Federazione Russa

La Federazione Russa chiama l’Italia

La Federazione Russa chiama l’Italia per una collaborazione proficua.

Il dato citato dai russi è eloquente: la Russia è passata dal 92° al 28° posto nella classifica dei Paesi più favorevoli per fare business, secondo ‘Doing Business’

Rischio inflazione sotto controllo

Parlare di economia vuol dire dire tirare in ballo tanti aspetti come l’inflazione ma anche la disoccupazione e il PIL naturalmente.

Il capo dell’autorità di regolamentazione di Mosca, Elvira Nabiullina, non ha escluso che, nel corso del 2021, potrebbero verificarsi dei picchi di inflazione,

I picchi sarebbero dovuti a nuove tendenze nei prezzi del consumo.

Per tale motivo, lo scorso 12 febbraio, la Banca Centrale ha rivisto le previsioni per il 2021, aumentando il livello del tasso di inflazione al 3,7%-4,2%.

Disoccupazione in calo in Russia

La disoccupazione nel Paese scenderà a una media del 5,2% annuale nel corso del 2021, per raggiungere un livello inferiore al 5% entro la fine dell’anno, per il PIL di parla di un 2,7 o 2,9%.

Russian Federation State Committee on Statistics ha dichiarato che il valore per Tasso di disoccupazione Russo é sceso a un tasso annuale destagionalizzato di con un tasso annuale di 5,2%, da 5,3% nel mese precedente.

Il messaggio positivo dei russi

Il Fondo Monetario Internazionale afferma che la crescita del Pil nel 2022, dovrebbe essere del 2-3 per cento. I rapporti commerciali ed economici tra Russia e Italia si basano principalmente sulla complementarità dei sistemi produttivi.

La sfida e la richiesta di partnership rivolta agli italiani, riguarda la complementarietà dei due paesi.

L’esempio dell’accordo friulana Danieli e la russa OMK.

Progetto pilota di ‘metallurgia verde’, con la friulana Danieli e la russa OMK. Il progetto prevede una significativa riduzione delle emissioni di anidride carbonica, derivanti dalla produzione di acciaio.

L’azienda friulana Danieli, da tempo presente in Russia, realizzerà un impianto del valore di 430 milioni di euro nel polo metallurgico della OMK di Vyksa, nella regione di Nizhny Novgorod

la regione di Nizhny Novgorod è il maggiore fornitore, tra gli altri, delle Ferrovie Russe (RZD) e del progetto del gasdotto North Stream.

L’accordo tra friulani e russi riguarda la produzione di  pellet metallizzati utilizzando la tecnologia DRI (Direct Reduced Iron).

La tecnologia riduce le emissioni di CO2 del 64%, se paragonata ai blast furnace più moderni ed high-tech di ultima generazione e rappresenta un passo concreto per produrre acciaio con maggior rispetto per l’ambiente.

Altra opzione importante, la produzione dell’acciaio con l’idrogeno

Si discute anche della possibilità di cooperazione fra i nostri Paesi, nel campo della produzione dell’acciaio con l’idrogeno.

Il Friuli Venezia Giulia ha una economia di natura industriale-agraria, di grande interesse per la collaborazione bilaterale, insieme alla cantieristica navale, l’ingegneria meccanica, la chimica, l’industria del mobile.

Purtroppo, a causa delle sanzioni imposte dalla Federazione Russa, non è possibile includere in questa lista i prodotti alimentari, che svolgono un ruolo significativo nell’economia del Fvg.

Il turismo: la regione è molto popolare fra i russi. Attualmente, in Russia, esistono 36 zone economiche speciali, in cui trovano sede 800 imprese, di cui 146 a partecipazione straniera, per quasi 5 miliardi di euro di investimento.

L’esempio concreto del Friuli è un esempio di accordo bilaterale che funziona e potrebbe essere esportato in altre regioni italiane per supportare la nostra crescita verso la Russia e viceversa.

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