*Droga liquida a Bologna: di cosa si tratta e perché se ne parla*

Negli ultimi mesi a Bologna è tornata al centro del dibattito la cosiddetta “droga liquida”.  un video della GdF ha acceso l’attenzione su questo fenomeno anche in città. Provo a spiegartelo con parole semplici, senza allarmismi ma con i fatti che contano, così capisci di cosa stiamo parlando se vivi a Bologna o ci passi spesso.

*Cos’è la droga liquida*

Quando si sente dire “droga liquida” a Bologna e in Italia, di solito si parla del GHB. Il nome completo è acido gamma-idrossibutirrico. In strada viene chiamato anche “liquid ecstasy”, “G”, “fantasia” o “salto”. Si presenta come un liquido incolore e inodore, a volte con un leggero sapore salato. Per questo è difficile da riconoscere se viene messo in una bevanda.

Il GHB nasce come anestetico e veniva usato in ambito medico. Oggi in Italia è classificato come sostanza stupefacente. Ha effetto depressivo sul sistema nervoso centrale. A basse dosi dà sensazione di euforia e disinibizione. A dosi poco più alte causa sonnolenza forte, confusione, nausea, perdita di controllo motorio. La differenza tra dose “leggera” e dose pericolosa è minima. Per questo è considerata una sostanza molto rischiosa.

*Perché a Bologna se ne parla tanto*

Bologna è una città universitaria, piena di locali, aperitivi e vita notturna. Luoghi come Via del Pratello, Piazza Verdi e la zona universitaria muovono tantissime persone ogni sera. Dove c’è molta movida, purtroppo, aumentano anche i rischi legati all’uso di sostanze.

Negli ultimi anni le cronache di Bologna hanno riportato diversi episodi legati al GHB. Parliamo di casi di persone trovate incoscienti fuori dai locali, accessi al pronto soccorso, denunce per somministrazione a insaputa. Il video che hai condiviso rientra in questa ondata di attenzione. La Questura di Bologna e le associazioni che lavorano sul territorio stanno facendo campagne di prevenzione proprio per questo motivo. L’obiettivo è informare, non spaventare.

*Come agisce sul corpo*

Il GHB viene assorbito molto velocemente. Gli effetti partono dopo 15-30 minuti e durano 2-4 ore. Dà rilassamento, abbassa le inibizioni, ma spegne anche i riflessi e la capacità di giudizio.

Il problema più grave a Bologna come altrove è il “buco nero”. La persona perde coscienza all’improvviso. Non ricorda cosa è successo. Respira male, può vomitare mentre è incosciente. Se viene mescolato con alcol, il rischio aumenta tantissimo. Alcol + GHB è una combinazione che manda in tilt il sistema respiratorio. Per questo nei pronto soccorso di Bologna, Sant’Orsola incluso, i medici lanciano sempre l’allarme: non mescolare mai.

*Il rischio della somministrazione a insaputa*

Uno dei motivi per cui a Bologna se ne parla tanto è il cosiddetto “drink spiking”. Cioè mettere la droga liquida nel bicchiere di qualcuno senza che se ne accorga. Il GHB non ha odore e quasi non ha sapore. In pochi minuti la persona non sta più bene.

A Bologna ci sono state segnalazioni soprattutto in locali affollati e durante eventi con tanta gente. Le forze dell’ordine consigliano regole semplici: tieni sempre il bicchiere in mano, non accettare drink da sconosciuti, se ti senti strano esci dal locale e chiedi aiuto subito al personale o al 112. A Bologna diversi locali hanno aderito a campagne con “copri-bicchiere” gratuiti proprio per ridurre questo rischio.

*Cosa fare se succede a Bologna*

Se tu o un amico state male dopo aver bevuto, non aspettare. Chiama subito il 112. A Bologna il pronto soccorso del Policlinico Sant’Orsola è attrezzato per gestire questi casi. Di’ ai medici la verità su cosa pensi di aver ingerito. Non è il momento di avere paura delle conseguenze. Salvare la persona viene prima di tutto.

Se invece sospetti che qualcuno ti abbia messo qualcosa nel drink ma sei ancora lucido, esci dal locale, vai in un posto con persone e chiama qualcuno di fiducia. Poi fai denuncia ai Carabinieri o alla Polizia di Bologna. Anche se non hai prove, la segnalazione aiuta le indagini.

*Prevenzione e informazione a Bologna*

A Bologna ci sono realtà che lavorano sul campo. Associazioni come Gruppo Abele, Drop e gli operatori di strada fanno prevenzione direttamente nei locali. Distribuiscono materiali, parlano con i ragazzi, spiegano i rischi reali senza giudicare.

Il Comune di Bologna ha finanziato progetti per rendere la notte più sicura. Alcuni locali hanno formato il personale su come riconoscere i segnali e intervenire. Nelle università bolognesi ci sono sportelli di ascolto dove puoi chiedere informazioni in modo anonimo.

La parola chiave è informazione. Sapere cos’è il GHB, come si riconosce una situazione a rischio, cosa fare in caso di emergenza fa davvero la differenza.

*Miti da sfatare sulla droga liquida*

1. *”Basta un goccio e non fa male”* Falso. Con il GHB la dose letale è vicina alla dose che dà euforia. Ogni corpo reagisce in modo diverso. Quello che per uno è “un goccio” per un altro può essere troppo.

2. *”Se lo prendo con amici sto al sicuro”* Non è vero. Il GHB toglie coscienza in pochi minuti. Gli amici potrebbero non accorgersi in tempo.

3. *”Si vede subito se c’è nel drink”* Falso. È incolore e quasi insapore. Non puoi fidarti di occhi e naso.

4. *”A Bologna è un problema solo dei locali”* No. Gli episodi segnalati a Bologna riguardano anche feste private e altre occasioni. Il rischio c’è dove c’è alcol e poca attenzione.

*Conclusione per chi vive a Bologna*

La droga liquida a Bologna non è un’invenzione. È una sostanza reale, pericolosa, e purtroppo presente anche nella nostra città. Parlarne serve a togliere il tabù e a dare strumenti concreti.

Se esci la sera a Bologna, goditi la città, la musica, gli amici. Ma resta attento. Le regole base sono poche: non lasciare mai il bicchiere incustodito, non mischiare sostanze, e se qualcosa non ti torna chiedi aiuto senza vergogna.

Bologna è una città che si prende cura delle persone. Ci sono numeri, sportelli e persone pronte ad aiutare. Meglio prevenire che ritrovarsi in difficoltà.

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