservativo il borgo. Tutti i beni pubblici ed ecclesiastici vengono riqualificati con una destinazione chiara sull’utilizzo degli stessi, lo stesso per i sottoservizi, le pavimentazioni delle strade, l’illuminazione, l’arredo urbano, il metano e la fibra ottica. Dalle opere strutturali si passa ai servizi, i contenitori vengono riempiti di contenuti e nascono il Micronido , l’allestimento etnografico e culturale del Museo della lIngua dei greci di calabria intitolato al glottologo berlinese gerhard rohlfs , il laboratorio didattico “Un giorno da paleontologo”,collocato all’interno del museo di paleontologia e scienze naturali dell’aspromonte , uno Spazio Cultura con palcoscenico e allestimento per rappresentazioni teatrali.  Bova inizia a trasformarsi e le persone incoraggiate dall’investimento del pubblico grazie alla collaborazione con il Dip. PAU della Facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea di RC decidono di ristrutturare le loro piccole case da anni abbandonate con tecniche del recupero conservativo rispettando  gli standard di riqualificazione conservativa di un borgo.  Nascono su iniziativa privata piccole attività ricettive/ristorative (B&B, ristoranti a gestione familiare) e imprese di servizi turistici.

Dalla metà degli anni '90 ad oggi nasce un nuovo interesse verso la città di Bova e vengono valorizzate non solo le risorse culturali ma viene anche recuperato il  patrimonio architettonico pubblico e privato. Nel 2003 arriva a livello nazionale la prima conferma che il percorso che si è intrapreso è quello vincente: su impulso  della  consulta del turismo dell’anci Bova entra nella rete dei Borghi più Belli d'Italia. Nel 2010 riceve il riconoscimento di città del biologico; nel 2013 il Ministero per il Turismo annovera  il borgo di Bova con l’insigne del prestigioso marchio di comune "Gioiello d'Italia"; nel 2015 su proposta dell’ente pna assegnazione  da parte del touring club italiano della  "Bandiera Arancione",  marchio di qualità turistico-ambientale. Nel 2016  a seguito di una convenzione tra il comune di bova la Fondazione Italia Usa, i Borghi più belli e il Consorzio Ecce Italia. Al fine  di promuovere in America i borghi italiani piu belli  che hanno specifiche caratteristiche  di favorire il soggiorno di turisti americani in quanto rappresentano il made in Italy di qualità. 

 il borgo di bova riceve la certificazione di borgo amico degli americani 

 

 Lo spopolamento si ferma ed il PIL aumenta. Le comunità degli altri Borghi vedono Bova come un faro e la speranza rinasce. Nel 2015 la Regione Calabria individua l’Area Grecanica, e quindi anche Bova come seconda area pilota di sperimentazione per la Strategia Nazionale delle Aree Interne.

Quindi Bova può essere considerato nel panorama nazionale dei piccoli Borghi (con  circa 500 residenti) un esempio da imitare, una messa in pratica di “buone pratiche”, di lavoro congiunto tra i diversi attori del territorio, istituzionali e non, e un esperimento di cittadinanza attiva, in un Sud Italia in cui la popolazione è stata più abituata ad “attendere” qualche cosa dallo Stato, piuttosto che a essere protagonista del cambiamento . ****

Qui gli abitanti hanno voluto fermamente che il loro piccolo comune continuasse a vivere, nonostante fosse segnato dalla spopolamento e dal dissesto idrogeologico. Lo hanno dimostrato continuando tenacemente a rimanere nella propria terra, consapevoli delle difficoltà che vuole dire stare in aree di montagna ultraperiferiche dove i servizi essenziali (istruzione, trasporti, sanità) spesso non rispondono agli standard nazionali . Hanno capito che lo sviluppo turistico poteva essere possibile ed hanno investito le proprie risorse nella realizzazione di piccoli ristoranti a gestione familiare, agriturismi e B&B.

