Catania, l’emergenza precariato nella scuola diventa cronica: mancano 1.900 docenti
L’inizio dell’anno scolastico nel catanese si preannuncia in salita.
Secondo l’analisi dettagliata condotta dalla Federazione Gilda-Unams sui dati dell’Ambito territoriale etneo, sono quasi 1.900 le cattedre rimaste prive di un titolare.
La criticità maggiore si concentra sul fronte del sostegno, dove a fronte di oltre 3.000 posti iniziali restano da assegnare circa 1.431 cattedre intere, al netto delle conferme per continuità didattica.
Sommando i posti comuni e le ore frazionate, il sindacato stima un vuoto complessivo di 1.883 cattedre e quasi 2.900 ore scoperte.
Professor Giorgio La Placa, coordinatore provinciale della Federazione Gilda-Unams di Catania
“Non si possono continuare a trattare come temporanee esigenze che si ripetono ogni anno”
“Si tratta di numeri impressionanti, che descrivono una situazione non più emergenziale ma strutturale” – dichiara il Professor Giorgio La Placa, coordinatore provinciale della Federazione Gilda-Unams di Catania (fonte News Sicilia)
“Se ogni anno migliaia di posti devono essere coperti attraverso incarichi a tempo determinato, significa che la scuola ha un bisogno stabile di questi docenti”.
“Non è ragionevole continuare a trattare come temporanee esigenze che si ripetono sistematicamente“.
“Dietro ogni cattedra precaria c’è un docente che spesso lavora da anni nella scuola, ma è costretto a vivere nell’incertezza, partecipando continuamente a nuove procedure e cambiando sede – prosegue La Placa (fonte News Sicilia).
“Ci sono inoltre studenti e famiglie che hanno diritto alla continuità didattica e a un’organizzazione scolastica stabile fin dal primo giorno di lezione” (fonte News Sicilia).
Secondo il Sindacato, il ricorso continuo ai contratti con scadenza al 30 giugno o al 31 agosto rischia di minare la continuità didattica degli studenti, incide sulla condizione professionale degli insegnanti e costituisce un problema organizzativo per gli istituti.
La richiesta della Federazione : trasformare in organico di diritto tutti i posti che rispondono a esigenze consolidate, compresi i posti di sostegno.
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