Fedez  esce malissimo da questa vicenda afferma  Cane (LEGA)

L’intervento dell’«artista» - peraltro, ironia della sorte, al centro di polemiche, in passato, per frasi giudicate da molti omofobe nei confronti del suo collega, Tiziano Ferro - invece di essere un appello per il lavoro e lo sviluppo, lungi dall’essere efficace e coraggioso, si è rivelato un guazzabuglio di banalità trite e ritrite.

Fedez   esce malissimo da questa vicenda afferma  Cane (LEGA)
Fedez
chesini garden
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L’esponente piemontese del partito di Salvini all’attacco del rapper che al «Concertone» del 1 maggio si era scagliato contro il Carroccio riguardo al «DDL ZAN»: «Alla festa del Lavoro mi sarei aspettato frasi a favore delle maestranze dell’Embraco o dell’Ilva. Invece abbiamo assistito all’ennesima pontificazione di sinistra su quella che rappresenta a tutti gli effetti una deriva che lede la libertà di espressione».

Non sono andate giù al consigliere regionale della Lega, Andrea Cane, le parole che il rapper Fedez ha pronunciato sul palco del «Concertone» del 1 maggio a Roma contro la Lega e a favore del «DDL Zan» così come tutte le polemiche sulla presunta «censura» che il marito di Chiara Ferragni ha innescato nelle ore successive, culminate con un inelegante e scriteriato attacco al leader del Carroccio, Matteo Salvini.

L’intervento dell’«artista» - peraltro, ironia della sorte, al centro di polemiche, in passato, per frasi giudicate da molti omofobe nei confronti del suo collega, Tiziano Ferro - invece di essere un appello per il lavoro e lo sviluppo, lungi dall’essere efficace e coraggioso, si è rivelato un guazzabuglio di banalità trite e ritrite.

«Fedez - spiega Cane - esce malissimo da questa vicenda innanzitutto perché ha dimostrato di non aver forse compreso il senso della sua presenza al “Concertone”: mi sarei atteso, infatti parole di solidarietà nei confronti dei lavoratori delle aziende in gravissima difficoltà e cito due esempi piemontesi di respiro nazionale come Embraco e Ilva. Quasi scontato e prevedibile, anche se inaccettabile, l’attacco alla Lega, magari nella speranza di conquistare qualche followers in più sul social di turno. Una figura davvero magra». «Fedez dovrebbe capire - prosegue Cane - che la Rai è pagata con i danari di tutti i cittadini, compresi i tanti che votano Lega e che non è un palcoscenico per comizi politici magari pure pagati profumatamente. Comprendo che sia più comodo sbraitare contro il «nemico» Salvini attirandosi qualche applauso dai più ossessionati dal centrodestra. A questo punto mi viene da pensare che Fedez conosca poco il dramma che stanno vivendo centinaia di migliaia di lavoratori italiani e piemontesi che rischiano, con la fine degli ammortizzatori sociali, di ritrovarsi da un giorno all’altro a spasso e senza poter mantenere la famiglia: lo invito, a tal proposito, a venire in Piemonte a vedere con i suoi occhi le file alle mense dei poveri, aumentate a dismisura dopo la crisi causata dal Covid».

Il Consigliere Regionale entra anche poi nel merito, ribadendo la contrarietà a un disegno di legge che ha tutta l’aria di essere un provvedimento ideologico, buono soltanto per conquistare il consenso di certe associazioni e di determinate lobbies: «Il DDL Zan - tuona Cane -  è una deriva in cui la libertà di espressione di tutti deve inginocchiarsi alla biologia che viene sostituita daI genere. Non c’è nulla di sbagliato nel nascere con una connotazione sessuale che viene segnata su un documento come maschio o femmina ed evolversi con una identificazione percepita e manifestata di sé». «Non è corretto - prosegue l’esponente del Carroccio - che a questo percorso di rimodulazione dell’identità sessuale di alcuni tutto il Paese debba adeguarsi, compresa la scuola dell’obbligo sin dai primi anni». «La "gender equality" - osserva ancora Cane - come indottrinamento per bambini della sessualità fluida laddove la stessa non è nemmeno nei loro pensieri, sinceramente mi sconvolge e preoccupa, ben vengano quindi le posizioni dei Senatori Salvini e Ostellari sul "no" ad insegnamenti di teorie gender nelle scuole e sul concetto che i bambini debbano avere una mamma e un papà! Concordo sulla necessità di rompere il silenzio su ogni violenza o discriminazione a sfondo sessuale e personalmente continuerò a dire sì ad ogni misura che sanzioni chi si macchia della presunta superiorità nei confronti di chiunque altro: penso però anche che nella variegata umanità che l’evoluzione ci permette di esprimere, l’autoidentificazione di genere diventi la versione esasperata del politicamente corretto, che farebbe andare a giudizio Pio e Amedeo o Crozza per aver istigato a una discriminazione che è sempre solo nella testa dei falsi perbenisti della sinistra italiana».