Un’altra circostanza che ha determinato l’eccezionalità in questo processo di sviluppo locale è stata, come dicevo prima,  la presenza dell’ l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte .Infatti Bova è “Porta di accesso del Parco” nel  palazzo tuscano  (adesso infopoint del geoparco), e stata allestita una mostra multimediale dal titolo "Calabria contadina nelle immagini di Gerhard Rohlfs",  La mostra espone le fotografie scattate dal filologo tedesco Gerhard Rohlfs, il pna da circa un anno ancora presidente il prof bombino   è entrato a far parte della CETS ( CARTA EUROPEA PER IL TURISMO SOSTENIBILE) ed ha avviato il percorso di candidatura all’UNESCO Global Geoparks (Rete dei Geoparchi mondiali UNESCO), che valorizza il patrimonio geologico locale, in stretta connessione con il patrimonio naturale e culturale presente nella medesima area.

 il Museo di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte. Bova è un attrattore culturale importantissimo nella fascia ionica della Provincia di Reggio Calabria, non solo grazie al recupero effettuato di tutti i beni pubblici ed ecclesiastici (i beni storici e architettonici come Chiese, Castello ,Torre , Palazzi Nobiliari,...) m anche per la bellezza del Borgo arroccato sulla roccia e grazie all’amore della gente per il proprio Borgo, anche di quella che è emigrata. Proprio questo amore per il Borgo  ha portato alla realizzazione del "Sentiero della civiltà contadina" un percorso ad opera di un mecenate che è nato a Bova e che poi la vita ha portato altrove, ideato e realizzato, per le vie del centro storico abbellite da antichi frantoi e palmenti a testimonianza delle attività produttive del passato .

Tutti questi attrattori ,che si aggiungono alla bellezza ed alla cura con cui è stato recuperato l'abitato, hanno fatto sì che Bova oggi ha una sua visibilità sui siti e sui libri , in TV e anche sulle guide turistiche pubblicate in tedesco, francese ed inglese ed è diventata una meta di eccellenza scelta da chi di solito atterra a Lamezia prende una macchina a noleggio, visita Tropea fermandosi pochi giorni, poi va a Reggio Calabria per vedere i Bronzi, passa poche ora da Pentedattilo, prosegue per Bova in cui si ferma circa 3 giorni per visitare il Borgo e fare delle

passeggiate nel Parco dell'Aspromonte e visitare i Borghi di montagna abbandonati come Roghudi e Africo, per poi prosegue per Gerace e Stilo.

 

Caro vice presidente amici presenti  adesso qualche breve cenno di storia  ….. Le antiche origini della città di Bova (Vùa) sono testimoniate dai numerosi ritrovamenti archeologici rinvenuti in prossimità del Castello Normanno risalenti al periodo Neolitico, anche se le prime testimonianze storicamente documentate sull'esistenza di Bova risalgono ai primi anni del secondo millennio , quando tra il 1040 edil 1064 il Normanni si imposero su Arabi e Bizantini nella dominazione della Sicilia e della Calabria Nel secolo VIII - VI a. C. Bova divenne colonia della Magna Greçia, mentre nei secoli  seguenti  fu assediata dai  Saraceni, dagli Arabi e dai Normanni, e proprio con quest'ultima dominazione Bova entrò nel periodo feudale e divenne contea . La città fu antichissima sede vescovile (è rimasta sede vescovile fino al 1996e poi è stata unificata alla Diocesi di Reggio divenendo Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova).

Seguì il rito greco introdotto in Calabria dai monaci basiliani fino al1572, anno in cui il Vescovo Stauriano impose il rito latino, fece scomparire ogni traccia del rito Bizantino e con esso tutti i quadri e le steli, sostituendole con statue seicentesche confacenti al rito romano.

 

A conclusione consentitemi di affermare che il territorio il paesaggio i monumenti le tradizioni le opere della natura e quelle dell’uomo intrecciate nelle vicende della storia lasciano di se tracce e reperti che si conservano nella memoria per essere continuamente sollecitate a farsi testimonianza e conoscenza il patrimonio ambientale e il patrimonio culturale sono lo specchio in cui il presente e gli uomini guardano in faccia il tempo e collocano se stessi nel mondo prendendo coscienza della propria identità

Obiettivo: valorizzare i piccoli borghi, tesori d'Italia

C’è l’Italia delle grandi città, delle grandi opere, delle grandi navi, dei beni apprezzati e conosciuti in tutto il mondo. Un'Italia dei grandi numeri che soffre di problemi e criticità che non vogliamo sottolineare qui, ma che comunque ha vantaggi e possibilità enormi.

E c’è invece l'Italia dei piccoli borghi, piccoli gioielli ricchi solo della propria storia, delle tradizioni e della buona volontà di chi vive e crede in questi luoghi.
CONTINUARE A Preservare e valorizzare il grande patrimonio dei piccoli centri è obiettivo alla base dell'Associazione Turistica Pro Loco di Candelo, che con budget sempre più risicati continua a seguire e aggiornare il sito che state leggendo, mentre ogni giorno cerca di organizzare eventi ed iniziative sempre più importanti, stimolando il turismo come strumento di sviluppo per il paese e per tutto il territorio.

