Cina, Europa troppo debole, Delmastro: no ai prodotti del Xinjiang,

DENUNCIA DELL'ON.DELMASTRO

Cina, Europa troppo debole, Delmastro:  no ai prodotti del Xinjiang,
foto tratta dal sito di ISPI
chesini garden
chesini garden
chesini garden

"Siamo stupefatti del parere contrario del governo sull'odg di Fratelli d'Italia che chiede di rendere piu' efficaci le norme sulla sicurezza alimentare nei confronti della Cina, vietando l'importazione e la commercializzazione di prodotti provenienti dai campi di educazione dello Xinjiang, dove si sta compiendo il genocidio uiguro".

La questione si trascina da tempo  e le associazioni per la tutela dei diritti umani non dermodono, ma anche il mondo occidentale.

 Nello Xinjiang non vi è alcun crimine di genocidio. Il vero problema è che le politiche etniche del governo vanno da un estremo a un altro: passano da una situazione di troppi benefici concessi alle minoranze musulmane all’inflessibile repressione nei loro confronti. È la posizione di alcuni esperti cinesi citati ieri dal South China Morning Post

Emergono particolari inquietanti,  campi di lavoro nella regione, dove centinaia di migliaia di uiguri, kazaki e kirghisi sarebbero impiegati con la forza, soprattutto nella raccolta del cotone.

Durante la Presidenza di Donald Trump, il Segretario di Stato Mike Pompeo ha utilizzato la parola "genocidio".

La confusione tra terroristi ed estremisti che rivendicano la separazione della Cina, ha indotto la forte repressione, e si sono mischiate rivendicazioni eocnomiche con quelle politiche.

La Cina lo ha sempre considerato un problema interno su cui non vuole interferenze.