La procura di Milano commissaria Cosmopol,

La procura di Milano commissaria Cosmopol, stipendi da fame

La procura di Milano commissaria Cosmopol, società “accusata” di sfruttare i lavoratori.

Lo slogan della società: “produciamo sicurezza”.

“fenomeni di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, realizzati attraverso un assiduo sfruttamento dei dipendenti perpetrato, approfittando del loro stato di bisogno”.

E’ quanto si legge nella nota firmata dal procuratore capo Marcello Viola.

Cosmopol ha naturalmente anche un codice etico:

L’adozione del Codice Etico da parte della Società s’inserisce dunque nell’ambito di una politica aziendale che intende promuovere l’etica e la trasparenza nella gestione dei rapporti aziendali.

E diffondere la cultura della legalità e contrastare la criminalità in ogni sua manifestazione.

Nella pratica ci sono accuse per ora, non da poco:

di aver corrisposto al personale retribuzioni ben al di sotto della soglia di povertà, sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato”.

Il contratto di riferimento del settore è quello  Servizi Fiduciari che al livello più applicato prevede appunto un trattamento economico orario di 5,49 euro lordi.

Uno dei contratti da fame, di cui si parla a livello nazionale e la politica dovrà prima o poi trovare una soluzione.

Un caso che ci fa venire in mente un’altra società del settore

l Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano.

La Procura ha poi revocato il commissariamento di Mondialpol perché c’è l’impegno ad alzare le paghe del 20% da settembre e del 38% dal 2026.

Ricordiamo il caso Mondialpol (ANSA)

Il decreto dovrà essere convalidato dal gip Domenico Santoro.
Le indagini della Procura milanese che hanno portato al controllo giudiziario della Mondialpol, “stanno portando alla luce fenomeni di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, realizzati attraverso un assiduo sfruttamento dei dipendenti perpetrato, approfittando del loro stato di bisogno, da parte di un’importante azienda che ha corrisposto al proprio personale retribuzioni ben al di sotto della soglia di povertà, sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato” si legge in un comunicato stampa firmato dal procuratore Marcello Viola.

 

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