Perché tra crisi nazionali e locali, infatti, necessariamente i piccoli centri si affidano sempre più al volontariato: le Amministrazioni locali fanno quel che possono, tra equilibrismi di bilancio ed emergenze sociali.
E così queste piccole perle rischiano di languire in fondo ad un mare di potenzialità inespresse: anche se inseriti in reti nazionali (Borghi più belli, Bandiere Arancioni, ecc...), anche se impegnati quotidianamente a fornire servizi e accoglienza, anche se ad ogni piccolo grande evento si provano strade nuove per promuovere il paese che abbiamo nel cuore, è sempre più difficile portare avanti turismo e cultura.

Parliamo di Candelo, il paese in cui viviamo, e del suo Ricetto medievale. Ma molte piccole realtà sono nella stessa situazione. 
Ci piacerebbe sentire anche le loro storie, scambiarci esperienze e stimoli.
Non per unirci nel lamento, ma per raccontare sogni e renderli reali, condividere strumenti, per chiedere tutti insieme: se è vero che i piccoli borghi costituiscono un tesoro per il turismo italiano, perché non dedicar loro più attenzione?
Ai "piccoli" basta poco... per fare tanto.

Nei piccoli borghi c'è il cuore pulsante di un'Italia che crede in se stessa e nei suoi tesori.

Il campanello d’allarme suona in diverse realtà del Paese, proprio in quei territori rurali ricchi di tradizioni e di risorse agro-ambientali, artigianali e turistiche, deposito di storia e di virtù civiche non ancora spente del tutto, piccoli mondi aperti al mondo. Come a Suvereto, Comune della Maremma pisana e ora livornese, storica città del vino e dell’olio, classificata città slow e bandiera arancione del Touring Club Italiano,


I borghi
. Roghudi e Pentedattilo, oggi, sono due borghi abbandonati, ma dal fascino incredibile. Bova, invece, non solo resiste a quasi mille metri d'altitudine, ma è rinata anche grazie ai fondi dell'Unione Europea. Raggiungerli non è facile: strade impervie, frane e mucche lungo la strada. Eppure, oggi, grazie al Gal dell’area grecanica e all’Agenzia per lo sviluppo del turismo molte cose stanno cambiando.

Bova, il paese risorto. Bova è la “capitale” dell’Area grecanica. Sin dai tempi della Magna Grecia, ha rivestito per questa zona della Calabria il fulcro economico e culturale. Fu una città importante anche nel periodo bizantino quando ospitò la sede vescovile. Divenne poi città normanna e feudo sotto i Borboni. Bova oggi conta poco più di 400 abitanti. Anche se il paese è piccolo, grande è il suo patrimonio artistico e culturale. Negli ultimi 15 anni Bova ha visto un vero e proprio risorgimento culturale e turistico. «Nel 2000 qui non c'erano locali o ristoranti. Una signora preparava a casa panini per chi giungeva in paese», spiega Salvatore Orlando. «Oggi Bova è uno dei posti più belli d'Italia con ristorantini, bed & breakfast e taverne. Era un borgo in fortissimo spopolamento ma abbiamo invertito questo fenomeno. Il vecchio cinema-teatro è stato riaperto portando in scena le favole locali riscoperte con i progetti del Parco culturale della Calabria greca». Sulla sommità della rupe – oggi inaccessibile – resistono i ruderi del castello normanno che, nella sua parte più alta, mostra tracce di una struttura quadrangolare. Inoltre è ancora visibile “l’orma della regina”, che la tradizione leggendaria attribuisce alla volontà della fondatrice di Bova, la regina greca Oichista, la quale avrebbe commissionato l’incisione sulla roccia dell’impronta del proprio piede. Da non perdere, poi, Palazzo Nesci e Palazzo Mesiano, edifici nobiliari sorti nel Settecento ed eretti da ricche famiglie cittadine. Per quanto riguarda gli edifici religiosi, vale una visita la Cattedrale di S. Maria dell’Isodia, chiesa di origine normanna sorta su una precedente costruzione bizantina, e il Santuario di S. Leo su un costone roccioso, con i suoi elementi barocchi. Da non perdere il Museo all’aperto della civiltà contadina, un itinerario che parte dalla piazza principale della cittadina e si snoda tra i vicoli in discesa, lungo i quali si possono ammirare i più significativi strumenti dell’antica arte contadina locale. Girando per il centro tra le varie botteghe di artigianato locale, noterete senz’altro l’imponente locomotiva a vapore. A Bova la rete ferroviaria non è mai arrivata, ma questo magnifico pezzo di archeologia industriale è stato posto nella piazza principale per omaggiare i tanti bovesi che avevano contribuito con il proprio lavoro alla realizzazione delle ferrovie italiane.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo Mesiani

Palazzo Mesiani risale alla fine del XVIII secolo, è ubicato in Via San Costantino lungo la strada principale che porta alla Cattedrale e alla sommità di Bova, quella che per gli antichi  greci poteva considerarsi la Via Sacra che nelle loro polis portava all’Acropoli. Sorge nei pressi delle antiche strutture difensive della città, nel luogo in cui esisteva una delle porte turrite attraverso le quali si poteva accedere in città. 

