21 Aprile 2026 18:42
Catania, allarme sicurezza: Fsp Polizia denuncia carenza di organico e accorpamento dei Commissariati
A Catania cresce la preoccupazione per la sicurezza. Il sindacato Fsp Polizia lancia un forte allarme: la lotta alla criminalità si svolge in condizioni critiche, aggravate da una grave carenza di organico.
La denuncia arriva dopo la decisione del Dipartimento di accorpare due Commissariati. Il Commissariato di Borgo Ognina sarà unito a quello di Nesima, mentre il Centrale verrà fuso con San Cristoforo. Una scelta che, secondo il sindacato, rischia di indebolire la presenza dello Stato sul territorio.
La carenza di organico e l’accorpamento dei Commissariati mettono a rischio i servizi essenziali. I poliziotti operano già in condizioni difficili, con turni estenuanti e mansioni al di là delle proprie qualifiche.
Servizi di Polizia sotto pressione
Giuseppe Sottile, segretario Fsp Polizia di Catania, ha spiegato che il territorio etneo soffre da tempo per la mancanza di personale. I pensionamenti non sono stati compensati da nuove assunzioni, e i rinforzi arrivati nel 2024 sono stati vanificati.
Nei Commissariati, il disagio è palpabile. Gli agenti sono costretti a coprire più ruoli, spesso senza le competenze specifiche richieste. Questo compromette l’efficacia dei servizi e aumenta il rischio operativo.
La situazione è critica anche per le attività amministrative. Il rilascio di passaporti, permessi di soggiorno, licenze e scorte richiede oltre 300 unità. Con gli attuali numeri, non è possibile garantire tutto.
Criminalità e legge del silenzio
Catania è un territorio ad alta densità criminale. La presenza delle mafie e la cosiddetta “legge del silenzio” rendono il lavoro della Polizia ancora più delicato.
Secondo Sottile, se i cittadini non si sentono protetti, prevale la paura. La fiducia nelle istituzioni si indebolisce, e la criminalità ne approfitta. Per questo è fondamentale rafforzare la presenza dello Stato.
Il sindacato chiede da tempo interventi straordinari. Servono programmi contro le infiltrazioni mafiose, potenziamento degli organici e maggiore visibilità delle forze dell’ordine.
Reazioni da Roma
Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato, ha commentato duramente la decisione del Dipartimento. Tagliare sulla sicurezza in territori come Catania è, secondo lui, una scelta irresponsabile.
Mazzetti sottolinea che lo Stato deve essere autorevole e visibile. I cittadini hanno diritto alla protezione, e i poliziotti devono poter lavorare in condizioni dignitose.
La sicurezza è il presupposto di ogni libertà e sviluppo. Arretrare significa abbandonare le comunità più fragili e lasciare spazio alla criminalità.
Il rischio dell’accorpamento
L’accorpamento dei Commissariati rischia di creare vuoti operativi. Ogni presidio ha una funzione specifica, legata al territorio e alle sue esigenze. Unire due strutture significa ridurre la capacità di intervento.
Il Commissariato di Borgo Ognina, ad esempio, ha competenze diverse rispetto a Nesima. Lo stesso vale per il Centrale e San Cristoforo. La fusione potrebbe generare confusione e rallentamenti.
Il sindacato teme che questa scelta sia dettata da logiche amministrative, senza considerare le conseguenze pratiche. La sicurezza non può essere gestita come un bilancio.
Appello alle istituzioni
Fsp Polizia chiede al Governo e al Ministero dell’Interno di rivedere la decisione. Serve un piano straordinario per Catania, con assunzioni mirate e investimenti nei Commissariati.
La città ha bisogno di più agenti, più mezzi e più risorse. Solo così si può garantire una risposta efficace alla criminalità e tutelare i diritti dei cittadini.
Il sindacato invita anche la società civile a mobilitarsi. La sicurezza è un bene comune, e va difesa con forza.
Conclusione
La carenza di organico e l’accorpamento dei Commissariati a Catania stanno generando forte preoccupazione. Il sindacato Fsp Polizia denuncia una situazione insostenibile, che rischia di compromettere la lotta alla criminalità.
In un territorio fragile, lo Stato deve rafforzare la sua presenza. La sicurezza non è un privilegio, ma un diritto. E va garantita con mezzi adeguati, personale qualificato e scelte responsabili.
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