Bova Marina, tarda serata ieri, un incidente che vede coinvolta la spazzatura, la plastica in particolare.

Cosa succeda nel servizio di raccolta della spazzatura non è dato di sapere a noi comuni mortali che paghiamo il servizio a Bova Marina.

Il servizio è lacunoso a Bova Marina, tanto per usare un eufemismo, a causa delle quote, altro mistero calabrese, assegnate ai comuni che potrebbero e dovrebbero dotare di un’isola ecologica che potrebbe sorgere, a giudicare dalle indiscrezioni anche a Bova Marina, ma dei requisiti dell’isola ecologica parleremo in un futuro in cui ci saranno notizie precise.

Atteniamoci ai fatti, ieri sera una lunga lite in via Marina, in cui la spazzatura oltre al mare meraviglioso, è nelle bocche di tanti che affittano o abitano il lungomare in cui attendiamo di vedere lavori e “riabilitazione”.

Cosa è successo a Bova Marina?

Nulla di clamoroso ma l’episodio fa riflettere su usi, costumi e difficoltà locali.

I lavori in corso infiniti, anzi meglio mai iniziati, parliamo del tratto iniziale della via Marina, in cui le auto sono parecchie e si sa, è normale per comodità o modo di vedere, lasciare in sosta l’auto sotto casa.

Una persona alla guida di un SUV BMW, auto lunga oltre 5 metri, cerca di svoltare verso casa e urta inavvertitamente una smart posteggiata all’inizio della strada, altro aspetto sottovalutato dai più..

La macchina lunga e la stanchezza dell’autista hanno determinato l’urto a Bova Marina

La discussione con paroloni da parte dei proprietari delle sue auto, stava degenerando tanto da richiedere l’intervento delle forze dell’Ordine.

Scuse e parole che nel dialogo infuocato piano piano si sono ammorbidite con le scuse per i toni e infine la telefonata che spiegava dell’accordo raggiunto e quindi non era necessario l’ausilio dei Carabinieri o Polizia.

Tutto bene? Si e no, questo episodio dovrebbe far riflettere sulle modalità di parcheggio e la presunzione che per forza e  non si sa da derivi questa certezza, bisogna avere la possibilità di posteggiare sotto casa e a qualunque costo. Tralasciamo quelli che per non fare due passi bloccano il traffico altra anomalia locale da ricordare.

Nel caso di cui parliamo la spazzatura ha un suo ruolo: da una parte l’auto posteggiata e dall’altra parecchi sacchi di spazzatura, plastica in particolare, mai ritirata, hanno limitato la sterzata dell’auto.

La stanchezza per il viaggio ha fatto la sua parte, ma senza la spazzatura, la manovra sarebbe riuscita senza danni; poi il ritorno sulla strada quando serve, sarebbe da fotografare visti gli spazi esigui, ma si sa e non si capisce come la presunzione abbia spesso la meglio sulla razionalità: se non c’è posto si posteggia più avanti, quattro passi non hanno mai fatto male, anzi.

La spazzatura in alcuni paesi diventa un guadagno:

Nei Paesi Nordici (Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia), lo smaltimento della spazzatura si basa su un modello ad altissima efficienza energetica in cui meno dell’1% dei rifiuti urbani finisce in discarica. [1, 2]
Il pilastro fondamentale del loro sistema è l’approccio Waste-to-Energy (WtE), ovvero la termovalorizzazione. I rifiuti che non possono essere riciclati non vengono accumulati, ma vengono bruciati in impianti di ultima generazione per produrre elettricità e teleriscaldamento per milioni di case. [1, 2]
Il sistema è talmente integrato nel fabbisogno energetico nazionale che la Svezia e la Danimarca importano milioni di tonnellate di spazzatura all’anno da altri paesi europei (tra cui Regno Unito, Norvegia e Italia). Ogni tanto sarebbe opportuno uscire dalla “gabbia mentale” localistica e vedere gli esempi positivi..
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