Ex Ilva: lavoratori in presidio a Genova su ponte San Giorgio. La protesta continua e torna a Cornigliano passando da Genova Ovest.
Gli operai chiedono risposte concrete sul futuro dello stabilimento e soluzioni immediate per salvaguardare lavoro e dignità.

Ex Ilva: lavoratori in presidio a Genova su ponte San Giorgio

La protesta dei lavoratori dell’ex Ilva di Genova ha raggiunto un nuovo livello.
Il corteo ha invaso il ponte San Giorgio, simbolo della rinascita cittadina dopo il crollo del Morandi.

Dopo ore di blocchi e tensioni, gli operai sono tornati a Cornigliano passando da Genova Ovest.

Il contesto della mobilitazione

La mobilitazione nasce dall’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Un confronto giudicato insoddisfacente da sindacati e lavoratori.
La prospettiva di ridimensionamento dello stabilimento di Cornigliano ha acceso la rabbia.
Il timore è quello di perdere posti di lavoro e di vedere svuotata una realtà storica per Genova.

Il corteo sul ponte San Giorgio

Per la prima volta i lavoratori hanno occupato il ponte San Giorgio.
Un gesto forte, simbolico, che richiama la resistenza della città.
Il corteo è stato guidato da una grande benna, divenuta emblema della protesta.
La viabilità è stata paralizzata: code ai caselli di Prà, Aeroporto e Genova Ovest.
La Liguria si è trovata divisa in due, con traffico bloccato anche sull’Aurelia.

Il ritorno a Cornigliano

Dopo ore di presidio, gli operai hanno lasciato il ponte.
Il corteo ha proseguito verso Genova Ovest.
Da lì il rientro a Cornigliano, davanti alla stazione, dove la protesta continua.
La Guido Rossa resta chiusa, con un enorme rotolo di acciaio che blocca la strada.
Molti lavoratori hanno passato la notte in piazza Savio, segno della determinazione.

Motivi della protesta

– Difesa dei posti di lavoro.
– Rifiuto del “piano corto” che ridimensiona la produzione.
– Richiesta di garanzie per l’indotto e gli appalti.
– Necessità di materiali e investimenti per mantenere attiva la fabbrica.
– Opposizione al trasferimento di attività verso altri stabilimenti.

I sindacati hanno inviato una lettera alla Presidenza del Consiglio.
Chiedono un incontro urgente e il ritiro del piano.

Le possibili soluzioni

Le ipotesi in campo sono diverse:
– Ritiro del piano di ridimensionamento.
– Sblocco immediato dei materiali per Cornigliano.
– Integrazione della cassa integrazione straordinaria.
– Avvio di un tavolo permanente con governo e sindacati.
– Investimenti su bonifiche e innovazione tecnologica.

La richiesta principale è chiara: garantire continuità produttiva e salvaguardare l’occupazione.

Un segnale forte alla città

La protesta sul ponte San Giorgio è un segnale potente.
Genova ha già vissuto il trauma del crollo del Morandi.

Ora il ponte diventa teatro di una nuova battaglia: quella per il lavoro.
Gli operai dell’ex Ilva non vogliono essere dimenticati.
La città si stringe attorno a loro, consapevole che il destino dello stabilimento riguarda l’intera comunità.

Conclusione

La vicenda dell’ex Ilva di Genova è cruciale per il futuro industriale della Liguria.
Il presidio sul ponte San Giorgio resterà nella memoria come un atto di resistenza.
La soluzione passa dal dialogo e da scelte politiche coraggiose.
I lavoratori chiedono dignità, sicurezza e prospettive.
La città attende risposte.

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