Il palazzo nobiliare, maestoso ed imponente, è stato danneggiato dal terremoto del 1783, poi  restaurato e adibito ad uso residenziale. Nel XIX secolo il piano intermedio fu destinato a carcere circondariale fino al 1967. Nel 1997-1998 è stato completamente ristrutturato grazie ad un importante finanziamento Cipe ed è stato il primo grande recupero conservativo, in cui è stata mantenuta la tecnica del “faccia a vista” ,che ha poi caratterizzato la riqualificazione  di tutti gli altri edifici pubblici, privati ed ecclesiastici di Bova.

Il Palazzo che ha una superficie di circa 300mq, ha l’accesso principale sulla via San Costantino e quello secondario dalla Via Pirgoli, precisamente dall’antico quartiere della Giudecca, riqualificato in maniera esemplare attraverso i Fondi PAC 2014-2020 Regione Calabria Asse 6 az. 6.7.1 . È formato da 3 piani tutti con ambienti ristrutturati, pavimenti in parquet o cotto antico, balconi e finestre sul mare e sul borgo, servizi  igienici ad ogni piano. È presente la fibra e l’allaccio al metano.

 

Oggetto: proposta di concessione in comodato d’uso gratuito di Palazzo Mesiani

Gentilissimo,

 l’Ente che rappresento, nel congratularsi per la notizia appresa dai media che a breve il Parco Nazionale dell’Aspromonte entrerà ufficialmente insieme alla Maiella a far parte dell’UNESCO Global Geoparks, rete di aree geografiche in cui la protezione della geodiversità viene combinata con lo sviluppo sostenibile attraverso il coinvolgimento delle comunità locali e delle loro storie, in modo da  aumentare la conoscenza e la consapevolezza del ruolo e del valore della geodiversità e promuovere dal basso le migliori pratiche di conservazione, educazione, divulgazione e fruizione turistica del patrimonio geologico e non solo.

Con la presente intende comunicare la propria volontà a concedere in comodato d’uso gratuito l’immobile di proprietà pubblica “Palazzo Mesiani”, affinchè venga valorizzato in sintonia con le proprie potenzialità, per gli usi finalizzati allo scopo privilegiando il potenziamento delle collezioni museali e quanto  l’Ente Parco volesse perseguire.

Inutile evidenziare come i servizi turistici già presenti a Bova (ricettività, ristorazione, servizi di guida/trekking) stiano sempre di più diventando di qualità e quindi potranno sempre di più rispondere alle esigenze del target turistico geo-naturalistico che visiterà l’Aspromonte. Inoltre il “landscape Area Grecanica” è facilmente raggiungibile da Bova: infatti dai Campi di Bova si raggiungono gli importanti monoliti della Rocca del Drago e delle Caldaie del Latte, Roghudi Vecchio, la Fiumara dell’Amendolea, Roccaforte del Greco,  la Frana Colella, nonché gli altri borghi grecanici e non solo.

 

 

Il Comune di Bova  è sempre stato partecipe ed interessato al virtuoso percorso intrapreso dall’Ente P.N.A. in tutti questi anni,  quindi la concessione del Palazzo Mesiani darebbe continuità e  fiducia  all’Ente Parco, che, fin dagli anni ’90  ha riposto in Bova, realizzando a Palazzo Tuscano il Centro visita del Parco dedicato alle minoranza linguistica dei Greci di Calabria, finanziando  il  Museo di Paleontologia e Scienze naturali dell’Aspromonte,  l’allestimento museale del Museo della lingua greco calabra “Gerhard Rohlfs”, l’illuminazione pubblica a basso impatto luminoso e affiancando l’Amministrazione nella presentazione della candidatura a Bandiera Arancione del TCI.

Il Palazzo Mesiani oggetto della volontà di concessione risale alla fine del XVIII secolo, è ubicato in Via San Costantino lungo la strada principale che porta alla Cattedrale e alla sommità di Bova, quella che per gli antichi  greci poteva considerarsi la Via Sacra che nelle loro polis portava all’Acropoli. Sorge nei pressi delle antiche strutture difensive della città, nel luogo in cui esisteva una delle porte turrite attraverso le quali si poteva accedere in città. 

