Caso Almasri.  L’Arma dei Carabinieri risponde alle accuse: “Nessuna rivincita, solo rispetto della legge”

L’Arma dei Carabinieri ha replicato con fermezza all’articolo pubblicato su “L’Unità” dal titolo “La rivincita dei Carabinieri esclusi dal caso Almasri”.

Nel comunicato diffuso oggi, 8 agosto 2025, dal Comando Generale, si smentiscono categoricamente le ricostruzioni contenute nell’articolo a firma di Paolo Comi.

Il Caso Almasri scuote anche una delle Istituzioni migliori e al di sopra delle parti, l’Arma dei Carabinieri,  che non fa politica naturalmente,  segue rigidamente i protocolli previste dalle leggi e non intende prendere parte alla ” bagarre ” del momento con la serietà che tutti le riconosciamo.

Una presa di posizione netta dell’Arma dei Carabinieri

Il Comando definisce l’articolo come “privo di fondamento” e “gravemente lesivo della dignità dell’Arma”.

Secondo quanto precisato, l’Arma dei Carabinieri non avrebbe mai agito per vendetta o rivincita. Tali concetti – si legge nella nota ufficiale – sono completamente estranei ai valori istituzionali dei Carabinieri.

Fatti e competenze nel caso Almasri

Nel caso citato, il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma ha agito su delega dell’Autorità giudiziaria.

Le attività condotte si sono limitate a semplici acquisizioni documentali, svolte nel pieno rispetto della legge e dei protocolli in vigore.

La professionalità dell’Arma dei Carabinieri è stata ribadita come punto centrale dell’operato, anche in contesti delicati come quello menzionato dal quotidiano.

Rispetto della magistratura e trasparenza

Il comunicato sottolinea inoltre il rispetto costante dei rapporti funzionali con la magistratura.

Ogni intervento dei Carabinieri è inserito in un contesto di piena collaborazione con l’autorità giudiziaria, senza deviazioni o iniziative arbitrarie.

Non c’è spazio, secondo l’Arma, per dinamiche extra-istituzionali, né per atteggiamenti mossi da spirito di rivalsa.

Parole e titoli inaccettabili secondo il Comando

Particolare disappunto è stato espresso per le espressioni utilizzate nell’articolo. Termini come “rivincita” o “vendetta” sono ritenuti non solo inappropriati ma anche dannosi.

Il rimando in prima pagina e il titolo a pagina 5 sono stati considerati fuorvianti e lesivi della reputazione del Corpo.

L’Arma dei Carabinieri ribadisce che queste narrazioni distorte possono influenzare negativamente l’opinione pubblica e minare la fiducia dei cittadini.

Difesa dell’onorabilità e dei valori dell’Arma

Nel corso della sua lunga storia, l’Arma ha sempre operato con onore, disciplina e fedeltà alle istituzioni democratiche.

Il comunicato rimarca l’intenzione di tutelare l’immagine del Corpo da ogni tentativo di delegittimazione mediatica.

“Continueremo a difendere il nostro lavoro da ricostruzioni giornalistiche infondate”, si legge nella conclusione del documento ufficiale.

Un caso che riaccende il dibattito sull’informazione

Questa vicenda riporta al centro il ruolo dell’informazione e la responsabilità dei media nel trattare temi sensibili come la giustizia e le forze dell’ordine.

La trasparenza dell’Arma dei Carabinieri viene opposta alla narrazione giornalistica ritenuta inadeguata.

Un confronto che potrebbe aprire a ulteriori chiarimenti, ma che evidenzia anche la necessità di equilibrio tra libertà di stampa e veridicità delle fonti.

Conclusioni

La ferma presa di posizione del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri conferma la volontà di proteggere il proprio operato e i propri uomini da attacchi ritenuti ingiustificati.

Con il caso Almasri ancora sotto i riflettori, la questione informativa si intreccia con quella istituzionale.

Per l’Arma, però, la linea è chiara: nessuna rivincita, solo il rispetto delle regole e il servizio ai cittadini.


Redazione – Notizie Forze dell’Ordine

 

 

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