12 Giugno 2026 00:31
La Colombia di Trump: tra minacce dirette ed espansionismo statunitense. Analisi geopolitica
La Colombia di Trump si trova oggi al centro di una delle fasi più delicate della geopolitica latinoamericana degli ultimi decenni. Tra minacce dirette, retorica muscolare e un rinnovato espansionismo statunitense, Bogotá è chiamata a difendere la propria sovranità senza rompere un’alleanza storica con Washington.
L’operazione militare statunitense in Venezuela di inizio gennaio 2026 e la successiva telefonata tra Donald Trump e Gustavo Petro hanno segnato un punto di svolta che va ben oltre le relazioni bilaterali: in gioco vi è l’equilibrio politico e giuridico dell’intero continente latinoamericano.
Colombia alla prova: l’8 gennaio 2026 e la telefonata Petro–Trump
L’8 gennaio 2026 resterà probabilmente una data spartiacque per la Colombia di Trump. A pochi giorni dall’operazione militare statunitense denominata Operation Absolute Resolve, che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie, i rapporti tra Washington e Bogotá hanno subito una tensione senza precedenti.
La prima conversazione telefonica tra Trump e il presidente colombiano Gustavo Petro si è svolta in un clima di forte sospetto. Il colloquio, durato circa un’ora, ha toccato due dossier chiave: il futuro del Venezuela e la lotta al narcotraffico. Petro ha insistito sull’importanza della diplomazia, affermando che “dove non c’è dialogo, c’è la guerra”, e ha chiesto il ripristino di canali istituzionali tra i ministeri degli Esteri.
Trump, pur definendo il colloquio “onorevole”, ha lasciato intravedere una linea dura che ha alimentato timori concreti a Bogotá.
Dall’operazione in Venezuela alla minaccia per Bogotá
L’operazione statunitense in Venezuela è stata presentata da Washington come un’azione di law enforcement internazionale contro narcotraffico e terrorismo. Tuttavia, l’uso di attacchi aerei e forze speciali ha provocato vittime civili e militari, suscitando una condanna quasi unanime della comunità internazionale.
Nel contesto della Colombia di Trump, il punto più critico è arrivato quando il presidente statunitense ha accusato Bogotá di essere sotto il controllo di un “presidente malato” e di tollerare una produzione di droga destinata agli Stati Uniti. Accuse respinte con fermezza da Petro, che le ha definite disinformazione e ingerenza.
Secondo dichiarazioni successive del presidente colombiano, Trump avrebbe persino accennato alla possibilità di “fare cose brutte” contro la Colombia, un’espressione che ha amplificato il senso di vulnerabilità nazionale.
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Rischi e vulnerabilità dell’America Latina
Il caso della Colombia di Trump evidenzia almeno tre rischi strutturali per l’intera America Latina.
Erosione della sovranità nazionale
L’azione unilaterale degli Stati Uniti in Venezuela è stata interpretata da numerosi governi come una violazione del principio di sovranità sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. In sede ONU, Paesi come Brasile, Cuba e la stessa Colombia hanno denunciato l’operazione come una pericolosa aggressione.
Esportazione del conflitto
La narrativa che lega narcotraffico e diritto di intervento militare rischia di creare un precedente destabilizzante. In una regione già segnata da decenni di violenza legata alla guerra alla droga, l’ipotesi di interventi diretti contro governi sovrani alimenta instabilità e polarizzazione.
Rottura di alleanze storiche
La Colombia è da decenni uno dei principali alleati degli USA. Tuttavia, la crescente diffidenza reciproca mette a rischio una cooperazione che ha rappresentato un pilastro della sicurezza regionale.
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Il giudizio europeo e globale sull’intervento statunitense
In Europa, la reazione all’operazione americana è stata fortemente critica. Il Parlamento Europeo e diversi governi, tra cui la Francia, hanno condannato l’intervento come una violazione del diritto internazionale.
Pur riconoscendo la complessità della lotta al narcotraffico, l’Unione Europea ha sottolineato che solo la cooperazione multilaterale può garantire stabilità duratura. In questo quadro, Bruxelles valuta iniziative diplomatiche e misure mirate per rafforzare il rispetto della sovranità in America Latina.
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Evoluzione possibile delle relazioni USA–Colombia
La telefonata dell’8 gennaio è stata interpretata come un tentativo di de-escalation, ma non risolve le tensioni di fondo.
Diplomazia bilaterale
Petro continua a spingere per il dialogo, cercando un equilibrio tra collaborazione antinarcotici e difesa della sovranità nazionale.
Tensioni interne in Colombia
Le minacce esterne hanno rafforzato il nazionalismo interno, ma hanno anche esposto Petro alle critiche dell’opposizione, che lo accusa di aver indebolito i rapporti con un alleato chiave.
