9 Marzo 2026 22:31
Cybersecurity italiana a metà? Sì, esistono accordi tra Italia e Israele che hanno rafforzato la cooperazione in ambito cybersecurity, ma parlare di “cessione” come hanno riportato alcuni commentatori, come se fosse totale, è impreciso.
Si tratta di partnership strategiche e appalti tecnologici, non di una rinuncia completa alla sovranità digitale e cybersecurity.
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Cosa è successo realmente nella cybersecurity.
Negli ultimi anni, Italia e Israele hanno intensificato la collaborazione nel settore della cybersecurity. Questo include:
– Accordi bilaterali per la protezione delle infrastrutture critiche
– Appalti tecnologici che coinvolgono aziende israeliane nel sistema italiano
– Scambi di know-how e formazione tra esperti dei due Paesi
Nel 2024, un emendamento alla legge italiana sulla cybersecurity ha suscitato polemiche. Inizialmente escludeva le aziende israeliane dagli incentivi, ma è stato modificato per evitare tensioni diplomatiche.
Le dimissioni di Baldoni
Cybersecutity Roberto Baldoni, ex capo dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, si è dimesso poco prima della visita del premier israeliano Netanyahu a Roma. Secondo alcune fonti giornalistiche, Baldoni non avrebbe voluto firmare un accordo che prevedeva l’appalto di tecnologie critiche a Israele.
Sovranità digitale: una questione aperta
Molti esperti, tra cui Baldoni stesso, hanno sollevato dubbi sulla sovranità digitale italiana. Se le infrastrutture critiche vengono gestite da aziende estere, si rischia di perdere il controllo su dati sensibili e sicurezza nazionale.
Conclusione
Non si può dire che l’Italia abbia “ceduto” la cybersecurity a Israele, ma è vero che esistono accordi strategici e appalti tecnologici che coinvolgono aziende israeliane. Questo solleva interrogativi legittimi sulla trasparenza, la sicurezza e il controllo dei dati.
Una decisione di tale portata al di là della grande professionalità israeliana scontata e famosa, implica però questioni di grande rilievo politico e istituzionali che andavano ponderate discusse in tutto il Paese, vista la delicatezza della materia.
In Italia ci sono cervelli che andrebbero aiutati e finanziati, senza andare a chiedere ad altri sempre e comunque a prescindere.
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