15 Giugno 2026 23:10
Cecchini italiani in Bosnia: nuove rivelazioni da Gavazzeni
Un inquietante scambio di mail del 2024 riporta alla luce un presunto fenomeno di turismo armato durante la guerra in Bosnia.
Cecchini, lo scandalo. Secondo quanto riferito da Ezio Gavazzeni, ex giornalista e scrittore, un ex agente segreto avrebbe raccontato di aver appreso nel 1993 di gruppi di stranieri, tra cui italiani, coinvolti in attività di tiro contro civili. La vicenda è ora al centro di un’indagine della Procura di Milano.
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️ Le rivelazioni dell’ex 007 sui cecchini
Nel messaggio del 2024, l’ex 007 scrive di aver ricevuto documenti dal servizio di sicurezza militare bosniaco.
Durante l’interrogatorio di un volontario serbo catturato, emerse che cinque stranieri, di cui almeno tre italiani, avevano viaggiato da Belgrado alla Bosnia Erzegovina.
Questi individui sarebbero stati coinvolti in azioni armate durante l’assedio di Sarajevo. Il racconto è stato condiviso con gli ufficiali del Sismi (oggi Aisi) presenti a Sarajevo.
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Cecchini partiti da Trieste
Secondo la testimonianza, gruppi turistici di cecchini e cacciatori partivano da Trieste per raggiungere le colline attorno a Sarajevo.
L’obiettivo? Partecipare a quello che è stato definito un “safari umano”, sparando ai civili sotto assedio.
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L’esposto alla Procura di Milano
Ezio Gavazzeni ha presentato un esposto di 17 pagine alla Procura di Milano.
Nel documento si riportano testimonianze e fonti bosniache che indicano la presenza di italiani tra i cosiddetti “cecchini del weekend”.
Questi individui, secondo l’accusa, avrebbero pagato somme ingenti per partecipare all’assedio e sparare “per divertimento”.
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Una vicenda atroce e surreale
La storia, per quanto incredibile, è supportata da diverse fonti.
L’ex agente segreto, citato da Gavazzeni, afferma che il fenomeno era noto già nel 1993.
Le informazioni furono condivise con i servizi italiani, ma non risultano indagini avviate all’epoca.
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⚖️ I reati ipotizzati
La Procura di Milano ha aperto un’indagine per omicidio plurimo aggravato dai motivi abietti e dalla crudeltà.
L’inchiesta punta a identificare i responsabili e chiarire il ruolo degli italiani coinvolti.
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Il contesto storico
L’assedio di Sarajevo, durato dal 1992 al 1996, è stato uno degli episodi più cruenti della guerra in Bosnia.
Oltre 11.000 civili persero la vita.
La presenza di “turisti della guerra” aggiunge un ulteriore strato di orrore a quella tragedia.
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Trieste come punto di partenza
La città di Trieste emerge come snodo logistico per questi presunti viaggi.
Secondo le fonti, da lì partivano gruppi organizzati diretti in Bosnia.
Un dettaglio che potrebbe rivelarsi cruciale per le indagini.
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️ Le reazioni pubbliche
La notizia ha suscitato indignazione.
Molti chiedono che venga fatta piena luce sulla vicenda e che i responsabili siano perseguiti.
La memoria delle vittime dell’assedio merita giustizia.
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Conclusioni
Le rivelazioni di Gavazzeni e dello scambio di mail del 2024 riaprono una pagina oscura della storia europea.
La presenza di cecchini italiani in Bosnia durante l’assedio di Sarajevo è ora oggetto di indagine.
La verità, se confermata, potrebbe avere conseguenze giudiziarie e morali di grande portata.
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