Quadro multilaterale
Bogotá ha chiesto di portare la crisi davanti a organismi come ONU e OSA, nel tentativo di evitare soluzioni unilaterali.
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Un interventismo con radici storiche profonde
La Colombia di Trump non può essere compresa senza uno sguardo alla storia dell’interventismo statunitense in America Latina. Dalla Dottrina Monroe del 1823 al Corollario Roosevelt del 1904, gli Stati Uniti hanno spesso giustificato l’uso della forza come strumento di stabilizzazione regionale.
Nel corso del Novecento, interventi diretti e indiretti — dal Cile del 1973 al Nicaragua degli anni ’80 — hanno lasciato cicatrici profonde nella memoria collettiva latinoamericana.
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Il Venezuela come epicentro simbolico del conflitto
Il Venezuela rappresenta oggi un nodo strategico non solo per le accuse di narcotraffico, ma anche per la competizione globale tra Stati Uniti, Cina e Russia. Le sanzioni, le operazioni militari e l’isolamento diplomatico hanno trasformato Caracas in un simbolo di confronto geopolitico.
Per la Colombia, confinante e storicamente coinvolta nelle dinamiche venezuelane, questo scenario aumenta i rischi di spillover del conflitto.
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Colombia tra cooperazione storica e nuove paure
La cooperazione antinarcotici tra Colombia e Stati Uniti, culminata nel Plan Colombia, ha rappresentato per anni un modello di alleanza strategica. Tuttavia, la minaccia di azioni militari unilaterali segna una rottura rispetto a quel paradigma.
La Colombia di Trump si trova ora a bilanciare cooperazione e dissenso, evitando di diventare il prossimo teatro di un intervento diretto.
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Violazioni del diritto internazionale e reazioni globali
L’assenza di un mandato ONU per l’operazione in Venezuela ha rafforzato la percezione di una violazione del diritto internazionale. Molti osservatori temono che questo precedente possa minare l’intero sistema di garanzie multilaterali.
Per la Colombia, tradizionale alleato degli USA, la sfida è duplice: mantenere relazioni strategiche senza legittimare un modello di intervento che potrebbe ritorcersi contro di essa.
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Conclusione: la Colombia di Trump tra realpolitik e rischio sistemico
La Colombia di Trump si trova oggi a un bivio storico. Da un lato, la necessità di cooperare con la principale potenza mondiale; dall’altro, l’urgenza di difendere sovranità, diritto internazionale e stabilità regionale.
Trump appare come un leader che privilegia la forza e la deterrenza, incarnando un modello di potere che richiama il leone machiavelliano. Tuttavia, come ricordava Machiavelli, governare richiede anche l’astuzia della volpe. Limitarsi alla forza può generare consenso immediato, ma rischia di produrre instabilità duratura.
Il modo in cui Washington e Bogotá gestiranno questa crisi definirà non solo il futuro della Colombia, ma l’assetto geopolitico dell’America Latina nei prossimi anni.
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Fonte. Dott. Yari Lepre Marrani
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Yari Lepre Marrani chi è?
Il percorso intellettuale di Yari Lepre Marrani: tra diritto, storia e poesia
L’intreccio tra formazione giuridica e passione umanistica
La figura di Yari Lepre Marrani rappresenta un esempio significativo di come la formazione tecnica e la sensibilità artistica possano convivere e alimentarsi a vicenda. Nato a Milano nel 1982, Marrani ha costruito un percorso accademico solido, culminato inizialmente con la laurea in giurisprudenza presso l’Università degli studi di Milano-Bicocca. Questa base giuridica ha segnato la sua carriera professionale come consulente legale e specialista nel recupero crediti, fornendogli gli strumenti analitici necessari per comprendere le dinamiche strutturali della società contemporanea.
Tuttavia, il richiamo delle discipline umanistiche è sempre rimasto una costante nel suo percorso. Nel 2018, Yari Lepre Marrani ha conseguito una seconda laurea in scienze storiche presso l’Università Statale di Milano, un traguardo che ha formalizzato una passione coltivata sin dall’infanzia. Questo dualismo tra la precisione del diritto e la profondità della storia ha permesso all’autore di sviluppare una visione del mondo complessa, capace di unire il rigore scientifico a una profonda introspezione emotiva.
La scrittura, per Marrani, non è solo una professione o un hobby, ma una vera e propria ragione di vita. Manifestatasi già all’età di sette anni, questa urgenza espressiva si è poi incanalata nelle prime collaborazioni giornalistiche e poetiche, trovando una voce matura e autorevole nel panorama culturale italiano attuale.
