Scontro a scuola: Io davanti ho una donna, e il prof. rifiuta il compito dell’alunno

Il caso è accaduto al Liceo Scientifico Cavour di Roma

Il punto della discordia, il nome utilizzato dalla studente: “Non hai nessun diritto di utilizzare un altro nome. Non mi interessa del regolamento”.

Eppure lo prevede la Carriera Alias che regola i comportamenti da tenere a scuola con gli studenti trans.

“La scuola dovrebbe rendere gli studenti e le studentesse cittadini del domani, insegnare rispetto, educazione e inclusione”, protestano gli studenti del Cavour.

Il ruolo dell’insegnante è quello di fare un passo in avanti verso chi ne ha bisogno, non due indietro assumendo comportamenti discriminatori, sessisti e transfobici.

Questi problemi sono sistemici, si ripetono ogni giorno all’interno delle scuole: esemplari sono gli eventi ai licei Plinio Seniore ed Albertelli”.

Valeria Cigliana della Rete degli Studenti ha commentato:

“La comunità del liceo Cavour si schiera per un modello di scuola che permetta ad ognuno e ognuna di avere la libertà di esprimere la propria persona.

Faremo in modo che nessuno debba più vivere eventi del genere, nel luogo dove ognuno ed ognuna di noi dovrebbe essere se stesso al 100%.

Quando un nostro compagno viene toccato o mancato di rispetto, ci mobilitiamo, per una scuola che sia per tutti e tutte, veramente inclusiva”.

“Sono due anni che mi chiama signorina – ha riferito lo studente che si dichiara vittima della discriminazione a Il Corriere della Sera – ma da quest’anno c’è un regolamento che mi tutela, le scuse ricevute non bastano”.

Ora cosa succede?

Gli studenti sono solidali col loro compagno e chiedono “provvedimenti disciplinari contro il docente”.

Problemi non da poco anche in altre scuole, nel caso a Palermo.

 

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