È visitabile fino al 3 agosto 2025 la mostra “Etruschi del Novecento” alla Fondazione Rovati di Milano.
Questo allestimento è il frutto e il proseguimento delle proposte identitarie artistiche e culturali della Fondazione, nel cui Museo sono permanentemente esposte una nutrita raccolta di bronzi, ceramiche e ori etruschi accostati ad opere d’arte moderna e contemporanea.
Esattamente un anno fa vi avevamo proposto la precedente mostra (https://ilquotidianoditalia.it/in-mostra-a-milano-letrusca-vulci/) concepita con il medesimo criterio.
Etruschi del Novecento è quindi una nuova tappa distinta e complementare che presenta una selezione di opere iconiche che mettono in luce l’influenza esercitata dalla cultura etrusca su alcuni artisti italiani del Novecento.

Ecco quindi che le opere di Libero Andreotti, Mirko Basaldella, Alighiero Boetti, Paolo Gioli, Leoncillo Leonardi, Gio Ponti dialogano accanto a bellissimi reperti archeologici, esposti insieme a documenti, libri e riviste, come testimonianza dell’interesse degli artisti influenzati dall’estetica “anticlassica” dell’arte etrusca.
Arti applicate e grafiche, pittura, arte orafa e statuaria documentano il ritorno di forme, di tecniche e di materiali come la terracotta dipinta, i metalli, la pittura parietale e vascolare, il bucchero (la tradizionale ceramica nera utilizzata dagli Etruschi per realizzare vasi).
Al Piano Ipogeo il visitatore viene accolto da Leone Urlante (1957): una “chimera del Novecento”, una figura ibrida, una creatura fantastica che incarna il legame tra l’arte etrusca e le sperimentazioni di Mirko Basaldella.

Nella sezione Ispirazioni gli askoi etruschi (vasi per liquidi oleosi) rivivono nei vasi degli anni Venti di Gio Ponti in porcellana e oro; la cista in ceramica, La passeggiata archeologica di Gio Ponti e Libero Andreotti – realizzata nella seconda metà degli anni Venti e in prestito dal Museo Poldi Pezzoli (Milano) – fa eco a una cista etrusca, contenitore per riporre gioielli e cosmetici in bronzo, dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (Roma).

Il tema delle figure distese, ovvero i Recumbenti moderni, è evocato dall’opera di Leoncillo Leonardi, una interpretazione potente e drammatica del celebre Sarcofago degli sposi di Villa Giulia, posto accanto al prezioso Coperchio di urna cineraria, in prestito dal Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia.

La Sala Warhol del Piano Nobile diventa il centro di documentazione dove si ripercorre la Fortuna degli Etruschi attraverso rari volumi d’arte, riviste, opere grafiche e manifesti dedicati alla cultura etrusca pubblicati dalla fine dell’Ottocento agli anni Ottanta del Novecento.
Nello Spazio Bianco per la prima volta è esposta integralmente la serie di Paolo Gioli Etruschi (1984) e Copertine (1985) di Alighiero Boetti, opera inedita della collezione della Fondazione Luigi Rovati. Paolo Gioli ricrea l’identità dei volti etruschi raffigurati sulle urne cinerarie attraverso le sue polaroid, donando nuova vitalità a volti marmorei privi di colore, con tocchi cromatici e frammenti che sembrano pulsare vita.
Alighiero Boetti, attraverso la serie Copertine, ridisegna accuratamente le copertine di importanti testate internazionali, creando una mappa degli eventi storici dell’anno, aprendo la sequenza con quella di Epoca, dedicata al Progetto Etruschi.

INFORMAZIONI Etruschi del Novecento
Fino al 3 agosto 2025 https://www.fondazioneluigirovati.org/
Da mercoledì a domenica ore 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Fondazione Luigi Rovati, Corso Venezia 52, Milano, Tel. 02.38.27.30.01
Audioguida gratuita, disponibile in biglietteria in italiano e inglese. Shop situato nella hall d’ingresso, accanto all’entrata del Museo. In collaborazione con Johan & Levi editore. Caffè-Bistrot aperto sulla hall d’ingresso e affacciato sul giardino, il caffè-bistrot Andrea Aprea è aperto da martedì a venerdì 9.00-21.30, sabato 9.30-21.30 e domenica 9.30-20.00.
Il Museo d’arte aderisce all’iniziativa Domenica al museo promossa dal Ministero della Cultura. Ogni prima domenica del mese il Museo della Fondazione Luigi Rovati apre gratuitamente: un’occasione per visitare i due piani museali e vedere da vicino le oltre 250 opere della collezione.
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Paolo Franzato
https://ilquotidianoditalia.it/in-scena-lart-deco/



