Benvenuti in Marocco

Una Passeggiata a Marrakech

 

di Sabrina Conti

“Kan ya makan fi quadiymi zanan hatta kana habko i soussan fi hajri rasouli alaihi salati wa salam …

C’era una volta in un tempo lontano,

c’era il basilico l’iris fra le mani del profeta, che la benedizione di Dio sia con lui …”

Marrakech
Marrakech

Così nel Regno del Marocco, iniziano fiabe a racconti e così, anche noi iniziamo questo viaggio

 

La prima regola, partendo per il Regno del Marocco,  è quella di mettere in valigia un abbigliamento che vada dal costume al maglione e che lasci a casa tutti i pregiudizi che la nostra anima ha accumulato a causa di una spesso, difficile convivenza con gli abitanti di questo mondo che stiamo per scoprire.

 

E visto che si parla di favole quale miglior di incominciare se non dalla prima città imperiale del Marocco: Marrakech

 

(Fondata dagli Almoravidi, prima grande dinastia Berbera venuti dal Sahara.

Rak (Marrakech), costruita a partire dal 1070 da Abu Bekr, di cui rimangono solo delle rovine vicino al minareto della Koutoubia.il luogo, scelto ovviamente per motivi strategici, e per la presenza dell’acqua con la cui canalizzazione fu creato il palmeto.

 

La dinastia successiva fu quella degli Almohadi, a cui si deve oltre la costruzione di parecchi edifici di rilievo, anni di autentico splendore.

 

Seguirono i Merinidi che spostarono la capitale a Fes.

 

Marrakech ritornò capitale con la dinastia dei Saadiani. l’Attuale Sovrano è Mohammed VI nasce il 21 agosto 1963 al Palazzo Reale di Rabat. Figlio di Sua Maestà il Re Hassan II, è il ventitreesimo Sovrano della Dinastia Alaouita, che regna dalla metà del XVII secolo).

 

È l’ora del tramonto, il caldo colore ocra delle possenti mura di Rak ci accoglie (sono lunghe ben 19 Km, spesse circa 8 metri, con 209 torri e 9 porte).

 

Profumi, suoni, colori immediatamente ci vengono incontro avvolgendoci dolcemente: un grande contrasto con l’atmosfera concitata di tutti i suoi abitanti.

 

Al canto del muezzin, per qualche attimo tutto sembra immobilizzarsi, una impressione che imparerete a riconoscere in ognuno dei cinque momenti di richiamo alla preghiera che scandiscono le giornate del mondo mussulmano.

 

Una strana nebbiolina riempirà il nostro sguardo, facendoci intravvedere una grande piazza gremita da centinaia di persone galleggianti in un fascio di luce … man mano che ci avvicineremo, il nostro miraggio, verrà sostituito da una inimmaginabile realtà.

 

Eccoci giunti in Piazza Jemaa el Fna, ora siamo smarriti e privi di certezze … qui il nostro viaggio nel magico regno del Marocco può realmente avere inizio.

 

Sicuramente qualcuno di voi ne avrà sentito parlare, avrà visto dei documentari ma nulla può avervi trasmesso la sensazione che proverete immergendovi man mano in quella folla. 

 

Sentendo le voci confuse nelle più svariate lingue del mondo, inspirando i profumi provenienti dalle decine e decine di bancarelle disposte ordinatamente fino a riempire tutta la Piazza, guardando i mille colori che si muovono al suo interno.

 

Impossibile resistere, bisogna scegliere un banchetto, sedersi ed ordinare: polpettine, spiedini, patatine riempiranno i vostri piatti.

Non vi preoccupate nessuno vi osserverà, in questo luogo, gira tutto il mondo! 

 

Piazza Jemaa el Fna
Piazza Jemaa el Fna

Nel rincasare ombre, in apparenza furtive vi accompagneranno sparendo e ricomparendo dalle infinite viuzze,

col tempo diverranno vostri compagni di tragitto: sono gli uomini del Marocco che, come di abitudine, nelle ore serali, sollevano sulla testa i cappucci della loro “djellaba”.

 

Drenalina e curiosità vi tireranno giù dal letto!

La colazione non vi deluderà: tutti gli alberghi in Marocco sanno come conciliare l’umore dei loro ospiti ed il ricco buffet ne è sicuramente un buon biglietto da visita:

crepes, marmellate di ogni tipo, dolcetti;

 

i salumi sono finti ed il vino presente solo in alcuni ristoranti, ma i profumi vi inviteranno ad assaggiare una cucina che non potrà non piacervi: dal cous cous (semolino con carne verdure, uva passa e ceci – o di pesce) al Tajim, (carne al limone o alle mandorle o alle olive o …);

 

persino i polli hanno il sapore di quelli ruspanti di una volta … le tradizioni passano dal cibo e da li ogni visitatore dovrebbe iniziare a capire i luoghi che sta visitando.

