Lettera aperta di Don Maurizio Patriciello alle Forze dell’Ordine: “A voi viene chiesto tanto e perdonato poco”

A voi viene chiesto tanto e perdonato poco. Con queste parole, Don Maurizio Patriciello ha scritto una lettera aperta ai Carabinieri, Poliziotti, Finanzieri, Vigili Urbani e Vigili del Fuoco. Una lettera che in poche ore ha fatto il giro del web.

Un messaggio di supporto e riconoscimento

Il parroco di frontiera di Caivano, noto per la sua battaglia contro la camorra, si rivolge agli uomini e alle donne in divisa con la voce di chi li vede da vicino. Di chi conosce i loro nomi, le loro paure, le loro notti insonni. La lettera inizia in modo semplice, diretto: “Pensavo a voi, ai vostri figli, alle vostre mamme, alle vostre mogli, ai vostri sogni.” Don Patriciello racconta quello che molti non vedono: gli agenti “sugli attenti” alle feste, commossi quando parte l’inno.

Il peso della vita in divisa

Nel cuore della lettera, Don Patriciello mette il dito su una ferita aperta. “Soggetti a trasferimenti, turni massacranti, emergenze, stress, pericoli, tra gli stipendiati, siete tra quelli che guadagnano di meno e rischiano di più.” È la verità che ogni cittadino conosce ma preferisce dimenticare. Quando siamo nei guai li chiamiamo mille volte. Se arrivano in ritardo li ingiuriamo. “Dovete difenderci. Siete pagati per questo. Noi siamo i vostri datori di lavoro.”

Decisioni rapide e responsabilità

Il punto più forte della lettera riguarda il tempo. “Coloro che scrivono le leggi o decidono se lasciare in libertà o mettere in gattabuia una persona hanno tanto tempo a disposizione per meglio studiare, meglio decidere. Voi, no. A voi non è concesso.” A loro si chiede di essere pronti, efficaci, scattanti. Eppure, la regola è una sola: “la vita di chiunque è sacra, va rispettata, difesa.” Il dovere di riportare a casa la pelle e assicurare alla giustizia il malvivente è un compito gravoso.

Chi è Don Maurizio Patriciello

Don Maurizio Patriciello è il parroco di Caivano, in provincia di Napoli, ed è definito “parroco di frontiera” perché vive e lavora in una delle zone più difficili della Campania. Sotto scorta da anni per le denunce contro la camorra e i roghi tossici, la sua voce è ascoltata perché parla dalla strada, non dai palazzi. Quando parla delle Forze dell’Ordine lo fa perché le vede ogni giorno: sono gli uomini che lo proteggono e che proteggono la sua comunità.

Perché questa lettera ci riguarda tutti

Questa lettera aperta ha toccato perché dice cose semplici ma vere. Gratitudine: ci ricordiamo dei poliziotti e carabinieri solo quando abbiamo bisogno. Rispetto: facciamo un lavoro da scrivania, loro decidono in 2 secondi con la vita in gioco. Giustizia: un errore non sporca 300.000 persone in divisa. Va punito il singolo, non generalizzato. Umanità: dietro la divisa ci sono figli, madri, mogli, padri con “il Rosario in mano.”

Le Forze dell’Ordine in Italia: alcuni dati

Per capire il contesto della lettera: in Italia ci sono circa 300.000 appartenenti a Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale e Vigili del Fuoco. Lo stipendio medio di un agente all’inizio carriera è intorno ai 1.400 euro netti. Ogni anno decine di agenti rimangono feriti in servizio. Dal 1948 ad oggi sono oltre 1.700 gli appartenenti alle Forze dell’Ordine caduti in servizio. Numeri che spiegano perché parole come quelle di Don Patriciello arrivano dritte al cuore.

Conclusione: “Dio vi benedica”

La lettera si chiude con una benedizione: “Dio vi benedica.” Non è un appello politico. Non è una difesa corporativa. È il riconoscimento di un sacerdote che vive in prima linea. “A voi viene chiesto tanto e perdonato poco” è la frase che è diventata virale. Forse è il momento di fare quello che Don Patriciello ci chiede: applaudire di più, giudicare meno, ricordare i nomi. Perché senza di loro, davvero, “come faremmo?”.


 

 


 

 

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