​Il Modus Operandi della criminalità a Catania.

​Operazione “L’Angolo” a Catania: Smantellata Maxipiazza di Spaccio a San Giovanni Galermo

​Una vasta operazione antimafia e antidroga è stata condotta dalle Procure di Catania e dal Comando Provinciale dei Carabinieri. L’intervento, denominato Operazione “L’Angolo” a Catania, ha portato all’esecuzione di misure cautelari per 35 persone.

L’indagine  a Catania,  si è concentrata sullo smantellamento di una rete continuativa di spaccio di sostanze stupefacenti. La principale piazza di spaccio, che ha dato il nome all’operazione, era situata nel quartiere San Giovanni Galermo di Catania, in particolare nell’ambito di via Capo Passero.

​Questa complessa attività investigativa ha visto l’impiego di oltre 100 Carabinieri. Hanno partecipato diverse componenti specialistiche, tra cui il Nucleo Investigativo, il Nucleo Radiomobile, i Carabinieri Cinofili di Nicolosi, lo Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sicilia” e il 12^{\circ} Nucleo Elicotteri.

​L’obiettivo primario era colpire una strutturata attività di vendita e detenzione di droga. Le sostanze stupefacenti oggetto del commercio erano marijuana, cocaina e crack. L’indagine ha permesso di ricostruire un vero e proprio sistema di spaccio che operava su ben sette diverse piazze, tutte concentrate nella zona di San Giovanni Galermo.

​Le Misure Cautelari Emesse

​Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) presso il Tribunale di Catania ha emesso l’ordinanza di misura cautelare. Le misure sono state diversificate in base alla gravità indiziaria a carico dei 35 indagati.

​La misura più restrittiva, quella della custodia cautelare in carcere, è stata disposta per 17 persone. Tra i soggetti raggiunti da questa misura si contano nomi come Alessandro Arena, Rosario Arena, Francesco Bagli e Vincenzo La Piana.

​Per altre 14 persone è stata disposta la misura degli arresti domiciliari. Tra coloro che dovranno scontare la misura ai domiciliari vi sono Jonathan Giuseppe Bertolo, Angelo Cutugno, Gabriele De Fazio e altri.

​Infine, per 4 indagati è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Questi includono Simone Barbagallo, Giosuè Cante, Abdelmalik Khalkha e Riccardo Rossello.

​Al momento dell’emissione del comunicato, le ricerche erano ancora in corso per ulteriori cinque indagati da sottoporre a misura cautelare.

​Modus Operandi: Spaccio H24 e la Figura del “Patrozzo”

​L’indagine ha svelato un modus operandi estremamente organizzato e capillare. Il sistema di spaccio era caratterizzato da una continuità operativa che copriva l’intero arco della giornata e della settimana.

​Turni e Orari Prestabiliti

​Gli indagati avevano stabilito turni e orari fissi, garantendo l’attività di spaccio per 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Questa continuità era mantenuta a prescindere da qualsiasi condizione meteorologica. Questo dimostra l’elevato livello di organizzazione della rete criminale smantellata dall’Operazione “L’Angolo” a Catania.

​Il Ruolo del “Patrozzo”

​A capo di ogni turno vi era una figura chiave, convenzionalmente denominata “patrozzo”. Il “patrozzo” aveva il compito specifico di controllare la continuità operativa e l’efficienza complessiva dell’attività di spaccio.

​Le Vedette e le Ricetrasmittenti

​Per proteggere l’attività illecita, il gruppo si avvaleva di “vedette”. Queste persone erano pronte a segnalare l’eventuale presenza delle Forze dell’Ordine. La comunicazione tra i membri avveniva anche attraverso l’uso di apparati ricetrasmittenti.

​L’Aggravante dei Minori e i Precedenti

​Un aspetto particolarmente grave dell’indagine riguarda il coinvolgimento di soggetti minorenni nell’attività delittuosa. I fatti sono aggravati dalla circostanza che gli indagati si sarebbero avvalsi di minori per lo svolgimento delle attività.

​Coordinamento con la Procura per i Minorenni

​A riprova della gravità di questo aspetto, l’indagine è stata coordinata non solo dalla Procura Distrettuale, ma anche dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Catania.

​Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni aveva già emesso provvedimenti cautelari a novembre. Questi riguardavano 4 giovani che erano minorenni all’epoca dei fatti e indiziati di essere coinvolti nella medesima attività di spaccio. Le misure a loro carico includevano la custodia cautelare in un Istituto Penale Minorile e un collocamento in comunità.

​Recidiva Durante i Domiciliari

​L’indagine ha portato alla luce un ulteriore elemento di spregiudicatezza. Sulla base degli indizi raccolti, è emerso che tre indagati avrebbero continuato la loro attività di spaccio. Hanno agito benché fossero stati precedentemente sottoposti agli arresti domiciliari per fatti riconducibili allo stesso reato.

​I Riscontri delle Investigazioni

​L’attività investigativa, inizialmente condotta dai militari della Stazione di Sant’Agata li Battiati, si è sviluppata attraverso un intenso lavoro sul campo.

​Osservazione e Monitoraggio

​I Carabinieri hanno condotto attività di osservazione e monitoraggio delle aree di interesse. Tali attività sono state suffragate da riscontri oggettivi che hanno permesso di solidificare il quadro indiziario.

​Sequestri e Arresti in Flagranza

​I riscontri oggettivi includono diversi sequestri. Sono stati sequestrati droga, denaro e materiale utile al confezionamento delle dosi di sostanza stupefacente.

​Durante le investigazioni, a riscontro dell’attività illecita, si sono verificati due arresti in flagranza di reato. Questi arresti erano per “detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente”.

​Inoltre, sono state effettuate ben 38 segnalazioni amministrative. Tali segnalazioni sono state indirizzate nei confronti di soggetti acquirenti della sostanza stupefacente.

​La Chiusura delle Indagini

​Il comunicato stampa è stato emesso il 5 dicembre 2025. È stato firmato congiuntamente dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Carla Santacono, e dal Procuratore Distrettuale, Francesco Curcio. L’azione di coordinamento tra le due Procure sottolinea l’importanza e la complessità dell’indagine.

​L’Operazione “L’Angolo” a Catania rappresenta un duro colpo alla criminalità organizzata che gestiva il florido e pericoloso commercio di droga nel quartiere di San Giovanni Galermo. Le indagini hanno permesso di ricostruire e smantellare un sistema di spaccio attivo senza sosta e con un’organizzazione gerarchica ben definita.

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