Salute, il 5G non fa più paura e anzi proseguono gli investimenti, la tecnologia non si ferma e d’altra parte senza internet si bloccherebbe il mondo.

Salute e tecnologia

Il rapporto internazionale “Reimagining Industry Futures Study”, pubblicato da EY a febbraio 2022, il 17% delle imprese stava già investendo sul 5G nella propria organizzazione

E ben il 56% stava programmando un investimento che verrà effettuato in un arco temporale che va da 1 a 3 anni.

In questo contesto, scrivono i ricercatori di I-Com – andrebbe nella giusta direzione l’iniziativa del Governo, ancora in fase di gestazione, di rivedere i limiti vigenti. (AGI)

“A oggi – si legge ancora – l’Italia resta l’unico dei grandi paesi comunitari a non aver adottato gli standard consigliati dall’ICNIRP (Commission on Non-Ionizing Radiation Protection).

A differenza delle linee guida che fissano un valore limite di 61 V/m, pari a circa 10 W/m2, nella Penisola sussistono limiti più stringenti

E con un valore mediato su 24 ore di dieci volte inferiore, pari a 6 V/m.

Nel territorio italiano sono diversi i casi di mobilitazione per il pregiudizio contro il 5g, ma gli studi non hanno dimostrato nulla di concreto

5g quali sono i rischi provati per la salute?
La questione dei potenziali rischi per la salute associati alla tecnologia 5G è stata oggetto di dibattito tra esperti, organizzazioni internazionali e la comunità scientifica. Tuttavia, finora non sono state trovate prove convincenti che suggeriscano rischi diretti per la salute dovuti all’esposizione alle onde elettromagnetiche generate dalla tecnologia 5G.

Le organizzazioni internazionali, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection (ICNIRP), hanno condotto ricerche approfondite sulla sicurezza delle onde elettromagnetiche, inclusa quella utilizzata nelle reti 5G. Sulla base delle evidenze scientifiche attuali, queste organizzazioni hanno stabilito linee guida per i limiti di esposizione che sono considerati sicuri per la popolazione generale.

È importante notare che le onde elettromagnetiche generate dalle reti 5G si trovano nella gamma delle radiofrequenze non ionizzanti, che sono considerate meno energetiche rispetto alle radiazioni ionizzanti (come i raggi X e le radiazioni nucleari) che possono danneggiare il DNA delle cellule. Le evidenze scientifiche disponibili finora non indicano che le radiofrequenze non ionizzanti, incluse quelle utilizzate nel 5G, abbiano effetti negativi sulla salute umana quando sono entro i limiti di esposizione stabiliti.

Tuttavia, è importante continuare la ricerca scientifica per valutare ulteriormente gli effetti a lungo termine dell’esposizione alle onde elettromagnetiche, compresi quelli derivanti dalla tecnologia 5G. Le autorità regolatorie e gli organismi di sanità pubblica monitorano costantemente la situazione e valutano le nuove evidenze scientifiche per garantire la sicurezza delle persone.

 

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