Elia Del Grande: la Nuova Fuga del “Killer dei Fornai” Scuote l’Italia

La notizia ha fatto rapidamente il giro del Paese, riaprendo ferite mai del tutto rimarginate: Elia Del Grande, l’uomo che nel 1998 sterminò la sua famiglia in quella che passò alla storia come la “strage dei fornai”, è di nuovo un uomo in fuga.

Il mancato rientro dal permesso pasquale presso la casa lavoro di Alba non è solo un caso di evasione, ma un evento che interroga profondamente il nostro sistema giudiziario e la gestione della pericolosità sociale.

 Eploreremo ogni dettaglio della vicenda, dal profilo psicologico dell’uomo alle falle del sistema che hanno permesso questa seconda fuga in meno di un anno.

Chi è Elia Del Grande: l’ombra di un Passato Tragico

Per capire il timore che accompagna il nome di Elia Del Grande, bisogna tornare indietro di quasi trent’anni. Era il gennaio del 1998 quando a Cadrezzate, un tranquillo comune nel Varesotto, si consumò un delitto di una violenza inaudita. Elia, all’epoca poco più che ventenne, uccise a colpi di pistola il padre Enea, la madre Luigia e il fratello Enrico.

La famiglia gestiva una panetteria locale, un dettaglio che legò per sempre il nome dei Del Grande all’appellativo di “fornai”. Il movente, inizialmente confuso, emerse come un misto di risentimenti personali e instabilità psichica.

Dopo la strage, Elia tentò la fuga verso il confine svizzero, ma fu catturato poco dopo. La condanna all’ergastolo sembrò chiudere per sempre quel capitolo nero, ma la storia giudiziaria italiana, tra riduzioni di pena e percorsi riabilitativi, ha riservato altre sorprese.

L’Evasione di Pasqua: La Cronaca del Mancato Rientro

L’ultima traccia di Elia Del Grande risale alla domenica di Pasqua, il 5 aprile 2026. L’uomo si trovava ad Alba, in una casa lavoro, una struttura che accoglie soggetti che hanno scontato la pena ma che sono ancora ritenuti “socialmente pericolosi”.

Grazie ai benefici previsti dal suo percorso di reinserimento, Del Grande aveva ottenuto un permesso per trascorrere le festività all’esterno.

Tuttavia, allo scoccare dell’orario previsto per il rientro, il posto di Elia è rimasto vuoto. Il protocollo d’emergenza è scattato immediatamente: le forze dell’ordine hanno setacciato le stazioni ferroviarie, i terminal dei bus e le zone boschive del cuneese, ma del cinquantenne non sembra esserci traccia.

Un Copione Già Scritto: Il Precedente del 2025

Ciò che rende questa vicenda particolarmente allarmante è la recidività. Solo pochi mesi fa, nell’ottobre del 2025, Elia Del Grande era già riuscito a evadere da una struttura nel Modenese. In quell’occasione, la sua latitanza durò circa due settimane, durante le quali diede prova di una notevole capacità di adattamento e sopravvivenza.

Durante quella fuga, Del Grande si era rifugiato nelle zone a lui care: il lago di Monate e i boschi del Varesotto. Fu avvistato mentre utilizzava un pedalò per spostarsi silenziosamente via acqua, eludendo i posti di blocco stradali.

La sua cattura, avvenuta il 12 novembre 2025 a Cadrezzate, richiese un dispiegamento massiccio di Carabinieri e reparti speciali. Il fatto che sia riuscito a fuggire di nuovo solleva dubbi legittimi sulla vigilanza applicata a un soggetto con tali precedenti.

Il Profilo Psicologico e la Pericolosità Sociale

Elia Del Grande non è un detenuto comune. Le perizie effettuate nel corso degli anni lo hanno descritto come un individuo complesso, capace di pianificare i propri spostamenti con lucidità nonostante i tratti di instabilità. La sua capacità di vivere “alla macchia”, muovendosi prevalentemente di notte e conoscendo perfettamente il territorio, lo rende un bersaglio difficile per le ricerche convenzionali.

