Pasta, rincari anche per la pasta anche a Varese prezzi oltre 3 euro al kg.

Le famiglie italiane spenderanno quasi 800 milioni di euro in più per spaghetti, maccheroni.

La Coldiretti provinciale:

Un conto che grava soprattutto sulle famiglie più povere dove la pasta ha una incidenza più elevata sulla spesa quotidiana.

Se a Milano, come a Varese, un chilo di pasta di semola può costare fino a:

3,18 euro, a Roma si viaggia sui 3,20 euro, a Bologna siamo a 3,26 euro, a  Palermo 2,48 euro al chilo, a Napoli 3,18 euro,

Secondo elaborazioni Coldiretti su dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero dello Sviluppo economico.

L’incidenza del costo del grano alza il prezzo?

L’incidenza del costo del grano sul prezzo di penne e spaghetti è marginale, come dimostra anche l’estrema variabilità delle quotazioni al dettaglio lungo la Penisola mentre quelli del grano sono stabiliti dalle quotazioni internazionali.

Un chilo di grano viene pagato oggi agli agricoltori intorno ai 47 centesimi al di sotto dei costi di produzione che sono schizzati alle stelle.

A livello nazionale si è infatti verificato il crollo dei raccolti

Crollo fino al -30% con gli agricoltori che hanno dovuto anche affrontare rincari delle spese di produzione.

Spese che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio con incrementi medi dei costi correnti del 68% secondo elaborazioni Coldiretti su dati del Crea.

la guerra ha dunque moltiplicato – sottolinea la Coldiretti provinciale – manovre speculative e pratiche sleali sui prodotti alimentari aggravando una situazione che vede il nostro Paese dipendente dalle importazioni straniere già per il 44% del grano duro per la pasta.

 La dipendenza dall’estero pesa.

“Occorre ridurre la dipendenza dall’estero e lavorare da subito per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali” afferma il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori nel sottolineare che “serve anche investire per aumentare produzione e le rese dei terreni con bacini di accumulo delle acque piovane per combattere la siccità, contrastare seriamente l’invasione della fauna selvatica che sta costringendo in molte zone interne all’abbandono nei terreni e sostenere la ricerca pubblica con l’innovazione tecnologica a supporto delle produzioni, della tutela della biodiversità e come strumento di risposta ai cambiamenti climatici”.

 

 

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