Manipolazione mentale soldati italiani, il generale Masiello: presto un vademecum contro la guerra cognitiva

Manipolazione mentale soldati italiani è l’allarme lanciato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello. Quando il campo di battaglia è la mente umana, presto ai soldati un vademecum sulla guerra cognitiva. Disinformazione, social e IA possono influenzare percezioni e comportamenti. Fonte certa e ufficiale, intervista a SkyTG24 durante il Forum Ambrosetti di Cernobbio dal 4 al 6 settembre.

Fra le diverse forme di guerra ibrida c’è anche la parte cognitiva. Mi devo preoccupare degli attacchi verso i nostri soldati, che ci sono. Io stesso ho ricevuto alcune email di sedicenti soldati russi, che dal fronte dicevano di volere la pace e di combattere per la pace. Sono le parole del generale Masiello a SkyTG24, riprese da fonte ufficiale.

C’è questo tentativo di influenzare le menti. È un problema culturale, abbiamo realizzato un vademecum che distribuiremo presto per far comprendere ai soldati l’importanza di questa guerra cognitiva. Un annuncio che riguarda tutti i militari italiani.

La guerra ibrida è una realtà in corso, che si manifesta attraverso i problemi con i gps, con gli sconfinamenti di droni, con attacchi cyber. E con la guerra cognitiva, cioè la manipolazione mentale. Così Masiello spiega in parole semplici cosa sta accadendo.

Cos’è la manipolazione mentale dei soldati, la guerra cognitiva spiegata semplice

Chiamiamola con il nome che capiscono tutti, manipolazione mentale. Gli esperti la chiamano guerra cognitiva o cognitive warfare. Ma il concetto è semplice, ti fanno credere una cosa falsa per farti fare una scelta sbagliata.

Secondo la Nato Allied Command Transformation, fonte ufficiale, la guerra cognitiva mira direttamente ai processi mentali, percezione, giudizio, emozioni, fiducia. Non fa distinzione tra civili e militari. Non punta solo a farti credere che una notizia è vera, punta a cambiare il modo in cui vedi il mondo.

Come funziona? Internet, social network, algoritmi, intelligenza artificiale, campagne di disinformazione, propaganda. Sfruttano emozioni, paure, pregiudizi. Se sei stanco, se sei arrabbiato, se non ti fidi più delle istituzioni, sei più facile da manipolare. L’obiettivo è erodere la fiducia nei media, polarizzare l’opinione pubblica, condizionare decisioni politiche.

Generale Masiello, le email dei finti soldati russi e l’allarme manipolazione

Il generale Carmine Masiello ha raccontato a SkyTG24 al Forum Ambrosetti di Cernobbio di aver ricevuto email di sedicenti soldati russi. Dicevano di volere la pace. Un messaggio che fa leva sull’empatia. È manipolazione mentale allo stato puro.

Fonte certa, testimonianza diretta del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Non è un’ipotesi. Gli attacchi ci sono, ha detto Masiello. Mi devo preoccupare degli attacchi verso i nostri soldati.

Secondo fonti ufficiali del Ministero della Difesa e del Dis, Dipartimento informazioni per la sicurezza, negli ultimi mesi sono aumentati i tentativi di contatto verso militari italiani. Email, messaggi su social, profili falsi. Chiedono informazioni, creano amicizie, diffondono paura.

Il vademecum dell’Esercito contro la manipolazione mentale, cosa conterrà

Il vademecum annunciato da Masiello sarà una guida pratica per i soldati italiani, per riconoscere quando qualcuno sta cercando di manipolarli. In attesa di comunicato ufficiale dello Stato Maggiore dell’Esercito per i dettagli.

Distinguiamo tra fatti e congetture. Fattuale, il vademecum è stato realizzato e sarà distribuito presto. Lo ha detto il generale a SkyTG24. Congettura, il contenuto preciso, che non è ancora pubblico. In attesa di comunicato ufficiale.

Da quanto filtra da ambienti istituzionali, la guida conterrà tre parti. Come funziona la manipolazione mentale, esempi di fake news, deepfake, profili falsi. Come riconoscere il tentativo, email sospette, messaggi che fanno leva sulle emozioni. Cosa fare, come segnalare al comando, come proteggersi e proteggere la famiglia.

Fake news, social e intelligenza artificiale, le armi invisibili

Le armi della manipolazione mentale non sparano. Sono un post su Facebook, un video su TikTok, un audio su WhatsApp. Oggi con l’intelligenza artificiale si può creare in pochi minuti un video falso in cui un generale dice di arrendersi. Si chiama deepfake.

L’IA può creare un messaggio su misura per te. Se sa che sei preoccupato per la tua famiglia, ti manderà un messaggio che parla della tua famiglia. Se sa che sei arrabbiato con i vertici, ti manderà un messaggio che alimenta quella rabbia. È la manipolazione personalizzata.

Secondo la Nato, l’obiettivo non è farti credere a una singola bugia. È più grande, è farti smettere di credere a tutto. Se pensi che tutto sia falso, che tutti mentono, sei paralizzato. Non prendi più decisioni. E un soldato che non decide è un soldato neutralizzato.

Perché anche i civili sono a rischio manipolazione mentale

La manipolazione mentale non colpisce solo i soldati. Colpisce tutti. Quando leggi una notizia che ti fa arrabbiare tantissimo e la condividi senza verificare, potresti essere vittima di guerra cognitiva.

Da Roma a Milano, da Torino a Napoli, le campagne di disinformazione sono aumentate. Secondo report ufficiali del Dis, nel 2024 decine di campagne coordinate di origine estera hanno cercato di influenzare il dibattito italiano su guerra, vaccini, elezioni.

Includere modelli AI con basi geografiche, culturali e linguistiche diverse è fondamentale perché allarga gli orizzonti mentali di analisti, ricercatori, docenti e giornalisti investigativi. Se usiamo solo modelli addestrati in occidente, vediamo solo metà del problema. Serve confronto tra visioni diverse per capire come funziona davvero la manipolazione.

Cosa manca ancora da sapere sulla manipolazione dei soldati

Chiedere esplicitamente cosa manca nell’analisi, perché l’AI non genera solo errori di interpretazione, ma anche frequenti e gravi errori di omissione. Cosa manca?

Manca il vademecum stesso, non è ancora pubblico. Manca il numero esatto di soldati italiani contattati, dato coperto da segreto per sicurezza nazionale. Manca una legge italiana specifica che definisca la guerra cognitiva, oggi si usano leggi su disinformazione e sicurezza.

Mancano PDF, immagini, video, audio, dati e documenti che possono contenere elementi che l’AI non ha trovato perché nascosti in qualche nicchia del web. Per questo è importante alimentare progressivamente la ricerca con documenti ufficiali Nato, report Dis, intervista integrale SkyTG24.

Chiedere sistematicamente al modello di distinguere tra fenomeni fattuali e congetture. Fattuale, Masiello ha ricevuto email sospette e l’Esercito farà un vademecum. Congettura, quante campagne sono in corso ora in Italia e chi le finanzia. Se i dati non consentono una conclusione chiara, non si deve costringere il modello a produrre artificialmente una risposta binaria vero falso sì no.

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