Brasile: la truffa dell’adozione e della bambina che ha sconvolto l’Italia
Dal Brasile arriva una vicenda incredibile: una donna, una bambina e una presunta adozione finita in una truffa internazionale. Ecco cosa è emerso dalle indagini.
Brasile: donna, adozione e bambina al centro di una presunta truffa internazionale
Dal Brasile arriva una storia che ha del surreale e che sta facendo discutere sia in Italia che in Sud America. Una vicenda che parte come una relazione sentimentale nata online e che si trasforma in un caso giudiziario complesso, fatto di presunte paternità inventate, accuse incrociate e una bambina al centro di tutto.
Secondo quanto ricostruito da Adnkronos fin dall’inizio, la storia del Brasile che stiamo raccontando non è un caso isolato, ma potrebbe nascondere uno schema ben più grande e strutturato. Una vera e propria truffa dei figli che avrebbe come obiettivo uomini facoltosi europei, in particolare italiani.
Cosa è successo in Brasile: la denuncia dell’avvocato italiano
Tutto inizia con la denuncia di Nunzio Bevilacqua, avvocato esperto di affari internazionali. L’uomo racconta di aver conosciuto su una piattaforma di insegnamento online, una giovane donna italo-brasiliana che si presentava come insegnante di portoghese tecnico-commerciale per stranieri.
La donna è Barbara Zandomenico Perito. Dalla loro relazione, secondo il racconto della donna, sarebbe nata una bambina. Ma per Bevilacqua qualcosa non torna. Dopo una serie di approfondimenti, l’avvocato sostiene di essere vittima di un raggiro.
Le sue indagini difensive, durate oltre 15 mesi tra Rio de Janeiro, Minas Gerais, San Paolo e Florianopolis, hanno portato a una tesi molto più grave: Barbara sarebbe, a suo dire, una recluta di quella che potrebbe configurarsi come una vera e propria associazione a delinquere con base in Brasile. 490e
Al centro di questa presunta organizzazione ci sarebbe Pedras Grandes, un piccolo paese nello Stato di Santa Catarina. Qui, sempre secondo le ricostruzioni di parte, vivrebbe la cosiddetta “matriarca”, il fulcro di un sistema che recluterebbe ragazze per incastrare stranieri benestanti e renderli padri fittizi di figli prodotti in serie, con la complicità di un contesto locale colluso.
La bambina e il dubbio sulla paternità: il nodo della truffa
Il cuore della vicenda è la bambina. Bevilacqua sostiene di non essere il padre biologico della figlia che gli viene attribuita. Ha contestato la validità di un test del DNA e ha prodotto, secondo quanto riferito, prove scientifiche che dimostrerebbero l’inattendibilità dell’esame.
I fatti risalgono al 2021, ma il contenzioso è andato avanti per tre anni a distanza, tra Roma e il Brasile, con procedimenti giudiziari aperti in entrambi i Paesi. Da una parte le accuse di truffa, ricatto, minacce e diffamazione mosse dall’avvocato italiano. Dall’altra, le accuse di violenza e stalking mosse dalla donna, che in Brasile ha ottenuto una misura interdittiva nei suoi confronti.
Proprio su questo punto, però, è emerso un elemento che ha cambiato le carte in tavola.
L’intervista che smonta tutto: le parole della donna del Brasile
In una recente intervista video rilasciata in Brasile, dal titolo “Il confronto che mancava”, Barbara Zandomenico Perito, che risulta indagata in Italia e sedicente vittima in Brasile, avrebbe di fatto smentito le sue stesse accuse più gravi.
Alla domanda diretta se avesse mai subito violenza fisica da Bevilacqua, la donna ha risposto: “No, non ho mai ricevuto violenza fisica ma sarebbe potuto succedere in un altro tempo e in un altro luogo”.
Alla domanda se avesse mai subito stalking, ha dichiarato: “In relazione a questo non ho rapporti con lui da molto tempo, dall’inizio della mia gravidanza; e lui non è mai entrato in contatto con me in nessuna forma”.
Allora di cosa lo accusa? Di aver mandato un avvocato penalista a fare domande nella sua regione. Su questo punto, però, la difesa di Bevilacqua ha puntualizzato che l’investigazione è stata regolarmente approvata dall’ordine degli avvocati brasiliani e che quindi si tratta di un legittimo atto di indagine difensiva. Nessuno, inoltre, avrebbe mai dato risposte all’avvocato incaricato, il noto penalista brasiliano Edson Ribeiro.
