13 Marzo 2026 15:43
Cosenza, DDA custodia cautelare per 5 indagati: associazione di tipo mafioso, e tentata estorsione aggravata, sodali alle cosche “Abbruzzese” e “Forastefano”.
Nelle prime ore della mattina del 9 maggio, in provincia di Cosenza, a Cuneo e Parma, è stata data esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro nei confronti di 5 indagati :
- 4 dei quali destinatari di custodia in carcere;
- 1 con divieto di dimora nella regione Calabria.
Il provvedimento odierno si basa sulla sussistenza di gravi indizi in ordine ai delitti, a vario titolo ipotizzati nei loro confronti, di associazione di tipo mafioso e tentata estorsione aggravata dal metodo e dalla finalità di agevolazione mafiosa.
Dopo una corposa attività d’indagine coordinata dalla DDA di Catanzaro e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Cosenza, correlata dai riscontri appresi grazie alle denunce presentate da due imprenditori, inerenti dalle patite tentate estorsioni, nonché nel valorizzare le dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia.
Cosche “Abbruzzese” e “Forastefano”,
Le risultanze acquisite, in particolare, hanno permesso agli inquirenti di ricostruire, in termini di gravità indiziaria (nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa), l’operatività delle cosche di ‘ndrangheta “ABBRUZZESE” e “FORASTEFANO”, attive a Cassano all’Ionio e comuni limitrofi.
Le attività estorsive ascritte agli indagati si inquadrano nel più ampio progetto criminoso finalizzato a reperire i fondi necessari a garantire il sostentamento dei sodali, con particolare riferimento a quelli detenuti e relativi familiari.
Il delitto di associazione mafiosa è contestato ad un soggetto considerato reggente della cosca “ABBRUZZESE” a seguito delle plurime operazioni che hanno portato alla detenzione degli altri sodali, nonché ad altro soggetto, convivente di uno degli elementi apicali della consorteria, quale coadiutore nella gestione della contabilità, nonché intermediario nelle comunicazioni tra gli associati.
Il procedimento per le fattispecie di reato ipotizzate è attualmente nella fase delle indagini preliminari.

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