16 Aprile 2026 00:18
Compravendite immobiliari 2025, investimenti in lieve calo ma rendimenti ancora molto interessanti
Le compravendite immobiliari 2025 mostrano un quadro dinamico e in evoluzione, con una leggera flessione della quota di acquisti destinati all’investimento. Nella prima parte dell’anno, infatti, il 18 per cento delle compravendite immobiliari 2025 è stato effettuato con finalità di investimento, un dato in lieve diminuzione rispetto al 19,4 per cento registrato nello stesso periodo del 2024. Le compravendite immobiliari 2025 confermano comunque che il mattone resta un settore attrattivo per i risparmiatori italiani, nonostante la crescente attenzione verso altre forme di impiego del capitale.
Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, la scelta di acquistare una casa da mettere a reddito continua a essere una strategia diffusa, sostenuta da rendimenti ancora competitivi e da un mercato delle locazioni in costante movimento.
Perché gli investimenti immobiliari sono in lieve calo
La diminuzione dal 19,4 al 18 per cento non rappresenta un crollo, ma un fisiologico assestamento. Gli esperti spiegano che molti risparmiatori stanno valutando alternative come strumenti finanziari, investimenti digitali o prodotti assicurativi, complice anche un contesto economico più incerto.
Tuttavia, il settore immobiliare mantiene un ruolo centrale nelle strategie di investimento degli italiani, grazie alla sua stabilità e alla capacità di generare reddito costante attraverso la locazione.
Il ruolo degli short rent e il loro ridimensionamento
Negli ultimi anni, una spinta significativa agli acquisti per investimento è arrivata dagli short rent, ovvero gli affitti brevi destinati ai turisti. Questo fenomeno, pur rimanendo rilevante, sta vivendo un ridimensionamento. Le città con flussi turistici molto elevati continuano a registrare una buona domanda, ma in molte altre aree la redditività degli affitti brevi si è stabilizzata o ridotta.
L’analisi di Tecnocasa si concentra sulle locazioni a lungo termine, che rappresentano una forma più stabile e prevedibile di investimento, soprattutto in un periodo di incertezza economica.
Rendimenti ancora molto competitivi
Nonostante la lieve flessione degli acquisti per investimento, i rendimenti annui da locazione restano interessanti. Per un bilocale di 65 metri quadrati nelle principali città italiane, il rendimento medio si attesta intorno al 5,8 per cento.
Alcune città spiccano per performance particolarmente elevate:
- Genova: 7,5 per cento
- Palermo: 7,1 per cento
- Verona: 6,6 per cento
Questi dati confermano che, in molte aree urbane, l’investimento immobiliare continua a garantire ritorni superiori a quelli di molti strumenti finanziari a basso rischio.
La rivalutazione degli immobili negli ultimi anni
Chi investe nel mattone non guarda solo al rendimento da locazione, ma anche alla rivalutazione dell’immobile nel tempo. Negli ultimi anni, i prezzi hanno mostrato un recupero significativo, soprattutto nelle grandi città.
Limitando l’analisi ai principali centri urbani, dal 1998 a oggi si registrano rivalutazioni molto rilevanti:
- Milano: +143,7 per cento
- Napoli: +86,7 per cento
- Firenze: +86,5 per cento
Milano si conferma la città con la crescita più impressionante, trainata da riqualificazioni urbane, investimenti internazionali e una domanda costante.
Dove investono gli italiani: atenei, servizi e riqualificazione
Gli investitori mostrano preferenze sempre più definite. Le aree più richieste sono quelle:
- vicine agli atenei, grazie alla domanda costante degli studenti
- ricche di servizi, un fattore diventato centrale dopo il lockdown
- oggetto di interventi di riqualificazione urbana
La pandemia ha cambiato le priorità: oggi si cercano quartieri ben collegati, con spazi verdi, servizi sanitari, negozi di prossimità e infrastrutture moderne.
Il mattone come bene rifugio
Nonostante la concorrenza di altri strumenti finanziari, il mattone resta un bene rifugio per eccellenza. La sua capacità di mantenere valore nel tempo, unita alla possibilità di generare reddito, lo rende una scelta privilegiata per chi vuole proteggere il proprio capitale.
In un contesto economico caratterizzato da inflazione e incertezza, l’immobile continua a rappresentare una forma di investimento percepita come solida e affidabile.
Le prospettive per la seconda parte del 2025
Gli analisti prevedono che la quota di acquisti per investimento potrebbe stabilizzarsi nei prossimi mesi. Molto dipenderà da:
- andamento dei tassi di interesse
- politiche fiscali legate agli affitti
- evoluzione del mercato turistico
- capacità delle città di attrarre studenti e lavoratori
Le grandi città continueranno a essere il motore del mercato, mentre i centri medi potrebbero beneficiare di una crescente domanda di qualità della vita.
Il ruolo delle politiche urbane
Le amministrazioni locali giocano un ruolo fondamentale nel determinare l’attrattività delle aree urbane. Interventi su mobilità, sicurezza, riqualificazione e servizi possono influenzare in modo significativo il valore degli immobili.
Le città che investono in sostenibilità, digitalizzazione e rigenerazione urbana sono quelle che registrano i maggiori incrementi di valore nel lungo periodo.
Conclusione: un mercato in evoluzione ma ancora solido
Le compravendite immobiliari 2025 mostrano un mercato che cambia, ma che resta solido. La lieve flessione degli acquisti per investimento non compromette l’attrattività del settore, sostenuto da rendimenti interessanti e da una rivalutazione costante degli immobili nelle aree più dinamiche.
Il mattone continua a essere una scelta strategica per chi cerca stabilità, reddito e protezione del capitale. E, come dimostrano i dati, le città italiane offrono ancora molte opportunità per chi sa scegliere con attenzione.
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