Il magistrato di sorveglianza, poco prima della fuga, stava valutando il rinnovo della sua misura di sicurezza. Molti analisti ipotizzano che il timore di un ritorno in un regime detentivo più rigido possa aver innescato l’impulso alla fuga. La libertà, per Del Grande, sembra essere diventata un’ossessione da perseguire a ogni costo, ignorando le conseguenze legali.

Le Ricerche: Italia Blindata tra Piemonte e Lombardia

Attualmente, le ricerche si concentrano su due fronti principali:

* L’area di Alba e delle Langhe: Dove l’uomo è stato visto l’ultima volta.

* Il Varesotto (Cadrezzate e dintorni): Il “luogo sicuro” dove Del Grande ha sempre cercato rifugio in passato.

Le autorità hanno diffuso segnalazioni a tutti i valichi di frontiera, temendo che l’uomo possa tentare di espatriare verso la Svizzera o la Francia. La vigilanza è massima anche sui social media e attraverso il monitoraggio dei ponti radio telefonici, sebbene l’evaso abbia dimostrato in passato di saper vivere senza l’ausilio della tecnologia per non essere tracciato.

Case Lavoro: Un Sistema Sotto Accusa

Il caso di Elia Del Grande riaccende inevitabilmente il dibattito sulle case lavoro. Queste istituzioni, eredità del codice Rocco, sono pensate per chi ha finito di scontare la pena detentiva ma necessita ancora di vigilanza. Molti esperti del settore chiedono una riforma: com’è possibile che un uomo evaso solo pochi mesi prima abbia ottenuto un permesso premio così facilmente?

Il sindacato di Polizia Penitenziaria ha più volte denunciato la carenza di organico e l’inadeguatezza delle strutture di Alba e simili, che non sono carceri di massima sicurezza e quindi non dispongono di barriere invalicabili. La fuga di Del Grande è diventata, nelle ultime ore, un caso politico che richiede risposte urgenti sulla sicurezza dei cittadini.

Il Clima a Cadrezzate: Paura e Risentimento

Nel piccolo comune di Cadrezzate, il nome di Elia Del Grande evoca ancora terrore. La comunità non ha mai dimenticato la strage della famiglia di fornai. Il sindaco e i cittadini chiedono garanzie: la paura che Elia possa tornare per “chiudere i conti” con il passato o semplicemente per nascondersi tra le case del paese è palpabile.

Le pattuglie dei Carabinieri sorvegliano costantemente le vie del centro e le rive del lago, cercando di rassicurare una popolazione che si sente esposta. “Non vogliamo vivere con l’incubo di trovarcelo davanti di notte”, racconta un residente che preferisce restare anonimo.

Cosa Fare in Caso di Avvistamento

Le autorità sono state chiare: Elia Del Grande deve essere considerato pericoloso. Non per una tendenza aggressiva immediata verso gli estranei, ma per la sua imprevedibilità e la disperazione della fuga. Chiunque creda di averlo visto o noti movimenti sospetti in baite, cascinali abbandonati o zone boschive, deve:

* Contattare immediatamente il 112 o il 113.

* Evitare assolutamente ogni tipo di approccio diretto.

* Fornire dettagli precisi sull’abbigliamento e la direzione di marcia.

Conclusione: Una Corsa Contro il Tempo

La fuga di Elia Del Grande è una sfida aperta allo Stato. Mentre le ore passano e il vantaggio dell’evaso aumenta, la pressione sulle forze dell’ordine cresce. La speranza è che questa caccia all’uomo si concluda nel più breve tempo possibile, senza ulteriori tragedie e riportando l’ordine in una vicenda che sembra uscita da un thriller noir, ma che purtroppo è tragica realtà.

Restate sintonizzati per ulteriori aggiornamenti su questo caso che sta tenendo l’Italia intera con il fiato sospeso.

 

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Cadrezzate,  fuga di Elia Del Grande terminata

 

 

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