L’impegno giornalistico e l’analisi geopolitica
Nel 2021, l’iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti ha segnato l’inizio di una fase di intensa produzione saggistica e collaborativa. Yari Lepre Marrani collabora oggi con numerose testate di rilievo nazionale e locale, tra cui l’Avanti, la Prealpina e l’Occidentale. Proprio su quest’ultima testata, diretta da Gaetano Quagliariello, Marrani ha saputo distinguersi per la capacità di attualizzare il pensiero storico-giuridico, come dimostrato dalla sua recente trilogia sui documenti costituzionali inglesi, dalla Magna Charta al Bill of Rights.
Oltre all’analisi storica, il suo contributo si estende alla geopolitica attraverso la collaborazione settimanale con Notizie Geopolitiche (NG). In questo contesto, Marrani opera come analista indipendente, cercando di interpretare i conflitti e le tensioni odierne partendo dalle radici storiche degli eventi. Il suo stile, definito spesso come perentorio e innovativo, non si limita alla cronaca, ma cerca di offrire al lettore una chiave di lettura profonda che colleghi il passato alle sfide del presente.
Particolarmente degni di nota sono i suoi saggi brevi su figure centrali della cultura italiana, come Alessandro Manzoni e Cesare Beccaria. Questi lavori, pubblicati su testate come Stampa Parlamento e Vivere Milano, dimostrano un interesse viscerale per l’erudizione e la difesa dei valori di emancipazione sociale e morale, ideali che lo hanno portato a collaborare anche con il Pensiero Mazziniano, l’organo ufficiale dell’Associazione Mazziniana Italiana.
La voce poetica: dalla natura al Premio Strega
Accanto all’attività di saggista, Yari Lepre Marrani ha sviluppato una carriera poetica di grande impatto emotivo. La sua produzione letteraria è iniziata con la pubblicazione di sillogi che esplorano il rapporto simbiotico tra l’uomo e la natura. Le opere “Quel sentiero in mezzo al bosco” e “Liriche crepuscolari” hanno ricevuto un’accoglienza calorosa, portando l’autore a presentare i suoi lavori in prestigiosi circoli letterari come il Rotary Club Milano e il Circolo Volta, oltre a ottenere visibilità su canali televisivi e radiofonici nazionali.
La consacrazione letteraria è arrivata con le pubblicazioni più recenti. Nel novembre 2024, la raccolta “I canti di un pellegrino” è stata candidata al prestigioso Premio Strega Poesia 2025, confermando la qualità e l’originalità del suo stile. A stretto giro, nel dicembre dello stesso anno, è uscita la silloge “L’occhio del sole”, pubblicata con Nulla die edizioni.
La critica ha analizzato con attenzione la sua metrica e le sue scelte stilistiche. Alfonso Maria Petrosino, sulla rivista Poesia del nostro tempo, ha evidenziato come i versi di Marrani siano caratterizzati da una certa assertività e da un uso sapiente di figure retoriche classiche, come le anastrofi e le apocopi. La sua poesia è stata definita come “versi da pulpito”, a sottolineare una modulazione quasi sacrale e una fede profonda che traspare dalle immagini di arcangeli e tramonti che annunciano aurore.
Empatia e resilienza come filosofia di vita
Oltre ai successi professionali e letterari, la figura di Yari Lepre Marrani è definita da un carattere volitivo e da una forte carica empatica. La sua biografia rivela un uomo che non ha mai ceduto al concetto di resa, trasformando le prove emotive affrontate nel corso della vita in una fonte di ispirazione per la sua scrittura. La sua sensibilità, nutrita sin dall’infanzia dal contatto con la natura e le montagne, si traduce in una ricerca costante di equilibrio interiore.
L’interesse per gli scacchi, praticati fin dall’adolescenza con successo in tornei juniores, riflette ulteriormente la sua propensione per il pensiero strategico e la riflessione profonda, doti che riversa quotidianamente sia nella consulenza legale che nell’analisi politica. Questa combinazione di logica e creatività rende Marrani una figura poliedrica nel panorama intellettuale contemporaneo.
Oggi, Marrani continua a contribuire al dibattito culturale italiano, mantenendo una presenza attiva anche su piattaforme digitali come WikiPoesia, dove è inserito tra i poeti contemporanei. La sua carriera è la dimostrazione di come la passione per la cultura e l’erudizione possano diventare un ponte tra la storia dei grandi pensatori del passato e la complessità del mondo moderno.
Contatti e Approfondimenti
Per chi desiderasse seguire le attività editoriali e poetiche di Yari Lepre Marrani, è possibile consultare i suoi contributi sulle principali testate giornalistiche citate o contattarlo direttamente tramite i canali ufficiali.