Il palazzo nobiliare, maestoso ed imponente, è stato danneggiato dal terremoto del 1783, poi  restaurato e adibito ad uso residenziale. Nel XIX secolo il piano intermedio fu destinato a carcere circondariale fino al 1967. Nel 1997-1998 è stato completamente ristrutturato grazie ad un importante finanziamento Cipe ed è stato il primo grande recupero conservativo, dell’ac con a capo il qui presente leo autelitano e dove io ricoprivo la carica di vice sindaco  in cui è stata mantenuta la tecnica della muratura “faccia a vista” ,che ha poi caratterizzato la riqualificazione  di tutti gli altri edifici pubblici, privati ed ecclesiastici di Bova.

Il Palazzo che ha una superficie di circa 300 mq, ha l’accesso principale sulla via San Costantino e quello secondario dalla Via Pirgoli, precisamente dall’antico quartiere della Giudecca, riqualificato in maniera esemplare attraverso i Fondi PAC 2014-2020 Regione Calabria Asse 6 az. 6.7.1 . È formato da 3 piani tutti con ambienti ristrutturati, pavimenti in parquet o cotto antico, balconi e finestre sul mare e sul borgo, servizi  igienici ad ogni piano. È presente una linea attiva  in fibra ottica e l’allaccio al metano.

 

Fiduciosi in un positivo riscontro, si porgono distinti saluti.

La crescita di un territorio – ha aggiunto – nel caso specifico quello dell’Aspromonte, in termini di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio forestale, ambientale, storico e culturale, passa anche attraverso attività scientifiche di questo tipo che, oltre a conferire ulteriore dignità e visibilità, aprono a nuovi possibili scenari produttivi ed imprenditoriali». (rrc)

Il Parco Nazionale dell’Aspromonte è caratterizzato principalmente dai paesi dell’area grecanica – localizzati all’interno del territorio ed in luoghi di non facile accesso – che hanno mantenuto, anche a causa dell’isolamento geografico, un patrimonio architettonico e culturale ricco di elementi della storia del passato – sono circa una ventina i beni di rilevanza storica, artistica e culturale -, poco valorizzati ma di grande suggestione. Fra questi, uno dei primi da menzionare è certamente il borgo di Bova. Altri elementi di profondo interesse e di valenza storica e culturale sono: la cittadina di Gerace, che rappresenta uno dei centri di maggiore pregio architettonico e artistico di tutta la Calabria; e San Giorgio Morgeto, un terzo centro di rilevanza culturale che soffre di una carente valorizzazione nonostante si tratti di uno dei più interessanti borghi storici della Calabria: stretti e sinuosi vicoli conducono alla parte alta del paese dove si trovano i ruderi del castello medioevale. Fra i principali beni di rilevanza culturale, si segnalano: Concattedrale e Santuario di San Leo (Bova) La Cattedrale (sec. IX) è una costruzione solenne e austera dedicata a Santa Maria dell’Isodia ed è di origine normanna. È stata ricostruita tra la fine del XVII e l’inizio del XIX secolo. Si ipotizza che l’antica costruzione debba ascriversi ai primi secoli d.C. La chiesa, di struttura romanica, ha impianto planimetrico a tre navate di tipo basilicale; il portale è con stipite di pietra tufacea ornato da colonnine, sormontato in un riquadro dallo stemma vescovile. Il santuario, edificato nel 1606, contiene le reliquie del santo taumaturgo asceta italo – greco protettore della città. La struttura presenta un portale del ‘600 realizzato in pietra; l’interno è ad unica 114 navata, a pianta rettangolare, con cappelle laterali ed al centro l’altare maggiore di fattura barocca, costruito nel 1753 e poi restaurato varie volte. Nella nicchia sovrastante l’altare si conserva una statua in marmo bianco di S. Leo, databile al 1582, al cui lato si trova l’altare della cappella (1732), abbellito da colonne che terminavano con un timpano curvilineo. Nella chiesa si conserva anche una preziosa tela del settecento raffigurante una Madonna che calpesta un serpente, attribuibile a pittori calabresi con influssi di scuola napoletana. Per poter visitare la cattedrale è obbligatoria la prenotazione attraverso il seguente sit

ha evidenziato che il Parco Nazionale del Gargano è un’eccellenza ambientale della Capitanata che bisogna continuare a tutelare e a valorizzare. Si deve dare una nuova e lungimirante visione ai parchi, per considerare gli stessi non come un problema ma come una risorsa. Occorre coniugare: natura, ambiente e bellezza, in una prospettiva di sviluppo ecosostenibile.

