Firenze. Commercio locale obbligatorio “made in Florence”

Firenze. Commercio locale

Firenze. Commercio locale obbligatorio “made in Florence”
chesini garden
chesini garden
chesini garden
Commercio locale obbligatorio “made in Florence”. Prospettive zero a danno di tutti

Firenze, 19 Dicembre 2020. Secondo Censis-Confimprese sull’andamento dei consumi di mercato dello scorso ottobre, Firenze è la città messa peggio in Italia, -42,8%.  L’amministrazione della città ha quindi pensato come porvi rimedio: con una gradualità che dovrebbe terminare nel 2023, nei mercati del centro storico potranno essere venduti solamente prodotti fiorentini, toscani e italiani. Motivazione: rilancio del commercio e dell’identità.

La pandemia del covid ci ha insegnato/confermato che il Pianeta è uno solo, e se si viene meno a questo dato di fatto, si continua solo a farci male. Per chi avesse ancora qualche dubbio, oltre all’andamento altanelante e planetario della pandemia, potrebbe trovare conferma di questa unicità e interconnessione nelle politiche in partenza sui vaccini: quando, dove e, soprattutto a chi, oltre il nostro vicino di casa, ché anche l’ultimo dei disgraziati del più disgraziato dei Paesi è fondamentale che si possa vaccinare (disgraziati che lavorano anche grazie ai nostri ricchi mercati e/o emigrano).
Lo stesso Pianeta che, nonostante gli impegni di Parigi di cinque anni per la riduzione dell’effetto serra, non vi ha ottemperato. E le cui conseguenze disastrose sono in tutti i rapporti locali, nazionali ed internazionali sui cambiamenti climatici più o meno reversibili: territori che cambiano (con l’aggiunta anche delle guerre) e, di conseguenza, accentuazione delle migrazioni umane, soprattutto verso i cosiddetti Paesi più ricchi… e dove non c’è chiusura dei confini che possa tenere.

In questo contesto, Firenze decide che per il rilancio economico nel cuore del suo gioiello, il centro storico, è obbligatorio vendere solo i propri prodotti, quelli toscani e italiani. Chissà cosa dirà in merito l’Unione Europea, che ha fatto e fa norme che dicono il contrario (in genere per i prodotti made in Ue), e che per attuarle dispensa soldi che anche il Comune di Firenze, con le sue accise, invia a Bruxelles. Armonia e schizofrenia economica, sembra che non abbiano confini, e competenze.

Quindi: lezioni del covid, dell’ambiente, nonché impegni verso le proprie istituzioni (Ue) dicono il contrario di quello che stanno facendo a Palazzo Vecchio.
In piazza della Signoria sembra utile e carino dare spazio al Km-zero di qualunque cosa e renderlo obbligatorio. Ma oltre che ragionare secondo le presunte utili mode, occorrerebbe anche essere degli statisti.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc