9 Marzo 2026 14:37
Gestione centri accoglienza migranti: indagini e sequestri in Lombardia e altre province da parte dei NAS.
Indagine nazionale sulla gestione centri accoglienza migranti
Il 1° ottobre 2025, i Carabinieri del NAS di Firenze hanno eseguito un’operazione su scala nazionale. Al centro dell’inchiesta: la gestione centri accoglienza migranti in Lombardia e in altre province italiane.
Cinque persone sono state raggiunte da misure cautelari. Sequestrati beni per oltre 720.000 euro. Le province coinvolte sono Pistoia, Arezzo, Avellino, Pavia e Salerno.
Accuse gravi: frode, truffa e concussione per i Centri accoglienza stranieri
Gli indagati sono amministratori e collaboratori di una società attiva nel settore dell’accoglienza. Le accuse sono pesanti: concussione, frode nelle forniture pubbliche, truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologiche.
Secondo gli investigatori, i richiedenti asilo venivano minacciati e costretti a firmare documenti falsi. In cambio, ricevevano cibo o servizi minimi.
Come è nata l’indagine sui Centri accoglienza stranieri
L’inchiesta è partita nel dicembre 2023. Un’ispezione al Centro di Accoglienza Straordinario di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, ha rivelato condizioni igieniche gravissime.
Gli ospiti vivevano tra muffe, liquami e sporcizia. Mancavano riscaldamento e acqua calda. Da lì, l’indagine si è estesa ad altri centri in tutta Italia.
Servizi promessi ma mai erogati
Le convenzioni con le Prefetture prevedevano assistenza sanitaria, mediazione culturale, supporto psicologico, alfabetizzazione e pocket money giornaliero.
In realtà, molti di questi servizi non venivano forniti. I migranti non ricevevano né cure mediche né supporto psicologico. Il pocket money era spesso assente.
Documenti falsi e presenze inventate
La società presentava documenti falsi per ottenere i rimborsi. Gli operatori attestavano la loro presenza nei centri anche quando si trovavano altrove.
In alcuni casi, le stesse fatture venivano inviate a più Prefetture. Questo ha generato rimborsi doppi e un danno economico rilevante per lo Stato.
Minacce e pressioni sui migranti
Chi protestava veniva punito. Alcuni richiedenti asilo hanno raccontato di essere rimasti giorni senza cibo per essersi rifiutati di firmare fogli falsi.
Gli operatori promettevano pasti solo in cambio della firma. Una gestione coercitiva e disumana, che ha negato diritti fondamentali.
Casi simili anche in Lombardia
In Lombardia, la società gestiva centri a Montù Beccaria, Santa Maria della Versa e Pavia. Anche qui sono emerse gravi carenze.
Mancanza di cibo, condizioni igieniche precarie e servizi non erogati. Il metodo era lo stesso adottato in altre province italiane.
Sequestri e danno allo Stato
Il sequestro preventivo ha colpito beni per oltre 720.000 euro. Tra il 2022 e il 2024, la società aveva ricevuto più di 1,2 milioni di euro dalle Prefetture.
Il danno allo Stato è stato aggravato dalla duplicazione delle fatture e dalla falsa attestazione dei servizi.
Conseguenze per i migranti
I richiedenti asilo hanno vissuto in condizioni di disagio e insicurezza. La mancanza di servizi ha compromesso la loro salute e la possibilità di integrazione.
La società ha perseguito un fine lucrativo, ignorando il benessere degli ospiti e l’interesse pubblico.
Prefetture e forze dell’ordine in sinergia
Le Prefetture coinvolte hanno collaborato con i Carabinieri del NAS. Hanno fornito documenti e supporto alle indagini.
In alcuni casi, sono stati disposti sgomberi dei centri. Un segnale forte contro la gestione irregolare dell’accoglienza.
Controlli e trasparenza: una necessità urgente
Il caso della gestione centri accoglienza migranti evidenzia l’urgenza di controlli rigorosi. La trasparenza nella gestione dei fondi pubblici è fondamentale.
Solo così si può garantire dignità ai migranti e tutelare lo Stato. L’accoglienza deve essere un servizio serio, umano e responsabile.
Nota finale
Le misure cautelari sono state adottate nella fase preliminare. Gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale condanna definitiva.
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