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Scuola. LA SCUOLA ITALIANA E IL PASSATO CHE NON PASSA

Comunicato dell’Associazione Europea Scuola e Professionalità Insegnante

 

È bastato che Paola Frassinetti, sottosegretaria all’Istruzione, si presentasse ai cancelli dell’ITIS Molinari di Milano con un fascio di fiori in mano per ricordare l’assassinio del giovane studente Sergio Ramelli, per suscitare un’autentica cagnara di manifestanti in un turbinio di urla, cartelli, bandiere (naturalmente) rosse.

Erano opportuni il giorno (13 marzo, giorno dell’aggressione al povero Sergio) il luogo (l’istituto superiore dal medesimo frequentato, dove il ragazzo aveva sofferto un’autentica via crucis con la complicità di altri studenti e, quel che più indigna, degli stessi suoi docenti) la modalità (nessun revanchisme da parte della Frassinetti, ma solo il commosso ricordo di una vita stroncata dall’odio).

Quello stesso odio che tracimava dalle urla dei manifestanti di ieri, dove era presente il florilegio dei resti delle formazioni d’antan, quelle che si chiamavano Movimento Studentesco, Avanguardia Operaia (per inciso: gli autori materiali dell’omicidio) Potere Operaio ed altre più sotterranee e ancora più micidiali entità, che operavano negli anni ’70 con la copertura pseudo culturale della grande stampa borghese.

Passano gli anni, cattivo sangue non mente: erano presenti gli highlanders dell’ ANPI, non poteva mancare il sindacato, presente, per non farsi mancare niente, la “Milano antifascista antirazzista meticcia e sociale” che negli anni formidabili era di là da venire. Anche la grande stampa borghese, sempre disponibile al fuoco di copertura, è intervenuta da par suo, spulciando negli archivi alla ricerca di un saluto romano, di un sventolar di gagliardetti, insomma di qualcosa, anche qualcosa di molto lontano nel tempo,  che potesse gettare ombra e discredito sulla persona – sulla persona, non sul ruolo politico – della Frassinetti.

Conclusione: la scuola rimane per la Destra un pianeta lontano ed ostile, come raccontano anche i recenti episodi del liceo Michelangiolo di Firenze e dell’Università di Bologna.

Saprà il nuovo governo trovare la strada per parlare a presidi, docenti, studenti, non da estraneo, ma da soggetto profondamente interessato a quello che è il settore più delicato e importante della società?

Domande, per ora, che rimangono senza risposta.

 

Alfonso Indelicato – responsabile della comunicazione di A.E.S.P.I

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