Accanto alla principale finalità di protezione della natura, si affianca quella della conservazione dei valori culturali, storici, artistici, tradizionali e di promozione del territorio. Nell’ambito    della direttiva del Ministro dell’Ambiente per l’anno 2013 è stata realizzata una mappatura di tutti i beni vincolati nei comuni del Parco. La protezione della natura e l’incentivazione di attività compatibili producono nuove opportunità di crescita del territorio, come ad esempio quello di un turismo corretto e durevole. Sempre di più le ricerche ci confermano il crescente interesse verso nuove esperienze come l’«ecoturismo»; in questo senso il Parco è detentore dal 2011 della Carta Europea del Turismo Sostenibile. Il turismo è sostenibile quando il suo sviluppo conserva le attività ad esso connesse sia per le generazioni attuali che per quelle future; senza alterare l'ambiente naturale, sociale, artistico e culturale, senza frenare o inibire lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche presenti sul territorio. Il Parco in questo caso diventa un laboratorio dove, si sperimentano  attività sostenibili e alternative per un vivere meno impattante e più armonioso con il pianeta. Un'altra importante funzione del Parco è legata all'educazione ambientale, rivolta principalmente al mondo della scuola, per accrescere la coscienza e la conoscenza, specie nelle giovani generazioni, dell'importanza della conservazione e della corretta gestione delle risorse naturali e ambientali. Inoltre non può mancare lo sviluppo e l’adeguamento di una rete di punti informativi e di strutture per la fruizione destinate ai visitatori, centri visita, centro operativi, rifugi, piccoli musei, aree faunistiche, aree di sosta, rete sentieristica di cui è dotato il parco per favorire la fruizione consapevole dei visitatori. Il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise  considerato il  più antico dei parchi italiani e uno dei più suggestivi d'Italia, è ricco di  foreste di faggi secolari. Un monumento europeo alla biodiversità, ricco di panorami dalla bellezza unica, è per questo suo valore conservazionistico e per le sue capacità di tutelare la sua biodiversità che il Parco Nazionale d’Abruzzo   nel 1967 è stato insignito del Diploma   Europeo delle aree protette, riconoscimento sempre riconfermato sino ad oggi, in Italia oggi sono  solo sei le aree protette che possono fregiarsi di tale riconoscimento

Con tali soggetti il Parco deve quindi costruire e portare avanti un dialogo e un confronto continuo nell’ ottica di una “gestione partecipata” del territorio.  E

.OGGI E’ UN GIORNO IMPORTANTE PER LE NOSTRE COMUNITA’ ESSO SI PRESENTA INNANZITUTTO COME MOMENTO DI CONOSCENZA E CONFRONTO CHE PREPARA LA STRADA A TUTTA UNA SERIE  DI POSSIBILI  E SUCCESSIVE AZIONI DI CONDIVISIONE E COLLABORAZIONE CHE VANNO A CONFRONTARE ASPERIENZE  CONDIVIDERE CULTURE,  CONOSCERSI, PROMUOVERE RAPPORTI ECONOMICI  E COMMERCIALI  LAVORARE INSIEME PER DIFFONDERE NELLE NOSTRE COMUNITA’ IL VALORE DELLA PACIFICA CONVIVENZA ANCHE CON AZIONI DI INTERVENTI LOCALI SOSTENIBILI PER RENDERE IL TERRITORIO ARTEFICE DELLA PROPRIA IDENTITA’

 

Dalla metà degli anni '90 ad oggi nasce un nuovo interesse verso la città di Bova e vengono valorizzate non solo le risorse culturali ma viene anche recuperato il  patrimonio architettonico pubblico e privato. Nel 2002 arriva a livello nazionale la prima conferma che il percorso che si è intrapreso è quello vincente: su impulso  della  consulta del turismo dell’anci Bova per il suo patrimonio storico architettonico ed urbanistico di notevole entita’

entra nella rete dei Borghi più Belli d'Italia

 Nel 2010 riceve da parte dell’associazione citta’ del bio il riconoscimento di città del biologico, una rete di 250 comuni italiani che valorizzano l’agricoltura biologica e che promuovono politiche di natura sostenibile in agricoltura;

 nel 2013 il Ministero per il Turismo annovera  il borgo di Bova con l’insigne del prestigioso marchio di comune "Gioiello d'Italia";

nel 2014 l’accademia delle imprese europea assegna al borgo di bova  il logo identitario di area greca.

  nel 2015 su iniziativa del presidente  dell’ente pna e con la collaborazione  del touring club italiano in un contesto naturalistico di entroterra italiano d’eccellenza riconoscimento nazionale per la citta’ che riceve il certificato di localita’ selezionata con il prestigioso marchio di qualita’ turistico ambientale della   "Bandiera Arancione",  assegnato soltanto a 6 comuni calabresi.

