Medici over 70 in corsia: la nuova proposta di legge per salvare gli ospedali dalla carenza di organico in Calabria e non solo

 

La sanità italiana si trova davanti a un bivio cruciale. Secondo i dati forniti dal sindacato Cimo, sono circa 5000 i medici over 70 che, grazie alle proroghe concesse negli anni passati, hanno continuato a prestare servizio negli ospedali da nord a sud.

Questi professionisti, i medici,  si sono rivelati fondamentali per tamponare le gravi carenze di organico che affliggono il sistema sanitario nazionale, specialmente nei presidi ospedalieri più periferici o in difficoltà.

Tuttavia, il quadro è cambiato drasticamente con l’ultimo decreto milleproroghe. Lo stralcio della misura che consentiva la permanenza in servizio dei medici pensionati ha messo in ginocchio numerosi reparti, privati improvvisamente di figure con esperienza decennale. Il costo per le casse del servizio sanitario per mantenere questi camici bianchi è stimato intorno ai 100 euro l’ora, una cifra significativa che testimonia l’emergenza in atto.

Il ruolo dei medici over 70 nel sistema sanitario attuale

L’apporto dei medici in pensione non è solo una questione di numeri, ma di competenze specifiche. In molte realtà locali, la presenza di un medico esperto rappresenta l’unica barriera contro la chiusura di reparti essenziali come il pronto soccorso, la pediatria o la chirurgia d’urgenza. Senza il contributo dei medici over 70, la continuità assistenziale rischia di interrompersi, lasciando i cittadini senza punti di riferimento certi per la propria salute.

Medici mancanti. La scelta di richiamare o mantenere in servizio chi ha già raggiunto l’età pensionabile è stata, finora, una soluzione straordinaria a un problema strutturale. La mancanza di una programmazione efficace negli anni passati e il numero chiuso nelle facoltà di medicina hanno creato un vuoto generazionale che oggi costringe le regioni a cercare soluzioni d’emergenza per evitare il collasso delle strutture.

La proposta di legge regionale per la continuità assistenziale

Per far fronte a questa situazione critica, sta prendendo corpo una nuova proposta di legge regionale. L’obiettivo principale è quello di correre ai ripari dopo il vuoto normativo lasciato a livello nazionale. La norma punta a dare ai direttori generali delle aziende sanitarie provinciali (asp) la facoltà di assumere o confermare per un ulteriore anno i medici over 70, garantendo così la copertura dei turni e il funzionamento dei servizi minimi.

Questa deroga regionale permetterebbe di gestire la fase di transizione in attesa di nuovi concorsi o dell’ingresso in corsia di medici specializzandi. La priorità assoluta resta quella di non lasciare scoperti i servizi di assistenza, specialmente in quelle aree geografiche dove il reperimento di nuovo personale medico risulta particolarmente complesso a causa della scarsa attrattività delle sedi.

Costi e benefici della permanenza dei medici pensionati

Analizzando l’aspetto economico, il compenso di 100 euro l’ora per i medici che rientrano dalla pensione è oggetto di dibattito. Da un lato, rappresenta una spesa ingente per le amministrazioni pubbliche; dall’altro, è spesso l’unica alternativa al ricorso alle cosiddette “cooperative di gettonisti”, i cui costi possono essere ancora più elevati e la cui continuità non è sempre garantita.

Il beneficio immediato della presenza dei medici over 70 è la stabilità del servizio. Un medico che conosce già la struttura, i colleghi e il territorio offre una garanzia di qualità e sicurezza per il paziente che difficilmente può essere sostituita in tempi brevi. La proposta di legge regionale cerca quindi di bilanciare la necessità di far quadrare i bilanci con il dovere imprescindibile di erogare cure ai cittadini.

Le prospettive future per l’organico ospedaliero

Nonostante l’efficacia di queste misure tampone, è evidente che l’impiego dei medici senior non può essere la soluzione definitiva. Il sistema sanitario necessita di un ricambio generazionale profondo e di politiche che rendano nuovamente attrattivo il lavoro nel settore pubblico. La fuga verso il privato o verso l’estero sono fenomeni che devono essere contrastati con migliori condizioni lavorative e prospettive di carriera chiare.

Nel breve periodo, tuttavia, la flessibilità offerta dalla proposta di legge regionale appare come una strada obbligata. Permettere ai direttori delle asp di avvalersi dell’esperienza dei medici over 70 per un altro anno significa proteggere il diritto alla salute e dare respiro a un personale sanitario ormai stremato da anni di turni massacranti e carenze croniche.

L’intervento dell’On. Cannizzaro sulla questione dei medici di Polistena.

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