14 Gennaio 2026 06:28
Clan Strisciuglio Bari, 12 misure cautelari
Clan Strisciuglio Bari: operazione dei Carabinieri nel quartiere San Paolo
Clan Strisciuglio Bari. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha annunciato un’importante operazione antimafia.
I Carabinieri del Comando Provinciale hanno eseguito misure cautelari nei confronti di 12 persone.
L’indagine ha colpito il cuore del quartiere San Paolo, roccaforte storica della consorteria criminale.
Clan Strisciuglio Bari: le misure cautelari
Nella prima mattinata, i militari hanno operato a Bari, Triggiano e in diversi istituti penitenziari.
Sono stati coinvolti Lecce, Trani, Larino, Napoli, Lanciano, San Gimignano e Viterbo.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal G.I.P. su richiesta della D.D.A. di Bari.
I 12 indagati sono accusati di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni e armi clandestine.
L’indagine “Lockdown”
L’operazione è stata denominata “Lockdown”.
È stata condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Bari San Paolo.
Il periodo investigativo va dal settembre 2019 al maggio 2023.
L’indagine rappresenta un approfondimento dell’inchiesta “Vortice – Maestrale”.
La struttura del clan
Le indagini hanno ricostruito l’assetto organizzativo del clan Strisciuglio.
Ruoli precisi, riti di affiliazione e regole condivise.
I sodali erano “battezzati” con rituali mafiosi e giuramenti.
Il predominio sul territorio si esercitava con traffico di droga ed estorsioni ai cantieri.
I manoscritti e i riti di affiliazione
Sono stati rinvenuti documenti scritti a mano.
Contenevano formule e rituali di affiliazione.
Un vero e proprio codice interno della “società camorristica”.
Un patrimonio criminale che conferma la forza del clan.
Summit di mafia durante il lockdown
Nei mesi di restrizioni per il covid-19, il clan non si è fermato.
Sotto i portici delle case popolari si tenevano summit mafiosi.
Si decidevano pestaggi, intimidazioni e sparatorie.
Il quartiere San Paolo restava la roccaforte del gruppo.
Gli scontri con la famiglia Vavalle
Gli Strisciuglio hanno avuto attriti con la famiglia Vavalle.
Storica antagonista nel rione San Paolo.
Nel marzo 2020 si sono verificati colpi d’arma da fuoco.
Sono stati colpiti un bar, un’autovettura e una macelleria.
Il traffico di droga e le “cupe”
Il clan gestiva un imponente traffico di stupefacenti.
Usava luoghi di stoccaggio abilmente occultati, le cosiddette “cupe”.
Qui sono stati trovati droga, armi da guerra e denaro contante.
Su alcune banconote erano scritti i nomi degli affiliati.
La cassa comune del clan
I proventi delle attività illecite confluivano in una cassa comune.
Servivano per acquistare nuove partite di droga.
Venivano usati per l’assistenza legale dei sodali arrestati.
Garantivano sostegno ai detenuti e alle loro famiglie.
Le comunicazioni dai penitenziari
I vertici del clan impartivano ordini anche dal carcere.
Usavano familiari come tramite e cellulari detenuti illegalmente.
Ricevevano aggiornamenti quotidiani sulle dinamiche criminali.
La catena di comando restava attiva e organizzata.
La contabilità del sabato
Ogni sabato i referenti principali si riunivano.
Si faceva la contabilità degli affari illeciti.
I proventi venivano ripartiti tra i sodali.
Un sistema piramidale con regole precise e condivise.
La fase delle indagini preliminari
Il procedimento è ancora nelle indagini preliminari.
Seguiranno gli interrogatori di garanzia.
La colpevolezza dovrà essere accertata in sede dibattimentale.
Il contraddittorio con la difesa resta fondamentale.
Conclusione
L’operazione contro il clan Strisciuglio Bari segna un passo importante.
La Procura e i Carabinieri hanno colpito un’organizzazione radicata nel territorio.
Il quartiere San Paolo resta al centro della lotta antimafia.
La giustizia farà il suo corso, nel rispetto delle regole e del contraddittorio.
Un segnale forte contro la criminalità organizzata e a favore della legalità.
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