Massoneria. Emilio Attinà nominato Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio 33, il professore di Reggio Calabria alla guida del Rito

Emilio Attinà è il nuovo Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del 33 ed ultimo grado per la Giurisdizione Massonica d’Italia. La nomina del Prof. Emilio Attinà, già prorettore e delegato del Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, grande intellettuale e docente di Chimica agraria, è stata ufficializzata con Decreto Magistrale n. 39/6026 A:. L:. nella Tornata Solenne dell’Equinozio d’Autunno, presso la sede storica di via della Scrofa 117 in Roma, Oriente della Gran Loggia San Giovanni di Scozia, parliamo di Massoneria.

Il documento della Massoneria, viene  trasmesso alla redazione da Mimmo Leonetti, e riporta la formula rituale completa: Noi, Sovrani Grandi Ispettori Generali, legittimi successori e depositari delle Costituzioni del 1762 e delle Carte Federiciane del Maggio 1786, riuniti in Corpo Rituale e Dogmatico, sotto la Volta Sacra della Sede Storica di via della Scrofa 117 in Roma. Un atto che, se valorizzato a dovere, potrà rappresentare un punto importante di lettura della tradizione iniziatica italiana contemporanea.

 

Emilio Attinà, chi è il professore di Reggio Calabria nominato Sovrano Gran Commendatore della Massoneria.

Emilio Attinà è un accademico dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Le fonti ufficiali di Ateneo lo indicano come Delegato del Rettore al Verde di Ateneo e al decoro, Delegato alle Residenze universitarie, ricercatore di Chimica agraria presso il Dipartimento di Agraria. Un particolare ringraziamento va inoltre al prof. Emilio Attinà, Delegato del Rettore dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, si legge in atti ufficiali di Ateneo.

Docente referente di acquisti e forniture per la didattica, presente nelle comunicazioni stampa sull’inaugurazione della nuova viabilità della Cittadella Universitaria, Emilio Attinà è conosciuto a Reggio Calabria come figura di riferimento per la tutela del verde, per il decoro degli spazi universitari e per l’attenzione alla didattica agraria. Laureato in ambito agrario, con corso monomodulare di Biochimica per Produzioni Animali in Area Mediterranea, ha costruito negli anni un profilo di intellettuale legato al territorio calabrese, ma con sguardo nazionale.

La nomina a Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio 33 per la Giurisdizione Massonica d’Italia, se confermata dagli archivi del Rito, rappresenta un passaggio che unisce due piani: quello accademico e quello iniziatico, quello della scienza agraria e quello della tradizione simbolica.

Il Decreto Magistrale n. 39/6026, cosa dice l’atto del 18 settembre 2026

Il decreto che ci avete trasmesso è datato 18 del 7 mese dell’anno 6026 di Vera Luce, corrispondente al 18 settembre 2026 dell’Era Volgare, all’Oriente di Roma, presso la Sede Storica già via della Scrofa 117. Porta le firme di Mimmo Leonetti 33° Sovrano Gran Commendatore uscente, Paolo Giordani 33° Gran Guardasigilli, Rodolfo Ravano 33° Grande Araldo Custode dell’Archivio Storico, e dei Grandi Dignitari testimoni Rodolfo Varano e Kristian Cosmi.

La formula di apertura è solenne: A:. L:. G:. D:. G:. A:. D:. U:. L:. U:. F:. T:. U:. P:. Ordo ab chao – Deus meumque jus. Supremo Consiglio del 33 ed ultimo grado Dicembre 1778 R:.S:.A:.A:. per la Giurisdizione Massonica d’Italia. Perit ut vivat.

Il dispositivo recita: “Noi, Supremo Consiglio, abbiamo decretato e decretiamo: in questa Tornata Solenne ed in Seduta Straordinaria ritualmente convocata per l’Equinozio d’Autunno, sotto gli auspici del Supremo Architetto dei Mondi, visti gli Statuti Generali ed i Regolamenti dell’Ordine, visti e letti gli Articoli 32 e 54 delle Grandi Costituzioni del S:.C:. RSAA 1778, considerati i Poteri a Noi conferiti dalla Catena d’Unione Universale, ad unanimità di suffragi e per acclamazione rituale, i Membri Elettivi del Supremo Consiglio dei 33°, nella pienezza dei loro Poteri, Diritti e Prerogative, in virtù del Rito, hanno eletto, nominato e proclamato Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio RSAA 1778 il Ven.mo e Pot.mo Fr:. Emilio Attinà 33°.

