Lettera aperta. Noi, pazienti psichiatrici, siamo qui contro il nostro volere. Siamo stati privati del nostro cordone ombelicale, che ci legava al mondo sicuro della nostra infanzia.

Lettera aperta agli operatori delle strutture psichiatriche

Lettera aperta. Noi, pazienti psichiatrici, siamo qui contro il nostro volere.

Siamo stati privati del nostro cordone ombelicale, che ci legava al mondo sicuro della nostra infanzia.

Eppure, voi continuate a legarci ai letti con forti cinghie, che ci fanno persino sanguinare.

Molti di noi non sono nemmeno usciti vivi da queste esperienze.

La Corte Europea dei Diritti Umani e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno condannato l’Italia per queste pratiche assurde.

Purtroppo, esiste ancora un certo sadismo in molti operatori del settore.

Tutto questo è ancora “legalizzato” o, forse, è meglio dire più che accettato.

Chiediamo rispetto della nostra dignità umana, sotto qualsiasi forma.

È inaccettabile che nel 2024, quando molte strutture psichiatriche stanno chiudendo i battenti, si pratichino ancora questi abusi “legali”.

Sostienici, vogliamo fare sempre di più.

Causale: Comitato Koala 3

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