L’intervista, a cui hanno partecipato anche il sindaco di Pedras Grandes, Agnaldo Filippi, e il sociologo Daniel Taddone, presidente dell’associazione Natitaliani, si inserisce in un contesto più ampio: quello della stretta voluta dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani sulle cittadinanze facili concesse in Sud America, un tema molto sentito per le comunità italiane in Brasile.
Secondo la ricostruzione di Adnkronos, quindi, per stessa ammissione di chi lo ha accusato, da parte di Bevilacqua non ci sarebbe stata nessuna violenza e nessuno stalking.
Lo schema matriarca: come funzionerebbe la truffa in Brasile
Ma cosa si intende per truffa dei figli in Brasile? A spiegarlo è lo stesso avvocato brasiliano Edson Ribeiro, legale di Bevilacqua che sta seguendo gli sviluppi giudiziari del caso in Brasile e in Italia.
Secondo Ribeiro, il modus operandi sarebbe sempre lo stesso. Ragazze giovani, spesso italo-brasiliane, belle e con un buon livello culturale, vengono reclutate per entrare in contatto con professionisti europei sui siti di incontri o sulle piattaforme di insegnamento linguistico.
Si crea una relazione a distanza, si arriva a un incontro in Brasile, poi a una gravidanza improvvisa. Da lì parte la richiesta di mantenimento, di riconoscimento, di cittadinanza italiana per la bambina. In alcuni casi si parla di adozioni mascherate o di riconoscimenti di paternità ottenuti in modo “facile” grazie a documenti e testimonianze compiacenti.
L’obiettivo? Ottenere denaro, sostentamento mensile in euro, e soprattutto il passaporto italiano per la madre e per la figlia. Un passaporto che in Brasile vale molto, sia in termini economici che di libertà di movimento.
L’avvocato Ribeiro parla di uno “schema matriarca”, un sistema centralizzato dove la casa di Pedras Grandes farebbe da regia, con la presenza di un “santone” locale e di una rete di complicità.
Perché il caso del Brasile interessa l’Italia
Questa vicenda del Brasile non è solo cronaca estera. Tocca da vicino l’Italia per tre motivi.
Primo: sono decine gli italiani che, negli ultimi anni, avrebbero denunciato situazioni simili. Uomini che si sono ritrovati padri in Brasile senza averne la certezza biologica, incastrati in processi per alimenti che durano anni.
Secondo: c’è il tema della cittadinanza. Il Brasile è uno dei Paesi con la più grande comunità di oriundi italiani al mondo. Il meccanismo del riconoscimento della paternità è una delle strade più veloci per ottenere la cittadinanza italiana iure sanguinis, e se questo meccanismo viene usato in modo fraudolento, mina la credibilità di tutto il sistema.
Terzo: c’è il tema della tutela dei minori. Al centro di questa storia c’è comunque una bambina. Una bambina che, a prescindere da chi sia il padre biologico, ha diritto a una crescita serena, lontano dalle telecamere e dai tribunali. Parlare di truffa dell’adozione in Brasile significa anche interrogarsi su come vengono tutelati i bambini in queste vicende transnazionali.
Cosa succede ora: indagini aperte tra Italia e Brasile
Ad oggi, il caso è tutt’altro che chiuso. In Italia, Barbara Zandomenico Perito risulta indagata per le accuse mosse da Bevilacqua. In Brasile, Bevilacqua è oggetto di una misura interdittiva e di una campagna mediatica molto forte nei suoi confronti.
La trasmissione Le Iene di Mediaset è volata in Brasile per realizzare un’inchiesta sul posto, intervistando persone in strada e recandosi presso la proprietà privata della donna, generando ulteriori polemiche.
La battaglia legale, quindi, continua su due fronti. Da una parte la giustizia italiana dovrà stabilire se esista davvero un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa della paternità. Dall’altra, la giustizia brasiliana dovrà chiarire le accuse di persecuzione.
Una cosa è certa: la vicenda del Brasile ha aperto un vaso di Pandora. Ha acceso un faro su un fenomeno poco conosciuto, quello delle truffe sentimentali internazionali legate alla paternità, e ha mostrato quanto sia sottile il confine tra amore, inganno e interesse economico.
Per chi viaggia, lavora o cerca l’amore in Brasile, la lezione è chiara: massima attenzione, verifiche incrociate e, in caso di gravidanza e riconoscimento di un figlio, sempre e solo test del DNA eseguiti in strutture certificate e super partes, con l’assistenza di avvocati esperti in diritto internazionale di famiglia.
Continueremo a seguire gli sviluppi di questa incredibile storia che arriva dal Brasile.
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