 

Nel 2016 il colosso californiano google stritt wius classifica il borgo di bova tra i 6 borghi piu’ belli d’italia da visitare almeno una volta nella vita.

 

Ennesimo riconoscimento da parte della fondazione  italia stati uniti d’america america  nello scorso 3 novembre presso la camera dei deputati il borgo riceve l’attestato di certificazione  quale borgo amico degli americani

n patto tra il Parco dell’Aspromonte e gli Operatori turistici che intendono impegnarsi in un percorso orientato al turismo sostenibile. E’ questo lo spirito della fase 2 della CETS del Parco Nazionale dell’Aspromonte, che ha preso il via oggi attraverso il forum organizzato sulla piattaforma Zoom. Numerosa la partecipazione al Forum che ha visto gli interventi del Presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Leo Autelitano, del Presidente Nazionale di Federparchi Giampiero Sammuri, del Presidente delle guide ufficiali del Parco, Luca Lombardi, del referente CETS di Federparchi Giuseppe Dodaro, moderato da Chiara Parisi Responsabile Comunicazione del Parco Aspromonte, che nella sua introduzione ha spiegato come “dopo la certificazione CETS ottenuta dall’Aspromonte, si apre adesso una fase nuova, differente, successiva, in cui gli operatori turistici diventeranno protagonisti in un contenitore più ampio che punta ai principi di sostenibilità turistica e valorizzazione del territorio”. Secondo il Presidente del Parco dell’Aspromonte, Leo Autelitano, l’avvio della fase due “rappresenta un momento importante poiché coniuga la sostenibilità ambientale alle attività economiche compatibili. La Cets  – ha spiegato Autelitano – è l’insieme di buone pratiche che ci consentirà di effettuare un’azione incisiva nell’Area protetta, con l’obiettivo di migliorare il rapporto con l’ambiente e con la popolazione residente. Le potenzialità del nostro Parco, con la presenza di borghi di pregio e di luoghi di attrazione turistica molto rilevanti, ci suggeriscono di irrobustire il rapporto con gli operatori che devono essere pronti e preparati ad un perfezionamento dell’offerta turistica, adeguata ad un’Area Protetta di pregio come la nostra. Credo – ha concluso Autelitano  -  che sarà possibile vincere questa sfida con il gioco di squadra che ci vede tutti coinvolti: Ente, Operatori, Associazioni, cittadini. Dobbiamo aumentare la consapevolezza del patrimonio e del rispetto dell’Area Protetta inserendolo in uno spirito produttivo che guardi alla conservazione della Natura quale elemento indispensabile per non inficiare il processo di sviluppo sostenibile”. Il Presidente Nazionale di Federparchi Giampiero Sammuri, ha voluto sottolineare l’alta partecipazione al Forum, specificando come non siano numerose le Aree Protette d’Italia che abbiano già ottenuto le certificazioni della Fase 2. “In Aspromonte – ha detto Sammuri – abbiamo sempre riscontrato un convinto sostegno al percorso Cets da parte degli stakeholder, e siamo convinti che sarà così anche in questo nuovo step. Con la fase due il livello si alza: è uno stadio più impegnativo che riguarda direttamente i soggetti privati, consapevoli di un obiettivo da raggiungere nell’ottica di una promozione omogenea e complessiva del territorio in cui operano e in cui hanno le proprie attività economiche”.   Per Federparchi ha illustrato nel dettaglio la Fase 2 Giuseppe Dodaro: “Alziamo l’asticella, attraverso un percorso volontario in cui si fissa un accordo collaborativo tra operatori e Parco con la proposta di azioni specifiche volte alla promozione turistica in chiave sostenibile. Per ottenere la certificazione è necessario possedere già alcuni requisiti di base che rispondono a parametri nazionali e, al contempo, impegnarsi per un triennio alla realizzazione di attività di promozione sostenibile compatibili e condivise con il Parco dell’Aspromonte. E’ chiaro che le imprese che riceveranno il marchio CETS – ha detto in conclusione Dodaro -  ne beneficeranno in termini di visibilità e valorizzazione promozionale.

