14 Aprile 2026 15:21
Ciclone Harry, l’allarme dei Sindaci alla Camera: “Emergenza finita, ma la ricostruzione è ferma. Stagione estiva a rischio”
Ciclone Harry ricostruzione
L’appello degli amministratori locali: oltre l’emergenza c’è il vuoto dopo il ciclone Harry.
A due mesi dal passaggio devastante del ciclone Harry, il bilancio dei danni inizia a mostrare il suo volto più duro: quello dell’incertezza economica. Durante l’audizione in commissione Ambiente alla Camera dei Deputati, i sindaci dei territori più colpiti — tra Calabria, Sicilia e Sardegna — hanno lanciato un grido d’allarme unanime. Se la fase del primo soccorso è stata gestita con efficacia, il “dopo” spaventa chi deve garantire la ripartenza di intere comunità.
Il messaggio è chiaro: senza risorse immediate, meno burocrazia e una governance certa, il rischio non è solo quello di avere infrastrutture fragili, ma di veder naufragare la stagione turistica 2026, polmone vitale per l’economia del Mezzogiorno.
Tito Nastasi (Melito Porto Salvo): “Serve sburocratizzare per mettere a terra i progetti”
Tito Nastasi, sindaco di Melito di Porto Salvo (RC), ha aperto il giro di interventi con una riflessione pragmatica sulla gestione post-evento. “Abbiamo affrontato bene la fase emergenziale, è stata superata, ma adesso dobbiamo verificare il dopo e il dopo mi preoccupa tantissimo”, ha dichiarato Nastasi.
Il nodo centrale resta la capacità di spesa. Il sindaco ha chiesto con forza la possibilità di “mettere a terra i progetti”, abbattendo quei lacci burocratici che spesso paralizzano i piccoli comuni anche quando i fondi vengono stanziati. La richiesta è semplice ma fondamentale: procedure snelle per trasformare i finanziamenti in cantieri aperti.
Cateno De Luca (Taormina): “Due miliardi di indotto a rischio per il turismo”
Particolarmente duro l’intervento di Cateno De Luca, sindaco di Taormina, che ha parlato a nome del distretto turistico che comprende anche Letojanni e Giardini Naxos. Qui, il ciclone Harry ha colpito il cuore pulsante dell’economia siciliana: gli stabilimenti balneari.
“Stiamo rischiando di compromettere la stagione estiva”, ha avvertito De Luca, quantificando in circa 2 miliardi di euro il valore del PIL collegato all’indotto balneare del distretto. Molte strutture sono state letteralmente rase al suolo e oggi tentano una faticosa risalita solo grazie agli sforzi economici diretti dei Comuni.
De Luca ha inoltre sollevato una questione di governance: la mancata previsione di subcommissari nell’ordinanza attuale. “Per noi è una grave carenza considerato l’ampio numero di Comuni coinvolti”, ha sottolineato, evidenziando come una gestione troppo centralizzata rischi di rallentare i soccorsi amministrativi.
Sicilia e Calabria: la richiesta di sospensione dei tributi e dei mutui
Il fronte dei sindaci si è poi compattato su una serie di emendamenti proposti dalle sezioni regionali dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Danilo Lo Giudice, sindaco di Santa Teresa di Riva, ha rincarato la dose: “Bisogna organizzare la ricostruzione, perché ancora non se ne parla completamente”.
Le proposte di ANCI Calabria
Simona Scarcella, presidente di Anci Calabria, ha presentato alcune proposte di emendamento al Dl Maltempo (Dl ristori) per dare ossigeno alle casse degli enti locali:
* Rinvio dei mutui: Spostare al 2027 il pagamento delle rate in scadenza nel 2026 per i mutui contratti con il MEF.
* Sospensione fiscale: Prorogare lo stop agli adempimenti e ai versamenti tributari e contributivi per i cittadini e le imprese colpite.
Focus su Niscemi e la gestione IMU
Per la Sicilia, il presidente regionale ANCI Paolo Amenta ha posto l’accento sulla situazione di Niscemi, proponendo l’esclusione del pagamento IMU per tutti quei fabbricati che, a causa del disastro, sono stati dichiarati inagibili. Un atto di giustizia fiscale per chi ha perso l’uso della propria proprietà.
Sardegna: la gestione della poseidonia come rifiuto
Anche la Sardegna ha portato le sue istanze in Commissione. Daniela Falconi, presidente di Anci Sardegna, ha sollevato un problema specifico ma cruciale per la ripartenza delle spiagge: la gestione della poseidonia.
A causa delle mareggiate portate dal ciclone Harry, enormi quantità di alghe si sono riversate sui litorali. La Falconi ha chiesto l’istituzione di un fondo specifico per la gestione di questo materiale, che attualmente viene classificato e gestito come rifiuto, con costi enormi per le amministrazioni comunali che devono ripulire i litorali in vista dell’estate.
Conclusione: una corsa contro il tempo
Il verdetto dei sindaci è unanime: il tempo delle pacche sulle spalle è finito. Se il Governo non interverrà rapidamente inserendo le modifiche richieste nel DL Maltempo, il Sud Italia rischia di pagare un prezzo altissimo non solo in termini di danni strutturali, ma di mancato sviluppo economico per gli anni a venire.
La ricostruzione non può essere solo un concetto astratto, deve diventare un piano operativo fatto di fondi certi e regole chiare. La stagione estiva è alle porte e, per molti comuni, rappresenta l’unica possibilità di ripresa.








