Calabria, sanità.  Medici cubani Calabria, prime defezioni: sanità regionale in difficoltà

L’accordo tra la Regione Calabria e Cuba, firmato nel 2022, aveva portato all’arrivo di 497 medici cubani in Calabria. Un progetto nato per rafforzare un sistema sanitario fragile e in difficoltà cronica di personale.

L’iniziativa era stata accolta con favore da molti. L’idea di far arrivare professionisti formati e disponibili da un altro paese sembrava una soluzione innovativa. Tuttavia, non sono mancati i dubbi sin dall’inizio. In particolare, sul trattamento economico reale dei medici provenienti da Cuba.

Prime defezioni tra i medici cubani

Oggi, a distanza di quasi due anni, emergono le prime crepe. Diversi medici cubani in Calabria hanno lasciato gli ospedali pubblici. Alcuni si sono diretti verso cliniche private. Altri hanno scelto di emigrare in paesi più vantaggiosi. In altri casi, dopo le ferie, alcuni non sono più rientrati e risultano irreperibili.

Una situazione che accende l’allarme. Non solo per la carenza di personale che si aggrava, ma anche per l’efficacia di un accordo che oggi mostra limiti evidenti nella gestione e nel controllo.

Le ragioni dietro le partenze

Secondo fonti interne alla sanità regionale, dietro le defezioni ci sarebbero diverse motivazioni. La prima è di natura economica. I compensi, infatti, sono in parte trattenuti dal governo cubano. Questo riduce significativamente il guadagno reale dei professionisti rispetto a colleghi europei.

Molti medici, una volta confrontati con le opportunità lavorative fuori dal sistema cubano, decidono di restare in Europa. Alcuni sono stati contattati da cliniche private con stipendi più alti e condizioni lavorative migliori.

Una sanità calabrese ancora in emergenza

La Calabria resta tra le regioni italiane più in difficoltà sul fronte sanitario. Pochi specialisti, strutture vecchie e reparti chiusi per mancanza di personale. L’arrivo dei medici cubani in Calabria aveva dato un respiro temporaneo, soprattutto nei presidi più isolati.

Con le recenti defezioni, però, si torna alla situazione di partenza. Alcuni ospedali rischiano di chiudere reparti o ridurre i servizi. Una situazione che penalizza i cittadini e mette sotto stress anche il personale rimasto.

I dubbi sul modello dell’accordo

L’accordo tra la Regione e il governo cubano aveva suscitato fin da subito perplessità. In particolare, sull’autonomia reale dei medici. L’Italia, come altri paesi europei, ha già sollevato dubbi sulle pratiche di “esportazione” di forza lavoro sanitaria da parte di Cuba.

Molti professionisti lavorano all’estero ma una parte consistente del loro stipendio viene trattenuta dallo Stato. Una pratica che, secondo diverse organizzazioni internazionali, può configurare violazioni dei diritti del lavoro.

La reazione della Regione Calabria

Fonti della Regione dichiarano che l’accordo è ancora in vigore e che si stanno valutando nuove strategie per rafforzare il progetto. “Ci sono criticità” – ha ammesso un dirigente – “ma continuiamo a credere nella validità dell’intesa con Cuba”.

Si ipotizza un rafforzamento dei controlli, l’introduzione di incentivi, e una maggiore collaborazione con le ASL locali. Tuttavia, la fiducia dei cittadini comincia a vacillare, così come quella di parte della comunità medica.

Una sfida aperta per la sanità pubblica

Il caso dei medici cubani in Calabria riaccende il dibattito sulla sostenibilità del sistema sanitario pubblico. È davvero possibile risolvere il problema della carenza di personale ricorrendo a risorse esterne? E a quali condizioni?

La sfida resta aperta. Intanto, la regione dovrà fare i conti con le assenze e le difficoltà di programmazione. La carenza di medici è un problema nazionale, ma in Calabria assume tratti ancora più critici.

Conclusione

L’arrivo dei medici cubani in Calabria era stato visto come una soluzione rapida. Ma le prime defezioni mostrano che non basta importare personale. Servono strategie a lungo termine, rispetto dei diritti e condizioni lavorative dignitose. Solo così si potrà costruire una sanità solida e duratura, per tutti.

ginkgo

 

 

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