8 Marzo 2026 23:07
“La Bussola della coerenza” del Dottore Carlo D’Angelo Psicologo e Psicoterapeuta.
“Quando qualcuno propone pensieri e parole inattese viene da storcere il naso, restando sgomenti e magari definirlo “fuori di testa”, proprio come hanno definito il Figlio di Dio”.
“Follia è proporre sogni o visioni, emozioni e sentimenti come punti di forza nuova”.
“Follia è pensare che ci possa essere una conquista fatta senza armi e senza violenza, avere una dignità scegliendo di essere ultimi e apparentemente sconfitti”.
“Tutti abbiamo un potere, piccolo o grande che sia, ma quanti di noi sono capaci di rinunciare a quella traccia che ci fa dire vincenti, a quel gesto che indica un nostro successo?”
“Così diventa paradossale per noi poter indicare come segno di conquista l’essere considerati ultimi o ritenere utile ciò che non è produttivo o addirittura perdente”.
“Ci sembra anche compromettente avere solo a che fare con situazioni simili, quasi corressimo il rischio di una perdita di dignità o sentissimo gravare su noi parole sprezzanti di giudizio”.
“Una via difficile da seguire se pensiamo che invece il nostro Dio si compromette con noi, con le nostre storie, con quelle vite talvolta insignificanti e povere nelle quali lui stesso porta dignità e presenza”.
“Questa premessa mi ha portato a considerare l’attuale situazione ecclesiale che da diverso tempo sta assumendo forme imbarazzanti”.
“È vero che promuovere il ruolo dei fedeli laici nella Chiesa è un compito tutto da esplorare dopo ormai 60 anni di Concilio Vaticano II, ed è l’immediata via da percorrere con coraggio per il futuro delle nostre comunità cristiane”.
“Tuttavia, a parer mio, si sta confondendo il ruolo con il compito”.
“La chiamata dei laici alla corresponsabilità può essere inverata se distinguiamo i significati di due lemmi”.
“Il ruolo deriva da rotulus e sta ad indicare lo svolgimento di attività all’interno di un progetto da portare avanti”.
“Quello che chiamiamo ‘ruolo dei laici’, sembra un’espressione che non dia credito al valore della loro missione”.
“Infatti sarebbe meglio parlare di “compito dei laici”.
“Il lemma deriva da complere e sta ad indicare lo sforzo di portare a compimento, a pienezza di vita ciò che gli viene affidato”.
“Oggi invece tra i laici si fa più la corsa ad avere ruoli e riconoscimenti come vessilli di uno status che nulla ha a che vedere con il mandato missionario di Cristo”.
“Chi governa la Chiesa dovrebbe favorire una più feconda armonizzazione dei compiti e non la divisione, sempre più marcata, nel contesto di vita dei cristiani”.
“Già San Paolo parlava di Chiesa come corpo mistico di Cristo dove la mano ha la stessa dignità della testa; il piede la stessa importanza del cuore, ma la mano non può definirsi testa e il piede non può sostituirsi al cuore”.
“La novità profetica sta nel non confondere le parti, invece di alterare la naturale armonia divina con il rovesciamento dei vari compiti affidati sempre più spesso a laici che di cristiano ben poco hanno, se non qualche titolo accademico spesso conseguito solo per trovare una sistemazione di comodo”.
Tali personaggi stanno trasfondendo la chiesa di Cristo in una azienda commerciale in cui il bilancio resta in passivo, sia in termini economici che in termini di presenza di testimoni consapevoli e amanti di Dio”.
“La responsabilità è sempre dei responsabili e questa ricade su chi, ipocritamente e per convenienza personale, elargisce nomine per determinati “ruoli” nella chiesa”.
“Dovrebbero tenere presente che per non snaturare/deturpare la bellezza del corpo mistico di Cristo alcune responsabilità sono ontologicamente affidate a persone chiamate da volere divino per vigilare, correggere, educare e accompagnare”.
“Il rischio sarebbe quello di promuovere e mandare un messaggio ad un’aquila che si crede un pollo…o viceversa!”

















