15 Giugno 2026 23:41
Como. Il Maestro Ritrovato: Gli Affreschi di Pellegrino Tibaldi a Claino Riconfermati dall’Università dell’Insubria – Parte Prima
Una Scoperta Straordinaria nella Valle Intelvi
Un evento eccezionale sta ridefinendo il patrimonio artistico della provincia di Como. Nella piccola chiesa parrocchiale di San Vincenzo Martire, situata a Claino, nel cuore della Valle Intelvi, sono emersi dei capolavori pittorici. Si tratta di affreschi di altissima qualità, riaffiorati durante i recenti lavori di restauro.
Queste opere sono state attribuite a Pellegrino Tibaldi da Valsolda (1527-1596). Tibaldi è una figura chiave del Manierismo, considerato uno dei principali eredi e interpreti del linguaggio artistico di Michelangelo. La sua influenza si estese dalla Lombardia, a Bologna fino alla corte reale in Spagna.
La riscoperta di questi affreschi di Pellegrino Tibaldi a Claino non è solo un fatto locale. È un tassello fondamentale che arricchisce la storia dell’arte del Rinascimento tardo e del Manierismo in Lombardia. La sua Valsolda natale si trova a breve distanza da Claino, rendendo questa attribuzione particolarmente significativa per il territorio.
L’Attestazione Scientifica dell’Università dell’Insubria
L’attribuzione iniziale è stata autorevolmente formulata e, ora, confermata in via definitiva. Il merito è del professor Andrea Spiriti, ordinario di Storia dell’arte moderna presso l’Università dell’Insubria. Il professor Spiriti è uno dei massimi esperti di arte lombarda del periodo.
L’annuncio e la presentazione ufficiale di questa importantissima scoperta sono avvenuti a Como. L’evento pubblico si è tenuto lunedì 17 novembre presso l’Aula Magna del Chiostro di Sant’Abbondio, sede dell’Ateneo.
L’iniziativa è stata promossa congiuntamente dall’Università dell’Insubria e da APPACuVI (Associazione per la protezione del patrimonio artistico e culturale della Valle Intelvi). Questa collaborazione sottolinea la sinergia tra il mondo accademico e quello delle associazioni territoriali nella tutela dei beni culturali.
Dettagli della Conferenza e il Volume Dedicato
La conferenza ha visto la partecipazione di figure istituzionali e tecniche di rilievo.
Tra gli intervenuti c’erano il professor Umberto Piarulli, prorettore vicario dell’Ateneo, e Marco Ausenda, presidente di APPACuVI. La Soprintendenza è stata rappresentata dalla dottoressa Ilaria Bruno, in qualità di funzionario competente per Como, Lecco, Sondrio e Varese.
Il lato tecnico del restauro è stato illustrato dalla restauratrice Eliana Tovagliaro e dagli architetti Franco Grossi e Mariaemma Cioni Mori. Le loro relazioni hanno permesso di comprendere sia la complessità dei lavori in corso sulla struttura, sia la delicatezza dell’intervento pittorico.
Il momento centrale dell’incontro è stata la presentazione del volume intitolato «Pellegrino Tibaldi – Gli affreschi scoperti a Claino». Il testo è stato pubblicato da APPACuVI e interamente curato dal professor Spiriti.
Questo volume non è una semplice divulgazione. Esso documenta con grande rigore scientifico l’attribuzione a Tibaldi. Inoltre, il saggio inserisce in modo preciso il ciclo pittorico di Claino all’interno dell’ampio e variegato percorso artistico del maestro lacuale, evidenziandone lo stile e il periodo di esecuzione.
Il Valore Artistico di Tibaldi: Dalle Radici Lariane all’Europa
Pellegrino Tibaldi è una figura di assoluto rilievo nel panorama artistico del Cinquecento. Nato in Valsolda, un territorio intimamente legato al Lago di Como, seppe traghettare l’arte lombarda verso le nuove istanze del Manierismo.
I suoi affreschi a Claino, riscoperti dopo secoli di oblio sotto strati di intonaco, si distinguono per la loro bellezza drammatica e la potenza compositiva. Sono espressione di una pittura che aveva assorbito le lezioni dei grandi maestri romani e fiorentini, in particolare di Michelangelo, filtrandole attraverso una sensibilità lombarda.
Il ciclo pittorico di San Vincenzo Martire diventa, quindi, un ponte tra la produzione giovanile del maestro e le sue opere più mature e note. Opere che hanno lasciato un’impronta indelebile, ad esempio, a Bologna (come a Palazzo Poggi), a Milano (dove fu attivo per Carlo Borromeo) e, infine, in Spagna, dove lavorò per Filippo II al Real Monasterio de San Lorenzo de El Escorial.
La riscoperta di questi affreschi di Pellegrino Tibaldi a Claino offre, di fatto, un contributo scientifico di primaria importanza alla conoscenza della pittura lombarda nella seconda metà del Cinquecento.