 

Usciti per strada vi ritroverete in un mondo che non riconoscerete.

Un bel sole vi accoglierà e vi accorgerete subito di quante cose non avevate notato al tramonto … i viali di Marrakech vi stupiranno con il color indaco degli alberi di Jacaranda … 

Koutoubia
Koutoubia

… e inseguendoli all’infinito, oltre la Koutoubia, (il più famoso ed imitato minareto del Marocco, visibile da ogni punto della città),avrete il contrasto con le cime innevate della catena del Rif , il profumo dei fiori dei giardini vi accompagnerà a lungo e se sentirete qualche stridulo suono inelegante guardando meglio tra le siepi o su di un basso pergolato, scorgerete qualche pavone in amore. 

 

Vi state chiedendo cosa fanno tutti quegli uomini seduti fuori dalle varie porte di ingresso alla città? Ebbene aspettano clienti persone che si recano li in cerca di muratori, elettricisti, imbianchini … 

Obbligatorio oltre alla visita ai vari monumenti della città: porta Bab Agnaur tombe Saadiane, Palazzo della Bahia, Dar Si Said (con dei bei giardini), Medersa Ben Joussef (scuola coranica più grande del Marocco).

 

Ma ritornate in Piazza Jemaa el Fna!🙁per averne una visione d’insieme salite sulla terrazza del bar di fronte) questa volta a sorprendervi saranno i colori delle bancarelle, tutte disposte a creare un grosso quadrato, arance, datteri, ne troverete più di dieci qualità e vi si scioglieranno in bocca …

mandorle e the…

 

Il the… da questo momento questa bevanda entrerà nella vostra mente per il suo profumo di menta per il rituale che le è proprio, per il significato di ospitalità che lo contraddistingue e per l’immediato rifocillo che vi trasmetterà.

 

Attenzione!

 

Una musica si sta insinuando nelle vostre orecchie e come ipnotizzati potreste ritrovarvi a seguire le movenze di un serpente ammaestrato, le sinuosità di danzatori travestiti da donna (non è consentito alle donne esibirsi su di una pubblica piazza);

 

perdervi nei giochi infantili come il lancio alle bottiglie o supplicare per riuscire a comprendere il racconto di un’anziano circondato da ragazzini e non, che racconta di paesini lontani, di personaggi esistiti o solo immaginati.

 

Adesso, però, è giunto il momento di addentrarsi nel Souk;

qui il colore è il padrone assoluto: gli abiti variopinti delle donne, i tappeti, le stoffe appese, i banchi di spezie ed olive, e sempre più giù a perdersi tra i quadri, le babouche di pelle, i fabbri i vetrai, gli oggetti in legno;

 

una visita in una erboristeria può essere divertente e rifocillano con un the (attenzione sono carissime … la contrattazione è d’obbligo ma non sfinisce,

belli alcuni negozi di antiquariato (dove non si contratta). 

 

Ci sono dei riad trasformati in alberghi bellissimi. Si schiude un portone e all’interno si apre un mondo da “mille ed una notte” giardini con fontane piene di fiori, stanze con mobili antichi: d’obbligo sbirciare oltre i muri.

 

Stanchi della confusione prendete un taxi al volo, contrattate la corsa e fatevi portare ai giardini Majorelle: un vero orto botanico lussureggiante e calmo, organizzato come gli antichi giardini andalusi. 

 

Ma Marrakech non finirà mai di sorprendervi e allontanandovi qualche chilometro dalla città vi immergerete nel famoso palmeto: sfido chiunque a non trovarsi a cercare il mare con lo sguardo; qui regnano lusso e clientela internazionale.

 

In una traversa di Av. Mohamed V, vi sorprenderete scoprendo che una Chiesa ed una Moschea sono costruite una di fronte all’altra.

 

Tutti vanno a vedere il Mamounia: un grande albergo, fasto di un’epoca che fu, ben curato e con un grande parco, con ospiti dell’aristocrazia mondiale, in cerca di tradizione e buon gusto.

Non mancano i ristoranti, tutti accoglienti.

 

Per una serata nelle favole andate da Chez Alì con o spettacolo “Fantasia”:

entrerete in un castello, fuori qualche km da Marrakech, musica, danzatrici, un concentrato di costumi e canti di tutto il Marocco; mangerete sotto le tende, assisterete ad uno spettacolo con galoppata finale in cui i cavalieri sparano tutti all’unisono.

 

Una cerimonia in uso durante i mercati annuali, in cui oltre a scambi di merci venivano concordati i matrimoni dell’anno successivo.

 

Il Marocco è un magico Regno, da scoprire con calma; seguite i suoi ritmi, fatevi coccolare in un hamman, ondeggiate nelle sue note, perdetevi nei suoi profumi e osservate, osservate e fatelo penetrare nei vostri cuori.

 

Sabrina Conti (da Un Anno in Marocco).

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