Bova Marina, rimozione pericolo massi sulla SS106
Come era in precedenza. Bova Marina, intervento congiunto dell’amministrazione comunale di Bova Marina e Area Metropolitana. Bova Marina. Un intervento estremamente urgente che proprio ieri avevo personalmente notato con grande paura. Video di Maurizio Foti. I detriti notevoli saranno portati sulla spiaggia per riempire la voragine causata dal ciclone Harry che ha provocato la caduta di un tratto di strada del lungomare a Bova Marina. La SS106, unica arteria dell’area e tristemente famosa per gli incidenti mortali, è oggetto di attenzione degli enti locali e regionali ma gli interventi sono onerosi e numerosi, per cui trovare soluzioni a breve è complicato per usare un eufemismo. Nel caso concreto, vista la massa dei detriti e le dimensioni dei massi notevoli, si è deciso di intervenire per evitare danni ai passanti. Danni possibili e letali. La Statale 106 Jonica, tristemente nota come la Strada della Morte, è una delle arterie stradali più discusse e pericolose d’Italia. Lunga circa 491 km, collega Reggio Calabria a Taranto attraversando tre regioni (Calabria, Basilicata e Puglia), ma è nel tratto calabrese che si registrano le criticità maggiori. Ecco i motivi principali per cui questa strada è considerata così pericolosa: 1. Struttura obsoleta e carenza di spartitraffico Gran parte della SS106 è ancora a **corsia unica per senso di marcia**. Questo significa che la separazione tra i flussi di traffico opposti è minima o inesistente. In queste condizioni, un colpo di sonno, una distrazione o un malore si trasformano quasi inevitabilmente in uno **scontro frontale**, la tipologia di incidente con il più alto tasso di mortalità. 2. Attraversamento di centri urbani** A differenza delle moderne autostrade, la Statale 106 attraversa decine di comuni e borghi marinari. Questo comporta la presenza di: Incroci a raso: Punti di immissione laterale senza corsie di accelerazione o rotatorie adeguate. Accessi privati: Molte abitazioni e attività commerciali si affacciano direttamente sulla carreggiata. Pedoni e ciclisti: La commistione tra traffico pesante (tir e camion) e mobilità lenta aumenta drasticamente il rischio di investimenti. 3. Alta densità di traffico pesante Essendo l’unica vera alternativa alla dorsale tirrenica per collegare il Sud-Est d’Italia, la SS106 è percorsa quotidianamente da migliaia di mezzi pesanti. La presenza di camion su una strada stretta e tortuosa crea rallentamenti che spesso spingono gli automobilisti a tentare **sorpassi azzardati**, una delle principali cause di sinistri mortali. 4. Manutenzione e illuminazione scarse Molti tratti della strada presentano un asfalto usurato che riduce l’aderenza, specialmente in caso di pioggia. Inoltre, l’illuminazione è spesso assente o insufficiente nei tratti extraurbani, rendendo la guida notturna estremamente rischiosa, anche a causa della segnaletica orizzontale a volte poco visibile. 5. Velocità e comportamento alla guida Sebbene i limiti di velocità siano spesso bassi (anche 50 o 70 km/h in molti tratti), la conformazione rettilinea di alcune zone spinge a premere sull’acceleratore. La mancanza di controlli costanti o di barriere fisiche invalicabili rende difficile arginare le imprudenze umane. La situazione attuale Da anni associazioni di cittadini (come l’*Associazione Basta Vittime Sulla Strada Statale 106*) lottano per l’ammodernamento integrale. Sebbene alcuni tratti siano stati messi in sicurezza e trasformati in superstrade a quattro corsie con spartitraffico centrale (specialmente in Puglia e Basilicata), il “completamento” dell’opera in Calabria procede a rilento a causa di costi elevati e complessità burocratiche. In sintesi, la pericolosità non deriva da un solo fattore, ma da un mix micidiale di progettazione antiquata e flussi di traffico moderni che la strada non è più in grado di sostenere.
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