️ La Missione e l’Appello: Promuovere, Studiare e Restaurare – Parte Seconda
Gli Obiettivi del Progetto: Conoscenza e Valorizzazione
La scoperta e il conseguente studio di Spiriti non si limitano alla sola attribuzione storica. L’intero progetto persegue una serie di obiettivi molto più ampi e lungimiranti, con un forte impatto culturale e territoriale.
Innanzitutto, l’obiettivo è far conoscere al grande pubblico la magnificenza di questi affreschi. Dopo secoli in cui sono rimasti nascosti, è giunto il momento di restituire alla comunità la visione della loro bellezza e della loro profondità emotiva.
In secondo luogo, si vuole valorizzare il ruolo attivo dell’Università dell’Insubria in questo processo. In particolare, il Dipartimento di Scienze umane e dell’innovazione per il territorio (Disuit) si conferma come motore di ricerca e di promozione culturale per l’area. Questo sottolinea la responsabilità sociale dell’Ateneo nei confronti del patrimonio del suo territorio di riferimento.
Infine, l’obiettivo più urgente è quello di promuovere e assicurare il completamento del restauro. I lavori sono stati avviati con grande competenza dalla restauratrice Eliana Tovagliaro, ma l’intervento non è ancora giunto al termine.
Dettagli sul Complesso Lavoro di Restauro
Il restauro degli affreschi di Tibaldi si inserisce in un progetto molto più ampio di ristrutturazione globale della chiesa di San Vincenzo Martire.
L’intera opera è stata resa possibile grazie a un importante sforzo congiunto di enti e istituzioni. Regione Lombardia ha fornito il suo contributo essenziale, specificamente per il recupero della facciata dell’edificio sacro. Un altro sostegno fondamentale è arrivato dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), i cui fondi hanno permesso di intervenire sull’involucro strutturale complessivo della chiesa.
Tutti i lavori sono svolti sotto l’alta vigilanza della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio. Il progetto architettonico complessivo è stato curato dagli architetti Franco Grossi e Mariaemma Cioni Mori.
Il fatto che il restauro degli affreschi sia già felicemente avviato è un risultato incoraggiante. Tuttavia, la sua interruzione attuale rappresenta una vulnerabilità per le opere d’arte appena riscoperte. È imperativo completare l’intervento per garantirne la conservazione a lungo termine.
L’Appello Ufficiale per la Ricerca Fondi
I rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni hanno espresso con forza il loro sostegno all’iniziativa e l’urgenza di portare a termine il restauro.
Il professor Umberto Piarulli, prorettore vicario dell’Università dell’Insubria, ha ribadito l’importanza di questa scoperta in una chiave identitaria: «L’Università dell’Insubria auspica che l’importanza di questo ritrovamento sia compresa e condivisa da tutti coloro che hanno a cuore l’eredità della nostra terra».
Allo stesso modo, Marco Ausenda, presidente di APPACuVI, ha sottolineato la dimensione etica e culturale del dovere di conservazione: «La conservazione di queste preziose testimonianze è un dovere etico e culturale che travalica i confini parrocchiali per abbracciare l’intera comunità. Per APPACuVI rappresenta un tassello fondamentale nella missione di salvaguardia e valorizzazione del ricco retaggio, anche spirituale, del nostro territorio».
La fase conclusiva dell’evento è stata dedicata a un annuncio operativo. APPACuVI ha espresso la ferma intenzione di attivarsi immediatamente per reperire le risorse finanziarie necessarie al completamento del recupero.
L’associazione si muoverà in coordinamento con gli enti già coinvolti: la CEI, la Regione Lombardia e le importanti Fondazioni regionali. L’obiettivo è chiaro: raccogliere i fondi per completare il restauro e restituire gli affreschi di Pellegrino Tibaldi a Claino al loro antico e meritato splendore.
Diffusione e Sensibilizzazione sul Territorio
Per amplificare la risonanza della scoperta e sostenere l’appello per i finanziamenti, è stata pianificata una capillare strategia di diffusione del volume monografico.
Il quaderno dedicato a Tibaldi, che pur essendo un testo rigoroso è stato concepito anche come un pamphlet di attualità e sensibilizzazione, sarà distribuito in modo mirato.
Sarà inviato a tutte le parrocchie e ai comuni della Valle Intelvi, per coinvolgere la comunità locale in modo diretto. Verrà inoltrato alla Comunità Montana e agli altri enti territoriali. Riceveranno una copia anche le biblioteche, la Provincia di Como, la Regione Lombardia, i Musei Civici e Diocesani e la Soprintendenza.
Questa ampia diffusione mira a garantire che l’importanza degli affreschi sia pienamente compresa in tutti gli ambiti: religioso, civile, scientifico e politico.
Chiunque sia interessato a ricevere una copia del volume, contribuendo così idealmente alla valorizzazione dell’opera di Tibaldi, potrà farne richiesta direttamente a APPACuVI. Questa iniziativa editoriale funge da strumento scientifico, di fundraising e di marketing culturale per il territorio della Valle Intelvi.
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