Ad aprire i lavori il Presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Leo Autelitano, che ha evidenziato l’importanza della «collaborazione tra Ente e Comunità del Parco per l’elaborazione degli indirizzi programmatici e delle proposte di sviluppo del territorio aspromontano, riconoscendo il ruolo fondamentale della Comunità da cui devono provenire proposte nell’interesse dei territori di riferimento ricadenti all’interno del Parco, come spunto per successive elaborazioni progettuali».

«Siamo dinanzi ad un periodo di grande rilancio per le Aree Protette – ha spiegato nel suo intervento il Presidente Autelitano, già alla guida dell’Ente nel quinquennio 2007-2012 – Significativi sono gli investimenti destinati dal Governo ai Parchi italiani riconoscendone il ruolo di primo piano nella ripresa del Paese dopo l’emergenza Covid. Abbiamo la necessità – ha proseguito Autelitano – di puntare sulla fruibilità dei luoghi e delle strutture, ed è proprio sul potenziamento e sul miglioramento dei Centri Visita e delle Porte del Parco che ci concentreremo nei prossimi mesi affinché si possano mettere in campo azioni di sistema proficue valorizzando al contempo le risorse per la sentieristica e la ciclovia. Bisogna aprirsi alla legge 394/1991 – ha concluso il Presidente Autelitano -  che prevede opportunità di crescita e di sviluppo sostenibile per i comuni e le comunità, affinando le strategie e organizzando gli interventi prioritari per un progresso omogeneo dell’Area Protetta».

La responsabilità di guidare una delle istituzioni più importanti di Sicilia in ambito naturalistico mi chiama alla sfida di fare del Parco dei Nebrodi, la leva decisiva per la valorizzazione e lo sviluppo di un territorio che è un tesoro da difendere e di cui prendersi cura”.

 

“Il mio impegno – prosegue Barbuzza – prenderà spunto proprio dalla ricerca del necessario equilibrio tra la salvaguardia della biodiversità e la crescita del territorio del Parco, attraverso le attività economiche e un sistema di fruizione attento all’ambiente, ma anche fonte di lavoro e di nuove opportunità socio-economiche. Sono convinto, infatti, che l’intera Area dei Nebrodi abbia ancora dei margini inesplorati di rilancio da programmare e riorganizzare opportunamente”.

 

“L’emergenza coronavirus – ribadisce il commercialista – che viviamo in tutta Italia ormai da due mesi, inoltre, ci impone di affrontare la conseguente crisi del sistema turistico locale, nazionale e mondiale. I Nebrodi, spazi aperti, incontaminati e lontani dalle grandi città, dovranno essere capaci di intercettare in primo luogo il mercato interno. Una platea turistica che cercherà vacanze e relax, ma anche quelle rassicurazioni su bassi rischi di contagio che il nostro territorio offre naturalmente”.

 

 

“Valorizzazione del Parco  e La sua salvaguardia non potranno essere perseguite senza un attento e scrupoloso coinvolgimento di tutti gli attori socio-economici ed istituzionali che quotidianamente vivono, lavorano e operano a vario titolo all’interno dell’ Ente. Fondamentale sarà coinvolgere i sindaci dei 24 Comuni dell’Area protetta, così da avvalersi del loro contributo di esperienza, conoscenza e progettualità”.

 

“Nei prossimi giorni, inoltre, presenterò – conclude Barbuzza – un programma dettagliato di lavoro con gli obiettivi di breve e medio termine , per vincere la sfida del rilancio ambientale e sociale del Parco dei Nebrodi.

 

adesso possiamo lavorare per un rilancio del Parco che, a mio avviso, rappresenta una grande opportunità per i territori a

"Una nomina importante per il Parco che rappresenta un patrimonio di primo piano per il territorio e per la Toscana intera - ha commentato l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini - sia per le sue peculiarit naturali, ambientali e storiche , che sono un valore in s , ma anche perch queste costituiscono una risorsa fondamentale per la promozione della ricerca scientifica e dell'educazione ambientale, e non ultimo sono un vero e sostanziale volano per il turismo e per l'economia. Lucia Venturi, la prima donna a ricoprire la carica di presidente di un Parco Regionale in Toscana, "Conosciamo bene Lucia Venturi e abbiamo gi avuto modo in tante occasioni di apprezzarne le competenze e l'attenzione per i temi ambientali - ha detto infine il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi - Siamo sicuri che riuscir a raccogliere al meglio l'eredit lasciatale da Giampiero Sammuri di cui abbiamo tutti saputo apprezzare l'ottimo lavoro".