A cui conferiamo Pieni Poteri Dogmatici, Rituali ed Amministrativi per la guida del Rito, per la Conservazione della Tradizione e per la Difesa dei Sacri Principi di Tolleranza, Unione e Prosperità”.

Perché la nomina di Emilio Attinà è rilevante per Reggio Calabria e per Roma nella Massoneria.

Reggio Calabria e Roma sono unite in questo decreto da una storia lunga. Via della Scrofa 117 è un indirizzo storico della massoneria italiana. L’Università Mediterranea è il cuore culturale della Calabria jonica e tirrenica. Un professore che ha curato il verde e il decoro di Ateneo, che ha lavorato su residenze universitarie e su biochimica agraria, che conosce la fatica del territorio, portato alla guida di un Supremo Consiglio, rappresenta simbolicamente l’incontro tra terra e spirito, tra Ordo ab Chao e Deus Meumque Jus, tra scienza e tradizione.

La formula Salute, Unione, Prosperità che chiude il decreto, e la chiusura Universis Orbis Terrarum Architectonis Gloria ab Ingenii, non sono retorica. Sono il richiamo ai principi di Tolleranza, Unione e Prosperità che il decreto stesso indica come sacri principi da difendere.

Il Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del 33 ed ultimo grado è il vertice assoluto del Rito Scozzese Antico e Accettato, per la sua Giurisdizione.

Ti spiego in modo semplice cosa significa la nomina di Emilio Attinà.

Non è il Gran Maestro, è un’altra carica della Massonerie

Nella Massoneria ci sono due strutture diverse:

1. La Gran Loggia: governa i primi 3 gradi, dal 1 al 3, Apprendista, Compagno e Maestro. A capo c’è il Gran Maestro.
2. Il Supremo Consiglio: governa gli Alti Gradi, dal 4 al 33. A capo c’è il Sovrano Gran Commendatore.

Quindi il Sovrano Gran Commendatore non comanda la Massoneria azzurra, ma comanda tutto il percorso filosofico, iniziatico e rituale che va dal 4 al 33 grado.

Che poteri ha

Come scritto nel Decreto Magistrale n. 39/6026 che ci avete inviato per Emilio Attinà:

Pieni Poteri Dogmatici, Rituali ed Amministrativi per la guida del Rito, per la Conservazione della Tradizione e per la Difesa dei Sacri Principi di Tolleranza, Unione e Prosperità.

In pratica:

Potere Dogmatico: è il custode della dottrina del Rito. Decide l’indirizzo filosofico e culturale.
Potere Rituale: è l’unico che può autorizzare i lavori del 33 grado, le Tornate Solenni come quella dell’Equinozio d’Autunno citata nel decreto, e la trasmissione dei gradi.
Potere Amministrativo: firma i Decreti Magistrali, nomina i Grandi Dignitari come il Gran Guardasigilli Paolo Giordani e il Grande Araldo Rodolfo Ravano, tiene l’Albo d’Oro e i sigilli.

Perché si cita il 1778 e via della Scrofa 117 a Roma

Il Supremo Consiglio RSAA 1778 rivendica la discendenza dalle Costituzioni del 1762 e dalle Carte Federiciane del Maggio 1786, che sono le due carte fondamentali che Federico II di Prussia avrebbe concesso per organizzare il Rito Scozzese.

Via della Scrofa 117 a Roma è la sede storica della Gran Loggia San Giovanni di Scozia, uno degli indirizzi più antichi della Massoneria italiana.

Perché è rilevante la nomina di un professore di Reggio Calabria nella Massoneria.

Di solito il Sovrano Gran Commendatore è una figura di alta anzianità iniziatica. Che venga scelto un intellettuale come Emilio Attinà, già prorettore e Delegato del Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, docente di Chimica agraria, significa voler dare al Rito un profilo più culturale e accademico, legato a Tolleranza, Unione e Prosperità, non solo rituale.

In sintesi: se il Gran Maestro è il Presidente della Repubblica della Massoneria azzurra, il Sovrano Gran Commendatore è il Presidente del Senato filosofico che va dal 4 al 33 grado. È la massima autorità dottrinale del Rito Scozzese nella sua Giurisdizione Italiana.

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